| Luigi
XIII
(Fontainebleau, 1601 - Saint-Germain, 1643), re di Francia dal 1610 al 1643. Dal duca di Luynes al cardinale di Richelieu (1617-24) Il 14 maggio 1610, Luigi XIII è incoronato re, mentre la reggenza viene affidata alla regina madre, Maria de Medici, che tuttavia non riesce a sanare le gravi contraddizioni e i conflitti che travagliano la Francia dell'epoca. Il Paese è, infatti, ancora diviso da particolarismi locali, di tipo politico, giuridico e linguistico, e caratterizzato da una gerarchia sociale ai cui vertici è insediata un'élite di nobili e di esponenti dell'alto clero e dell'alta borghesia, ben decisa a difendere i propri privilegi. Il potere monarchico è saldo, ma ben lontano dallessere assoluto, dati i limiti impostigli dal persistere delle tradizioni feudali. La scarsa docilità del clero e le crescenti aspirazioni del terzo stato, cui si aggiunge la turbolenza dei contadini, provocata dalle frequenti crisi economiche. richiederebbero una guida autorevole e decisa. Tale non è certo il governo della reggente, che lascia ampio spazio allo strapotere dei Concini e provocherà la rivolta dei Grandi e la scomparsa della Francia dalla scena politica europea. Ma, nonostante tutto, il potere monarchico esce rafforzato dall'assemblea degli stati generali del 1614, che, opponendosi, come già nel 1484, alle confuse rivendicazioni dei nobili, vede costituirsi lalleanza fra clero e terzo stato. Stanco dell'anarchia che sconvolge il Paese, il giovane re, seguendo i consigli del favorito Charles d'Albert, duca di Luynes, fa assassinare nel 1617 Concino Concini, destituisce la madre e. appena sedicenne, assume pieni poteri. La salute precaria e la severa educazione impartitagli per volere di Enrico IV hanno esacerbato il suo carattere, già instabile per natura, per cui, nonostante creda fermamente nella propria missione, non riesce a Imporsi alla forte personalità di Richelieu. Nella Francia del 1617 trionfa la Controriforma cattolica: sorgono conventi di Cappuccini, Gesuiti e Orsoline, e zelanti prelati come san Francesco di Sales e Bérulle si adoperano per favorire la rinascita religiosa. I protestanti si allarmeranno soprattutto quando il re, nel 1620, deciderà di restaurare il cattolicesimo nel Béarn. La spedizione del 1621-22 si conclude con la pace di Montpellier, che sancisce l'editto di Nantes. Alla morte di Luynes, la regina madre, riconciliatasi col figlio, riesce a imporgli uno dei suoi vecchi consiglieri, il vescovo di Lu,con, Armand de Richelieu, che il re fa nominare cardinale e introduce poi nel Consiglio della corona (29 aprile 1624). Da allora, Richelieu governerà di fatto la Francia, anche se agirà sempre e solo con l'approvazione di Luigi XIII, il quale, da parte sua, avrà il merito di riconoscere le doti eccezionali del suo ministro, che sosterrà anche nelle circostanze più sfavorevoli. La riorganizzazione dello Stato e la politica interna Per ristabilire la propria autorità in tutto il Paese, il re decide innanzitutto di migliorare la qualità del sistema amministrativo, retto da funzionari corrotti, le cui cariche sono divenute ereditarie, inviando nelle province commissari regi cui vengono affidate mansioni ben precise. In secondo luogo, istituisce nuove cariche, che si affiancano a quelle preesistenti. Gli «intendenti», cui vengono affidate le funzioni svolte in origine dai commissari delegati dal re, sono scelti principalmente fra i relatori al Consiglio della corona, già esperti di finanze e di amministrazione. L'istituzione degli «intendenti» a differenza di quella dei commissari, mira a costituire un amministrazione strettamente subordinata al sovrano; durante il regno di Luigi XIII, le competenze di tali funzionari verranno estese al campo della giustizia, della polizia, delle finanze. Il suo successore, dopo la bufera della Fronda, non avrà che da proseguire la strada già tracciata. Richelieu fa proprie le teorie politiche del suo tempo che esaltano lassolutismo e la ragione di Stato, alla quale intende subordinare qualsiasi interesse particolare. Il suo programma può essere riassunto nella celebre frase: «Gli prometto [al re] di dedicare tutta la tutta la mia opera e tutta lautorità che si degnerà di concedermi per vincere il partito ugonotto, per umiliare lorgoglio dei grandi, per ricondurre al loro dovere tutti i suoi sudditi e per risollevare la sua fama, fra le nazioni, al grado che egli merita». Per attuare tale politica e garantirle adeguati consensi, Richelieu mobilita la nuova forza costituita dallopinione pubblica, che nasce proprio ill quest'epoca, ingaggia libellisti e propagandisti, sostiene la Gazette (1631) e fonda l'Accademia di Francia (1635). Poiché la grandezza dello Stato dipende dalla prosperità del Paese, il ministro decide di potenziare la marina al fine di provvedere al trasporto delle merci, sino ad allora effettuato da navi straniere. Ma i Barbareschi insidiano il Mediterraneo e la Spagna, che ha ridotto le importazioni dalla Francia, si sta dotando di una potente flotta mercantile; la marina da guerra è inoltre troppo debole per poter contrastare eventuali invasioni da parte dell'Inghilterra, qualora questa accorresse in aiuto dei protestanti, in caso di conflitto. Per tutti questi motivi, nel 1626 Richelieu assume la carica di ammiraglio di Francia, che l'anno seguente sopprime per farsi nominare gran maestro e sovrintendente generale della navigazione e del commercio, giungendo in breve tempo a garantire la protezione delle coste e lo sviluppo della navigazione commerciale. Il potenziamento della marina favorisce pure la fondazione e lo sfruttamento di nuove colonie nel Canada (pelli) e soprattutto nelle Antille (tabacco, canna da zucchero, cotone). La sicurezza stabilita nel Mediterraneo (trattato col Marocco) permette di avviare la pesca del corallo. Grazie a un vantaggioso trattato concluso con la Danimarca (1629), sintensifica il commercio con il Baltico. Viene, inoltre, riformato e sottoposto a rigorosi controlli il servizio postale. Nel piano di riorganizzazione rientra anche l'atteggiamento nuovo che il potere assume nei confronti dei nobili, i quali, secondo il Richelieu, anziché innescare conflitti, devono svolgere un ruolo essenziale in seno allo Stato; da qui le severe repressioni rilesse in atto nei loro confronti (complotto ed esecuzione del conte di Chalais [1599- 1626], legge contro duelli, smantellamento delle roccheforti). Il Code Michau (1629) riconosce ai nobili il diritto di entrare nelle Compagnie commerciali, ma soprattutto denota una radicale trasformazione della mentalità, consentendo lacquisizione di un titolo nobiliare attraverso la pratica del commercio e non più soltanto tramite il servizio militare o le cariche pubbliche. La lotta contro i protestanti, che culmina nel 1628 con la presa di La Rochelle, non rappresenta solo una crociata religiosa, ma anche lo scontro inevitabile con la potenza commerciale dell'Inghilterra. La vittoria del re ottiene, infatti, lo scopo di liberare le coste dell'Atlantico e di consolidare la potenza marittima della Francia. La pace di Alès (1629) se pone fine ai privilegi politici de protestanti (forze militari e assemblee politiche), non ne intacca tuttavia i diritti sul piano giuridico e religioso; inoltre, il culto cattolico può essere ristabilito ovunque, il che guadagna nuovi spazi alla Controriforma. Le finanze rappresentano però i punto debole di questa amministrazione. Poiché, con l'aumento del costo della vita, aumentano anche le imposte a carico dei contadini, la miseria dilaga nelle campagne, provocando rivolte sanguinose che vengono duramente represse («Lanturelu» in Borgogna, croquants nel Sud-ovest, va-nu-pieds in Normandia). Tali rivolte, destinate peraltro all'insuccesso per mancanza di organizzazione, determinano tuttavia un clima endemico d'instabilità di cui approfittano gli avversari del ministro, fra cui il partito dei dévots, capegiato da Michel de Marillac (1563- 1632) e Gastone dOrléans, fratello del re ed erede al trono fino al 1638. Nel 1630, nella journée des dupes, (giorno degli inganni), Richelieu rischia di perdere il potere, ma Luigi XIII lo reintegra nelle sue funzioni. Il loro accordo Non sarà più turbato fino al complotto di Cinq-Mars (1642). La politica europea Gli sforzi sostenuti per lo sviluppo dell'economia francese sono però in gran parte vanificati dalla guerra, che, imponendo oneri fiscali eccessivi! specie per la classe contadina, ma resi necessari dalle elevate spese militari, fa ripiombare il Paese nella miseria, annullando gli effetti prodotti dalla politica di riorganizzazione amministrativa. Nel 1629, la Francia dichiara guerra al duca di Savoia e alla Spagna nell'intento di scongiurare lunificazione dei territori degli Absburgo d'Austria con quelli italiani degli Absburgo di Spagna. Il trattato di Cherasco (1631) sancisce la vittoria della Francia. Durante la guerra dei Trent'anni, che sconvolge l'Impero, Richelieu appoggia la Baviera, i principi protestanti (il che scandalizza i dévots) e Gustavo II Adolfo contro l'imperatore. Si tratta. in realtà, di una ripresa della lotta secolare contro la casa d'Austria. Nel 1632, Luigi XIII ottiene condizioni vantaggiose dal duca di Lorena, Carlo IV. Nel 1634, la Francia occupa la Loren e nel 1635, partecipa direttamente alla guerra dei Trent'anni. Nel 1636, dopo alterne vicende, gli Spagnoli penetrano fino a Corbie, gettando nel panico la città di Parigi; la situazione si ristabilisce a partire dal 1640 (presa di Arras e di Torino), quando l'Impero dà segni di stanchezza e la Spagna è indebolita da una fortissima crisi economica e dalla secessione della Catalogna e del Portogallo. bilancio del regno Luigi XIII esce assai provalo da un lungo periodo di guerre e di sommosse nelle province; il suo carattere è esacerbato dal tradimento di amici e parenti. La nascita inattesa del delfino (1638) ha contribuito a consolidare la posizione del re e di Richelieu, ma il complotto organizzato nel 1642 da Cinq-Mars in accordo con la Spagna per detronizzarlo ha profondamente addolorato il re, che si vede costretto a far giustiziare il suo migliore amico. Qualche mese più tardi gli viene a mancare Richelieu e poco dopo, il 14 maggio 1643, anch'egli muore. Luigi XIII ha notevolmente ampliato il suo regno, che ora si estende a nord Smo all'Artois e a est fino alla Lorena, e comprende inoltre il Rossiglione e alcune piazzeforti piemontesi; le frontiere sono ben protette e le solide alleanze stipulate col Portogallo, la Svezia, i principi protestanti tedeschi e la Baviera rafforzano il sistema difensivo. I Francesi hanno, inoltre, fondato colonie o agenzie commerciali in numerosi paesi, tra i quali, in particolare, Canada, Senegal, Madagascar e Antille. Lo sviluppo della marina e del commercio e lespansione coloniale fanno ormai della Francia un paese caratterizzato da un'economia capitalistica molto forte; la situazione politica interna rimane estremamente instabile a causa del malcontento dei contadini oberati dalle tasse, dei nobili costretti a sottomettersi al potere dello Stato e dei vecchi funzionari esautorati dagli intendenti regi. Ciononostante, Luigi XIII, col favorire la politica di Richelieu, ha innescato un meccanismo irreversibile, che, imponendo lautorità del sovrano e dei suoi funzionari ai detentori di antichi privilegi, porterà all'affermazione della sovranità assoluta dello Stato. La prosecuzione di tale politica consentirà a Luigi XIV e ai suoi ministri linstaurazione dellassolutismo. Fonte: Enciclopedia Alfatematica - Microforum - Peruzzo Informatica |