SOLDATI NELLE CITTA' ENTRO UN ANNO
Il ministro della Difesa La Russa spiega che l'accordo trovato con Maroni sarà un esperimento limitato nel tempo: "C'è una richiesta forte da parte dei cittadini di migliore controllo del territorio"
mercoledì 18 giugno 2008
L'impiego dell'esercito nelle
strade delle città italiane divide gli schieramenti politici
e riaccende la polemica sulle misure per la sicurezza
approvate dal governo.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dopo aver
annunciato l'accordo col collega del Viminale, Roberto
Maroni, spiega che si tratta solo di un esperimento limitato
nel tempo (sei mesi rinnovabili solo una volta) e che non
esiste il rischio di una sovrapposizione tra gli agenti di
pubblica sicurezza e i 2.500 militari che verrano impiegati
nel pattugliamento dei centri abitati.
Ma l'opposizione non ci sta e attacca la decisione
dell'esecutivo: "Così si aumenta solo l'insicurezza dei
cittadini". "C'è una richiesta forte da parte dei cittadini
- sottolinea La Russa - di migliore controllo del
territorio, di migliore sicurezza, soprattutto di poter
avvertire che lo Stato garantisce con la sua presenza una
condizione di vita migliore. Questo compito spetta alle
forze dell'ordine e al ministro dell'Interno. C'è un
problema di risorse in questo momento e di numero di uomini.
Le forze armate - prosegue il ministro della Difesa - hanno
dato la propria disponibilità ad incrementare per il momento
con soli 2.500 uomini in tutto il territorio nazionale,
rispetto alle forze che già esistono sul campo. Si tratta di
un apporto umano competente, professionale, preparato".
Bocciano la scelta Pd e Prc "La decisione del governo di
usare l'esercito nelle città italiane è sbagliata",
ammonisce il segretario Walter Veltroni, secondo cui "il
tema della sicurezza è questione troppo delicata per essere
affrontata solamente con annunci ad effetto che, tra
l'altro, danno una immagine catastrofica del paese
contribuendo a mortificare l'ottimo lavoro svolto dalle
forze dell'ordine".
E Franco Giordano, lo definisce "un fatto gravissimo" che
"rappresenta una forzatura estrema degli stessi limiti
costituzionali" la scelta del governo. Fa quadrato la
maggioranza: per il ministro Gianfranco Rotondi "non si
corre alcun rischio di militarizzazione": quelle della
sinistra, dice, sono "panzane": "E' vero il contrario: l'uso
dell'esercito è un mezzo per garantire più sicurezza ai
cittadini".
da QUOTIDIANO LA NAZIONE
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