FRANCESCO RUTELLI
E’ nato il 14 giugno 1954 a Roma.
Il suo passato politico è assai burrascoso e segnato soprattutto dall'incontro
con il grande capo carismatico dell'area politicamente
"dissonante" italiana, Marco Pannella. Ed è
proprio nel partito Radicale del "deus ex machina" Pannella,
battagliero promotore di innumerevoli referendum sui
diritti civili, che Rutelli muove i primi passi. Sono
gli anni settanta, anni segnati da grandi battaglie, combattute spesso per
affermare valori o diritti che oramai paiono scontati ma che all'epoca non lo
erano affatto come, tanto per fare un paio di esempi,
quelli sul divorzio e l'aborto. In tutte queste occasioni Rutelli
si dimostra un valido oratore e un carismatico accentratore di progetti e
movimenti. Dopo questa lunga gavetta, nel 1981 ottiene lo scettro di segretario
nazionale del piccolo ma combattivo partito.
Un episodio che coinvolge uno dei maggiori teorici della sinistra estrema in
Italia, Tony Negri, vede Rutelli salire alla ribalta
delle cronache e delle polemiche sui giornali. Pannella,
infatti, aveva con un atto provocatorio candidato alla
Camera il professore universitario Tony Negri, in carcere da quattro anni
perché sospettato di avere rapporti con l'eversione armata (sulla base, più che
altro, del contenuto di molti suoi scritti). L'opinione pubblica, all'epoca, si
spaccò in due, fra classici "colpevolisti" e
"innocentisti". Questi ultimi, erano del parere che il "cattivo
maestro" Negri stesse semplicemente esprimendo
delle sue idee e di questo stesso avviso era Rutelli.
A disbrigare la complessa matassa politico-giuridica,
intervenne proprio l'elezione di Negri nei ranghi del Parlamento, in seguito
alla quale potette godere dell'immunità parlamentare. Purtroppo, subito
dopo l'insediamento, il professore si dileguò, facendo perdere le sue tracce
per poi ricomparire a Parigi. Si trattò, in pratica, di una fuga. Rutelli, ad ogni modo, difende imperterrito la sua linea,
secondo la quale difendendo Negri si sarebbe difeso un
diritto elementare di libera espressione democratica.
Nel 1983 viene eletto deputato al Parlamento italiano.
La grande attenzione che i Radicali avevano sempre
posto nei confronti dell'ambiente porta Rutelli ad
avvicinarsi moltissimo alle tematiche legate appunto all'ambientalismo.
Già attivista della Lega Ambiente attua la propia
svolta definitiva quando viene nominato Presidente del
gruppo dei Verdi, affermazione che lo obbliga a lasciare i Radicali. Alle
successive elezioni del 1987, viene rieletto e così
anche in quelle del 1992. In entrambe le legislature presiede
il Comitato per i Diritti Umani presso la Commissione Affari Esteri della
Camera dei Deputati.
Nominato nell'aprile 1993 ministro dell'Ambiente e delle Aree urbane nel
Governo Ciampi, si
dimette dopo un solo giorno in seguito al voto parlamentare che negava
l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi. Intanto,
tenta la strada dell'elezione a sindaco della città eterna, Roma, e si butta
nella competizione elettorale comunale con il massimo dell'entusiasmo. Grazie
alla nuova legge da poco introdotta, per la prima volta deve affrontare il
sistema che prevede il "ballottaggio" fra i due candidati che
superano il primo turno delle votazioni. Diviene così il primo sindaco della capitale eletto direttamente dai cittadini. Dopo
quattro anni, viene riconfermato dai romani nel
novembre 1997.
con una percentuale di quasi il 70 per cento. Da
allora Rutelli lavora per conquistare autorevolezza
come politico nazionale ed europeo. E' tra i fondatori dei Democratici, insieme
a Prodi e Di Pietro.
Nel giugno 1999 viene eletto deputato al Parlamento
europeo, dove siede nel gruppo dei Liberali e Democratici e fa parte della
Commissione Affari esteri. Durante il governo Prodi assume la carica di Commissario straordinario
per il coordinamento del Grande Giubileo dell'anno Duemila. Si avvicina al
mondo cattolico ed è il principale sostenitore della creazione della
Margherita, il raggruppamento centrista dell'Ulivo.
Nel settembre del 2000 il centrosinistra lo sceglie come candidato premier. Il
13 maggio 2001 il centrosinistra perde le elezioni e Rutelli,
che come capo della Margherita ottiene un buon risultato elettorale, tenta di
accreditarsi come leader dell'opposizione. Ma
nell'Ulivo non tutti sono d'accordo. Per l'ex sindaco di Roma comincia una fase
nuova: dovrà dimostrare di avere le capacità di aggregare intorno a lui tutto
il centro-sinistra.