pd a rischio scissione
L'affondo di Famiglia Cristiana: «Traditi da un partito fantasma». Binetti: per ora restiamo.
«Nel Pd cattolici a rischio scissione»
mercoledì 11 giugno 2008

Era da giorni che il fantasma
della scissione aveva preso ad aleggiare dietro le quinte
del Pd, rinvigorito dalle tensioni interne e dal susseguirsi
incessante di riunioni correntizie. Finché ieri un
editoriale di Famiglia cristiana è piombato a mo' di bomba
sul tetto del «loft» democratico — ironia della sorte,
proprio nelle ore in cui il leader trasloca nella sede
dell'ex Margherita — dando fiato ai timori di una rottura
imminente tra laici e cattolici.
L'attacco della rivista più diffusa nelle parrocchie
italiane è violentissimo e mira al cuore della leadership
veltroniana. Tre colonne, dal titolo «Il "peccato originale"
di un partito fantasma», per invitare il leader democratico
a mettere alla porta i Radicali di Bonino e Pannella e
pronosticare ai cattolici la via della fuga, dalle braccia
di Veltroni a quelle di Berlusconi. E oggi il segretario
vedrà Francesco Rutelli, per la prima volta da quando la
sconfitta di Roma ha raggelato i rapporti tra i due ex
sindaci della Città eterna. Ma ecco il passaggio chiave
dell'editoriale (non firmato) di Antonio Sciortino,
direttore di Famiglia cristiana: «Una parte consistente dei
deputati della ex Margherita si sta interrogando sul perché
della loro permanenza nel Pd, col rischio che possano
prendere la stessa decisione degli elettori. Perché
dovrebbero fare la "riserva indiana" nel Pd?».
Il Cavaliere, è la tesi del settimanale, ha abbracciato
Veltroni «sino a stritolarlo» ed ora per il segretario è
troppo tardi, l'opposizione fatica e il vero problema del Pd
è «la sua identità». Nel pezzo si parla di «omertà sugli
schieramenti, camuffata da fondazioni e correnti di ogni
tipo», si denuncia «l'anarchia dei valori» che, teorizzata
da Berlusconi, sarebbe «strasmigrata » anche nel Pd, si
rinfaccia a Veltroni di non aver «neppure balbettato una
critica alla Bonino che ha dato del "patetico" al Papa». E
infine si chiede al leader democratico di sciogliere
l'«ambiguità» generata dall'ingresso dei Radicali: solo se
Pannella e soci si accomodassero fuori il «peccato
originale» di Veltroni sarebbe sanato.
L'editoriale è stato accolto con «sgomento» e «dolore» dai
vertici del Pd e ha sollevato una tempesta. I Radicali
criticano il «pensiero debole» del Vaticano e i cattolici,
almeno ufficialmente, smentiscono tentazioni scissioniste.
Eppure le dichiarazioni dei Teodem confermano che il
malessere è profondo e una rottura non è esclusa. «Il
rischio di diventare una riserva indiana, minoritaria e
insignificante, c'è sempre. Però in questo momento —
assicura Paola Binetti — non è in programma nessuna uscita».
In questo momento. Ma un domani? Enzo Carra infatti non nega
il rischio di un «esodo singolo», lo strappo individuale di
qualche ultrà cattolico alla Binetti. «Famiglia cristiana
raccoglie il disagio, i sospetti e le attese dei cattolici —
riconosce Carra —. Ma per adesso non mi pare che Fioroni e
Marini stiano organizzando un esodo di massa».
Il clima però è tale che Dario Franceschini deve prodursi in
una pubblica smentita: «I cattolici fuori dal Pd? Fantasie».
E Beppe Fioroni definisce l'editoriale «uno stimolo», per
quanto «ingiusto e radicale». Se Rosy Bindi non apprezza la
posizione «arretrata» della rivista, Pierluigi Castagnetti
non nasconde la preoccupazione profonda per «la
sottovalutazione dei problemi che i cattolici pongono». E la
teodem Emanuela Baio Dossi ringrazia Famiglia cristiana per
aver messo il dito nella piaga: «Non si possono tenere
insieme il diavolo e l'acqua santa». Per parte loro, i laici
sospettano che l'editoriale sia stato «pilotato» e
attaccano. Anna Finocchiaro respinge gli «anatemi» della
rivista cattolica e auspica la «sintesi virtuosa » fra le
diverse anime del Pd. La resa dei conti è dietro l'angolo:
tra due settimane, all'Assemblea costituente.
da QUOTIDIANO IL CORRIERE DELLA SERA
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