
Popolari UDEUR (dove UDEUR sta per Unione Democratici per l'Europa) è il nome di un partito politico di centro che si ispira ai valori del cristianesimo democratico.
Il partito, che ha per simbolo un Campanile, è stato fondato nel 1999 da Clemente Mastella, che ne è tuttora il segretario nazionale. Ha partecipato alle recenti competizioni politiche (l'elezioni politiche del 2006 e le regionali del 2005) all'interno dell'Unione, e, a livello europeo, aderisce al Partito Popolare Europeo.
La nascita nel 1999 dopo l'esperienza dell'UDR
Il partito è nato il 23 maggio del 1999 su iniziativa di Mastella, reduce dalla deludente esperienza dell'UDR, Unione Democratica per la Repubblica, il progetto politico ispirato da Francesco Cossiga per creare un'alternativa centrista nella politica italiana ma sfumato dopo appena un anno.
Al nuovo UDEUR, in un primo momento, aderisce lo stesso Cossiga e, tra gli altri, Irene Pivetti, ex presidente della Camera, che ne diviene presidente.
L'UDEUR debutta immediatamente con le elezioni europee del 13 giugno 1999, quando raccoglie mezzo milione di voti (1,6%) dimostrando però il suo radicamento e la sua forza elettorale soprattutto al sud e nelle isole (dove raggiunge punte di oltre il 6%).
In seguito a questi risultati positivi (soprattutto in Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata, Molise), l'UDEUR adotta una linea distintiva nella difesa del Mezzogiorno d'Italia, in contrapposizione alla Lega Nord di Umberto Bossi, ma senza eccessi.
L'adesione al centro-sinistra
L'UDEUR lavora, in questo periodo, per la costituzione di un grande centro, mantenendo una posizione di autonomia verso i due poli ma, dopo circa un anno, stringe accordi con la coalizione dell'Ulivo di centrosinistra, guidata al momento da Massimo D'Alema, il cui governo in precedenza aveva già ricevuto la fiducia di Mastella e dell'UDR.
Così, alle regionali del 2000, l'UDEUR è parte integrante delle coalizioni di centrosinistra: non presenta liste in tutte le regioni, si attesta sempre intorno all'1,5% (dato nazionale) ma radica sempre di più la sua forza al sud (in Campania è al 7%, in Basilicata al 7,4%).
"Siamo alleati di un centro-sinistra scritto col trattino, anzi col trattone", precisa spesso Mastella, che sostiene in modo convinto il ritorno al sistema proporzionale e l'accentuazione del ruolo degli organi assembleari (primi fra tutti i consigli regionali) a discapito degli esecutivi.
L'Udeur partecipa alle liste della Margherita
L'alleanza con l'Ulivo prosegue e, alle elezioni politiche del 13 maggio 2001, l'UDEUR sostiene la candidatura al governo di Francesco Rutelli presentata dalla coalizione. Per queste elezioni, il partito decide di aderire al progetto federativo della Margherita presentando liste comuni con il Partito Popolare Italiano, I Democratici e Rinnovamento Italiano, formazione che conquista il 14,5% dei consensi e costituisce gruppi parlamentari unici (80 deputati e 43 senatori).
Quando, però, la Margherita decide di diventare un partito unico (luglio 2002), l'UDEUR non vi aderisce, preferendo proseguire il cammino per la propria strada e abbandonando i gruppi parlamentari unitari: non c'è però la consistenza necessaria per costituire gruppi autonomi e l'UDEUR finisce nel gruppo misto (con soltanto 6 deputati e 4 senatori).
L'«Alleanza Popolare»
In occasione delle elezioni europee del 2004, il partito prende il nome di Alleanza Popolare-UDEUR, in seguito all'adesione di Mino Martinazzoli (fondatore del Partito Popolare Italiano). La nuova formazione ottiene come risultato all'elezioni l'1,3% dei voti, eleggendo un solo parlamentare (Mastella, che rinuncia in favore di Paolo Cirino Pomicino, che venne però in seguito espulso dal partito). Anche Martinazzoli abbandona l'alleanza.
Nasce intanto la nuova alleanza del centrosinistra, L'Unione. L'UDEUR vi aderisce, ma cambia ancora simbolo e nome: nel simbolo campeggia un campanile (emblema del partito) su uno sfondo più chiaro, mentre il nome è ora Popolari-UDEUR.
Il 2005, adesione e insofferenza nell'Unione
In vista delle elezioni regionali dell'aprile 2005, l'UDEUR pone qualche pregiudiziale alla coalizione chiedendo, come elemento essenziale per dare seguito all'alleanza, la presidenza di una delle maggiori regioni del sud (Campania, Puglia o Calabria). Il vertice dell'Unione non tiene in considerazione la richiesta: in Campania c'è l'uscente Bassolino (Ds), la Calabria va alla Margherita e in Puglia si tengono le primarie, col successo del candidato di Rifondazione.
L'UDEUR minaccia di uscire dalla coalizione e di presentarsi sola alle elezioni, con propri candidati alla presidenza di tutte le regioni. Ma la crisi rientra, il leader dell'Unione Prodi e gli altri alleati riconoscono all'UDEUR lo status di partito con pari dignità e di essere un alleato "fondamentale" per la coalizione.
Si tengono le elezioni, l'UDEUR appoggia i candidati dell'Unione (che vince in 12 regioni su 14) e rafforza la sua consistenza: si attesta intorno al 2,5% a livello nazionale, ma nelle regioni del sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia) è sulla media del 7,5%. Sandra Lonardo, moglie di Mastella, diventa presidente del Consiglio Regionale della Campania.
Nel corso del 2005 il partito acquisisce nuove rappresentanze in Parlamento, accogliendo molti reduci di Forza Italia e della Casa delle Libertà, scontenti e smossi dalla sconfitta elettorale della CdL. I deputati dell'UDEUR, da 6, diventano 14 (5 provenienti da FI, 2 dalla Margherita, 1 dall'UDC); i senatori sono 5 (con un acquisto da FI).
Mastella terzo alle primarie
A seguito dell'organizzazione delle consultazioni primarie per scegliere il candidato premier dell'Unione, Mastella ha deciso di presentare la sua candidatura per presidiare il centro della coalizione, un centro che diventi il vero futuro della politica.
Le elezioni primarie si svolgono il 16 ottobre 2005: Mastella arriva terzo, raccogliendo 196.014 voti (il 4,6% dei consensi), alle spalle di Romano Prodi (74,1%), che riceve l'investitura di candidato premier della coalizione, e di Fausto Bertinotti (14,7%).
Nella giornata delle votazioni, però, Mastella si rende protagonista di una serie di critiche nei confronti dell'evento, definendo le primarie come un "gioco fasullo". A scatenare la miccia è il fatto che, a metà mattinata, nel suo paese di residenza (di cui Mastella è anche sindaco), Ceppaloni, le schede erano già terminate e molta gente non aveva potuto votare. Il leader dell'Udeur accusa altresì di essere venuto a conoscenza che in diversi seggi di Roma erano pronte schede già votate per Prodi e pronte per essere inserite nelle urne. Del resto, già in precedenza, Mastella aveva denunciato incongruenze nell'allestimento dei seggi sostenendo che erano stati costituiti in numero inferiore al Sud, dove il suo partito è praticamente più forte.
Questa fase di contrasto viene superata definitivamente nel gennaio 2006, quando il congresso nazionale conferma l'alleanza del partito con l'Unione e presenta le sue liste all'interno della coalizione guidata da Prodi.
Le elezioni 2006 e l'ingresso al Governo
Il 9 e il 10 aprile 2006 si svolgono le elezioni. Il centrosinistra vince per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. Al Senato, si rivela determinante il voto della circoscrizione Estero, che consente all'Unione - pur avendo conseguito meno voti della CdL - di ottenere tre seggi in più (di cui uno, autonomo, ha dichiarato preventivamente che avrebbe appoggiato la coalizione vincente).
Il risultato dell'Udeur non è particolarmente incoraggiante: la lista raccoglie l'1,4% alla Camera e al Senato (rispettivamente 534 mila e 477 mila voti), confermandosi come un partito poco più che regionalista, visto che riesce a superare l'1% solo dal Lazio in giù. Non supera, pertanto, lo sbarramento nazionale del 2% previsto alla Camera, ma partecipa comunque alla ripartizione dei seggi in qualità di "miglior perdente" (lista che ha raccolto il maggiore risultato al di sotto dello sbarramento), secondo la norma prevista dalla legge elettorale appena entrata in vigore. Elegge così 14 deputati, grazie anche ai deputati candidati per "diritto di tribuna" nelle liste dell'Ulivo.
Al Senato supera lo sbarramento regionale del 3% solo in Campania, Basilicata e Calabria e si verificano le condizioni per l'assegnazione di due seggi in Campania ed uno in Calabria. Lo stesso Mastella, finora deputato, viene eletto al Senato.
Nel nuovo Governo Prodi, Mastella rivendica per l'Udeur il Ministero della Difesa, richiesto anche dalla Rosa nel Pugno che candida Emma Bonino. Il 17 maggio 2006, all'insediamento dell'esecutivo, Mastella viene nominato Ministro della Giustizia e Marco Verzaschi diviene sottosegretario al Ministero della Difesa.
Mauro Fabris è il capogruppo dell'Udeur alla Camera, mentre Stefano Cusumano diventa vicepresidente del Gruppo Misto al Senato, cui aderiscono i senatori Udeur. Intanto Cirino Pomicino, eletto al Parlamento nazionale con la DC per le autonomie, lascia il Parlamento europeo e consente l'ingresso di un nuovo europarlamentare dell'Udeur, Armando Veneto.
Correnti
Non sono ravvisabili, all'interno del partito, delle particolari correnti formalmente costituite né tendenze interne di diverso orientamento.
Valori
Il partito intende attuare un programma politico ispirato ai principi cristiani e alla dottrina sociale, dove trovino piena cittadinanza la centralità della persona, la difesa della famiglia, la tutela della vita e la solidarietà. Il partito opera a difesa del primato della persona in ogni sua espressione.
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