SANGEMINI
L' impianto urbanistico del piccolo centro di
San Gemini è tipico del borgo medioevale, che sorse nei pressi - o addirittura
al di sopra - di un territorio pre-romano, in seguito divenuto insediamento
romano col nome di Casventum.
L' asse principale su cui converge il denso reticolo viario è costituito dal
tracciato dell' antica via consolare Flaminia, detta di S. Giovanni, che
attraversa tutto il paese dalla Porta Romana alla Porta Nord.
In epoca medioevale Casventum prese il nome di San Gemini da un monaco
originario della Siria che, giunto sul luogo verso la fine del IX secolo, si
dedicò all' istruzione ed alla conversione religiosa della popolazione indigena
con tale amore e benevolenza, che questa diede, dopo la morte di lui, il nuovo
nome di Civitas Sancti Gemini ("la città di Santo Gemine") alla cittadina.
Nella fase di assetto dei Territori della Chiesa, San Gemini - già gastaldato
imperiale - riuscì a rendersi autonoma e successivamente a costituirsi, con il
favore del Papato, in libero Comune, raggiungendo una posizione politica tale da
esser designata per molti secoli "castrum bonum et forte". Nodo stradale di
vitale importanza per le comunicazioni con Roma dal nord e caposaldo militare di
tutta l'Umbria meridionale, la cittadina divenne un importante centro culturale,
artistico e religioso.
Nel corso delle operazioni connesse con il "Sacco di Roma" del 1527, San Gemini
venne incendiata, devastata e saccheggiata, cadendo in un profondo declino dal
quale fu in seguito sollevata grazie al benevolo intervento delle nobili
famiglie del luogo, gli Orsini e i Santacroce. A questi ultimi si deve la
ricostruzione della Porta Romana nello stile barocco, contigua all' omonimo
palazzo nobiliare.
da vedere ...
Oltre ai monumenti menzionati, meritano di essere visitate le Abbazie di San
Nicolò (1304) e di San Gemine (oggi Duomo), le chiese di San Giovanni (l' antico
Battistero dell' VIII secolo) e di San Francesco (XIII sec.) oltre al Palazzo
del Capitano del popolo (XIV sec.).
La piazza San Francesco, che è la più grande della cittadina e da cui si diparte
Via Casventino - che dall'Arco di Borgo alla Porta San Giovanni attraversa tutto
il centro storico - è dominata dalla mole turrita del palazzo Canova,
testimonianza del lungo soggiorno in San Gemini del grande scultore.
Numerose altre testimonianze artistiche e storiche, come la cappella di "S.
Maria de Incertis", le ex chiese di S. Maria Maddalena e di S. Stefano, e
bellezze architettoniche quali torrioni, case - torri, scalinate, arcate,
bastioni, ponticelli di sostegno, severi edifici, concorrono a rendere San
Gemini un gioiello per il il visitatore che, addentrandosi nelle sue viuzze,
scopre pian piano le sfaccettature ed i misteri del borgo, riconoscendosi in un
atmosfera antica come il tempo.