| Filippo
II di Spagna
(Valladolid, 1527 - Escorial, 1598), re di Spagna dal 1556 al 1598. Filippo II, figlio dellimperatore Carlo V e dellimperatrice Isabella (1503-39), trascorre I primi anni di vita presso la madre, mentre in seguito sarà il padre a occuparsi personalmente della sua formazione politica e diplomatica. Nel 1543 limperatore, costretto a lasciare la Spagna per combattere contro I turchi, affida provvisoriamente il governo della penisola iberica a Filippo II. Nello stesso anno Filippo sposa Maria del Portogallo (1526-45), figlia di Giovanni III, che però non sopravvive alla nascita del principe don Carlos (Carlo dAustria, 1545-68). Nel 1554 il re passa a nuove nozze con la zia Maria Tudor, regina dInghilterra. Dopo aver assunto, nel 1553, il governo del regno di Napoli e del Ducato di Milano e, due anni più tardi, dei Paesi Bassi, in seguito allabdicazione del padre, Filippo II viene incoronato re a Valladolid il 28 marzo 1556, ereditando così tutti i possedimenti spagnoli in Europa e nel Nuovo Mondo. A differenza di Carlo V, che concepiva limpero come un insieme di nazioni unite solo dalla religione e dallautorità di un unico sovrano, Filippo II considera in un ottica essenzialmente spagnola tutti i problemi che insorgono, prescindendo dalla specificità dei diversi territori. Mentre suo padre viaggiava senza sosta per tutta lEuropa, il nuovo re non si allontana praticamente dalla Spagna; mentre i consiglieri di Carlo V erano perlopiù stranieri, quelli di Filippo II saranno quasi tutti spagnoli. La Spagna diventa quindi il cuore dellImpero. Inoltre Filippo II si prefigge innanzitutto lo scopo di garantire lunità del cattolicesimo, e a esso è infatti finalizzata lintera politica interna del sovrano. Il re deve proseguire la guerra intrapresa da suo padre contro il re di Francia Enrico II e il papa Paolo IV: il duca dAlba, viceré di Napoli, invade gli Stati pontifici, e il cugino di Filippo II, Emanuele Filiberto, duca di Savoia (1528-80), penetra in territorio francese, dove riporta la vittoria di San Quintino (10 agosto 1557, il giorno di San Lorenzo). Per celebrare lavvenimento, viene costruito il monastero dellEscorial, la cui pianta ricorda la forma della graticola sulla quale quel martire aveva subito il supplizio. Il duca di Guisa espugna Calais sottraendola agli Inglesi, alleati degli Spagnoli in seguito al matrimonio del re, ma le truppe francesi vengono sconfitte a Gravelines nel 1558. La pace di Cateu-Cambrésis (1559) segna la fine del conflitto. La Francia rinuncia alle sue mire sullItalia e Filippo II, dopo la morte della seconda moglie, sposa Elisabetta di Valois (1545-68), figlia di Enrico II di Francia e di Caterina de Medici, da cui avrà due figlie, una delle quali, Isabella Clara Eugenia (1566-1633), assumerà la reggenza dei Paesi Bassi. Nel 1570, rimasto di nuovo vedovo, si unisce in matrimonio con la figlia dell'imperatore Massimiliano II, Anna (1549-80), da cui ha diversi figli, tra i quali Ferdinando (1571-78), Carlo Lorenzo (1573 -75), Filippo (1578-1621), che sarà il suo successore, e Maria (1580-83). All'interno del paese, nel 1559 elimina, con l'intervento dell'Inquisizione, due focolai calvinisti a Valladolid e a Siviglia. Nel 1561 Filippo fa di Madrid la capitale del suo regno, e tale scelta appare determinata dalla crescente complessità del sistema amministrativo e burocratico. La rivolta dei moriscos di Granada I moriscos, Arabi battezzati rimasti in Spagna dopo la Reconquista, ma tutt'altro che disposti a subire l'assimilazione religiosa tentata sin dall'epoca dei Re Cattolici, si sollevano nel 1568 nell'antico regno di Granada e, rifugiatisi nella regione montuosa degli Alpujarras, eleggono re Fernando de Córdoba y Válor (1520-69), che assume il nome di Aben Humeya. Sono tuttavia costretti ad arrendersi nel 1570 dinanzi all'esercito comandato da don Giovanni d'Austria (1545-78), fratello naturale del re, dopodiché alcuni di loro emigrano in Africa, mentre altri si disperdono nelle regioni di Castiglia e di Estremadura. Linsurrezione dei Paesi Bassi Nel 1559, Margherita di Parma (1522-86), figlia naturale di Carlo V, è nominata governatrice dei Paesi Bassi. Poco dopo, i Fiamminghi, particolarmente ostili al cardinale Granvelle, che riveste la più alta carica nel Paese, insorgono, e il loro malcontento cresce quando vengono attuati i decreti del concilio di Trento e le sentenze dei tribunali dell'Inquisizione, istituiti per reprimere il protestantesimo. I patrioti fiamminghi appartenenti alla piccola nobiltà presentano alla governatrice il compromesso di Breda, una sorta di «cahier des doléances». Definiti gueux (pezzenti) in segno di disprezzo, essi adottano in seguito tale appellativo per evidenziare l'incomprensione di cui sono oggetto. I loro capi più autorevoli sono Guglielmo d'Orange-Nassau il Taciturno e Lamoral, conte di Egmont (1522-68), un generale che si è distinto nel corso della guerra condotta da Filippo II contro i Francesi (battaglie di San Quintino e di Gravelines). La presa di posizione dei nobili coinvolge nella rivolta le masse popolari calviniste; ha così inizio la guerra dei Paesi Bassi, intorno alla quale graviterà la politica europea per oltre mezzo secolo. Deciso a soffocare l'insurrezione, nel 1567 Filippo II sostituisce Margherita di Parma con il duca d'Alba. Questi instaura un Consiglio che attua con piena discrezionalità una durissima repressione. l conti di Egmont e di Horn vengono giustiziati a Bruxelles (1568) e la fanteria spagnola riesce per qualche tempo a tenere a bada i ribelli. Tuttavia, quando si riaccende la rivolta, Filippo II richiama il duca d'Alba (1573) e lo sostituisce con Luigi di Requesens (1528-76), che si propone di scendere a patti con i ribelli; questi, guidati da Guglielmo il Taciturno, aspirano all'indipendenza dalla Spagna. Requesens non riesce a condurre in porto le trattative e alla sua morte, proprio quando sta per giungere il nuovo governatore, don Giovanni d'Austria (1576), le truppe spagnole, stanche di essere lasciate senza paga, saccheggiano la città di Anversa. In seguito a tali angherie, i Valloni cattolici del Sud si uniscono ai Fiamminghi e agli Olandesi protestanti del Nord (pacificazione di Gand, 1576), cosicché, quando don Giovanni d'Austria entra nei Paesi Bassi, solo la provincia del Lussemburgo risulta ancora fedele alla Spagna. Proseguendo la politica adottata da Requesens, don Giovanni emana l'Editto perpetuo (1577) e accetta di allontanare i reggimenti spagnoli, con l'unico risultato però di rinfocolare l'ostilità degli Olandesi. Il governatore è costretto a richiamare le truppe, che, al comando del generale Alessandro Farnese (1545-92), figlio di Margherita di Parma, riescono vittoriose a Gembloux (1578), restaurando la sovranità della Spagna nelle province di Fiandra e di Brabante. Nello stesso anno, don Giovanni d'Austria muore improvvisamente e Alessandro Farnese assume personalmente l'incarico di governatore. Abile politico, Alessandro Farnese sa trarre partito dalle rivalità che oppongono cattolici e protestanti (Unione di Arras, 1579) per sottometterli. Ma le province del Nord (Olanda, Zelanda, Frisia, Utrecht, Gheldria) si uniscono, proclamando la propria indipendenza dalla Spagna (Unione di Utrecht, 1579). Benché Alessandro Farnese ottenga diverse vittorie (Anversa viene riconquistata nel 1585), gli Olandesi resistono con coraggio e tenacia, sostenuti nella loro lotta dai rinforzi inviati dall'Inghilterra e dalla Francia. La Spagna rivolge allora la sua ostilità contro gli Inglesi e i calvinisti francesi, per cui il conflitto diventa generale. Non sapendo come porre fine a questa guerra, Filippo II ritiene opportuno cedere il trono dei Paesi Bassi alla figlia Isabella Clara Eugenia, sposa dell'arciduca Alberto d'Austria (1559-1621), e farne un protettorato spagnolo, che egli recupererebbe di diritto (1598) se entrambi morissero senza discendenti. Ma la questione non è affatto risolta, perché gli Olandesi rifiutano di riconoscere Isabella Clara Eugenia. La battaglia di Lepanto Alla fine del regno di Carlo V, il pirata turco Dragut ( 1565), successore dei Barbarossa, si era impadronito di Tripoli (1551). Nel 1560 gli Spagnoli tentano senza successo di riprenderla e i Turchi, approfittando della buona sorte, sferrano un'offensiva contro Malta (1565), da dove vengono respinti, e contro Cipro, che riescono a sottrarre ai Veneziani (1571) . Per il mondo cattolico il pericolo è così grave che il papa Pio V lancia un appello agli Stati cristiani, al quale rispondono solo Venezia, i cui interessi economici sono minacciati dai Turchi, e la Spagna. Venezia, il papa e la Spagna costituiscono la Lega Santa, e la flotta alleata, sotto il comando di don Giovanni d'Austria, annienta i Turchi (100 000 uomini imbarcati su 300 navi) all'imbocco del golfo di Corinto. Questa vittoria (1571) risulta decisiva per le forze cristiane e accresce il prestigio di Filippo II; l'egemonia dei Turchi nel Mediterraneo viene notevolmente ridimensionata e si dilegua la minaccia che essi rappresentavano fino a quel momento. Tuttavia, i vantaggi ottenuti con questo brillante risultato si dimostrano assai inferiori alle aspettative a causa delle divergenze fra gli alleati e del risentimento che il sovrano spagnolo nutre nei confronti di don Giovanni d'Austria. L'unità della penisola: il Portogallo La politica matrimoniale perseguita dai Re Cattolici al fine di attuare l'unificazione di Spagna e Portogallo produce i suoi frutti durante il regno di Filippo II. Alla morte di Giovanni III, sovrano del paese vicino, sale al trono il nipote Sebastiano (1557-78), che, nonostante il parere contrario dello zio Filippo II, intraprende una spedizione in Africa, dove muore nella battaglia di Alcazar Quivir (El-Ksar el-Kebir, in Marocco). Il prozio, Enrico il Cardinale, uomo di Chiesa di età avanzata, che gli succede nel 1578, muore due anni dopo. Si trovano allora di fronte due pretendenti: Filippo II di Spagna e don Antonio, priore di Crato (1531-95), figlio naturale di Enrico II, che gode dell'appoggio di gran parte del paese. Quando questultimo viene proclamato re a Lisbona, il monarca spagnolo invia per mare una flotta al comando di Alvaro de Bazán (1526-88), marchese di Santa Cruz, e per terra un esercito agli ordini del duca d'Alba. Gli Spagnoli s'impongono sulle forze del pretendente portoghese ad Alcántara (1580), e le Cortes di Tomar (1581) proclamano Filippo II re del Portogallo. Si realizza così una delle massime aspirazioni dei Re Cattolici e di Carlo V: l'unità della penisola. Con l'annessione del Portogallo e delle sue ricche colonie, si spostano considerevolmente i confini dell'Impero spagnolo, sul quale veramente, da allora, «il sole non tramonta mai». Fonte: Enciclopedia Alfatematica - Microforum - Peruzzo Informatica |