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Samuele va spesso a fare la spesa (la
ragione vera e' che incontra spesso delle massaie che cerca di
intortare). Un giorno conosce Maria e organizzano un incontro a casa di
lei. Lei gli dice: "Vieni questa sera dopo le 9; mio marito esce verso
quell'ora e non ritorna mai prima di mezzanotte. Ma siccome non so l'ora
esatta in cui esce, tu aspetta di sotto, perche' dopo che e' uscito ti
tiro giu' una moneta da 100 lire". La sera Maria aspetta che il
marito esca, poi getta la monetina dalla finestra e si metta in trepida
attesa del suo amante. Ma aspetta aspetta e questi non arriva. La
mattina dopo esce per fare alcune spese e trova Samuele ancora giu' in
giardino e gli chiede: "Beh, cosa e' successo? Perche' non sei
salito?". E Samuele: "Non riesco a trovare la monetina!".
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Un ebreo in punto di morte chiama a
se' i suoi cari: "Sara, moglie mia dove sei?". "Sono qui,
stai tranquillo". "Giuditta, figlia mia, dove
sei?". "Sono qui padre, non agitarti". "David
figlio mio dove sei?". "Padre sono qui". "Ma allora
al negozio chi ci sta?".
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Un ebreo di nome Giacobbe si trova in
cattiva situazione economica, per cui entra nella sinagoga e prega Dio:
"Dio, per favore, aiutami, fammi vincere una lotteria, una
qualsiasi delle tante che ci sono. Cosi’ sistemo i miei affari e la mia
famiglia". Viene il giorno dell’estrazione, ma in nostro amico non
vince. La settimana dopo ritorna nella sinagoga: "Dio, per favore,
sono disperato, se non vinco sono rovinato, io, mia moglie e i miei
figli. Fammi vincere alla lotteria". Ma anche questa volta non
vince nulla. Cosi’ la storia si ripete per varie settimane senza che
l’ebreo vinca nulla. Un giorno dopo l’ennesima preghiera nella sinagoga
Dio si fa vivo con lampi e tuoni ed esclama: "Giacobbe, insomma, io
ti voglio aiutare, ma vienimi incontro: compra un biglietto!".
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Ci tengo molto al mio orologio. Me
l'ha venduto mio padre sul letto di morte! (Woody Allen)
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Un ebreo dice ad un amico: "Ti
ricordi di mio figlio? Tu sai che l' ho sempre educato nel rispetto della
religione ebraica. E' successa una cosa strana: l'ho mandato in Israele
perche' cresca da vero ebreo, e lui... e' tornato cristiano".
"E' strano. Anch' io ho educato mio figlio nel rispetto della vera
religione, ma quando l'ho mandato in Israele, e' tornato cristiano anche
lui". "Questo e' molto strano, parliamone al rabbino: "I
nostri figli che abbiamo educato da veri ebrei sono andati in Israele e
sono tornati a casa cristiani". "Questo e' molto strano
perche' anche mio figlio, e' andato in Israele e, malgrado sia stato
allevato da vero ebreo, e' tornato a casa cristiano". "Cosa
possiamo fare? ". E il rabbino: "Chiediamo al Signore: Signore
di Israele, Dio di Isacco e di Giacobbe, ascoltaci, vogliamo chiederti
un consiglio: i nostri figli, tutti degli ottimi ebrei, sono andati in
Israele e sono tornati a casa cristiani, che possiamo fare? ". E
Dio: "Questo e' molto strano, perche' anche mio figlio... ".
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Un ebreo impara a giocare a golf, e
la cosa gli piace cosi' tanto che si allena tutti i giorni. Il sabato
pero' e' giorno di preghiera e di riposo per gli ebrei, e lui deve
astenersi anche dal giocare a golf. Pero' non resiste e il sabato
mattina presto corre al campo di golf ancora chiuso, scavalca la
recinzione e si prepara a dare due tiri veloci veloci prima che arrivi
qualcuno. Fatto sta che in cielo c'e' San Pietro che vede tutto e
riferisce a Dio: " Aoh! Dio, c'e' un ebreo che sta a giocare
a golf! E' Sabato! Non si puo' giocare a golf! Lo devi punire!".
"Vabbene, mo' glielo faccio vedere io!". L'ebreo mette a terra
la pallina e... tok! con un solo tiro centra la buca a 300 metri di
distanza! San Pietro, sbalordito: "Aoh, ma che fai? Quel tipo, ti
ho detto, e' un ebreo! Sta a giocare a golf di sabato! E tu gli fai far
buca al primo colpo?". "Eh, infatti! Mo' voglio vedere a chi
cazzo lo racconta!".
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Migliaia di anni fa Dio e' alla
ricerca del popolo eletto. Si presenta agli Egizi dicendo: "Cerco
il popolo eletto". "E in cosa consiste?". "Consiste
nel seguire i miei 10 comandamenti". "E cioe'? Dacci un
esempio". E Dio: "Ad esempio: Io sono il Signore, Dio tuo, non
avrai altro Dio al di fuori di me". E il popolo Egizio: "Eh
no! Noi siamo abituati a tanti Dei, il Dio Sole, Anubi, ecc, e un Dio
solo non e' proprio possibile". Allora Dio va dal popolo Fenicio:
"Cerco il popolo eletto". "E in cosa consiste?".
"Consiste nel seguire i miei 10 comandamenti". "E cioe'?
Dacci un esempio". "Ad esempio: non rubare". E il popolo
Fenicio: "Eh no! Non e' possibile! Noi siamo un popolo abituato a
fare commerci in tutti i mari, e il commercio vuol dire anche un po'
rubare... ". Allora Dio va dal popolo Greco: "Cerco il popolo
eletto". "E in cosa consiste?". "Consiste nel
seguire i miei 10 comandamenti". "E cioe'? Dacci un esempio".
"Ad esempio: "Non desiderare la donna d'altri". "Eh
no! Non e' possibile! Noi siamo un popolo dedito all'amore sotto tutti
gli aspetti (v. Elena di Troia, ecc)". Allora Dio va dal popolo
ebraico: "Cerco il popolo eletto". "E in cosa
consiste?". "Consiste nel seguire i miei 10 comandamenti".
"E quanto ci costano?". "Ma nulla, sono completamente
gratis!". "Beh, allora, li prendiamo tutti in blocco!".
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Ad Assisi si incontrano i
rappresentanti di varie religioni, un missionario Cattolico, un Rabbino
ed un Mussulmano e parlano delle diverse esperienze. Il Cattolico:
"Eravamo in pieno oceano ed il mare era in burrasca, vento e onde
minacciavano di rovesciare la nave, ma ci mettemmo a pregare tutti
insieme e dalle nuvole un raggio di sole ci illumino' la via calmando le
acque e placando il vento. Fu un vero miracolo di Cristo!". Il
Mussulmano: "Eravamo nel deserto durante una bufera, scarsi i
viveri e l'acqua, la strada era smarrita, pregammo Allah e un raggio di
sole usci' dalle nuvole, placo' il vento e ci indico' la via per l'oasi.
Fu un vero miracolo di Allah". Il Rabbino: "Camminavo nel
ghetto di New York, era sabato, attento a non commettere peccati, quando
di fronte a me vedo un portafogli pieno di dollari; non potevo toccarlo
per le Sacre Leggi, ma un raggio di sole buco' le nuvole ed illumino' il
ricco portafogli. Fu un miracolo, tutto intorno era sabato, ma li'
era mercoledi".
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"Dacci un taglio" disse
l'ebreo al rabbino. "Taglio corto" disse il rabbino all'ebreo.
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I gabbiani, come noto, seguono le navi
in attesa dei rifiuti alimentari che vengono gettati da esse. Nave da
crociera americana: 1.500 gabbiani al seguito. Nave greca: 1.000
gabbiani al seguito. Nave ebraica: due gabbiani al seguito. Nave
genovese: un gabbiano che vola con un'ala sola: sotto l'altra ha la
merenda!
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Succede una disgrazia in casa
Blumenfeld. Si gioca a poker in 5, quando il vecchio Cohen ha un infarto
e muore senza aver ripreso conoscenza. Dice Blumenfeld a Weiss: "E
adesso che cosa facciamo?". "Togliamo i sei", risponde Weiss.
(Ferruccio Folkel)
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Un prete e un rabbino, amici da
tempo, sono soliti trovarsi in bicicletta. Un giorno il rabbino arriva e
vede il prete a piedi: "Amico mio che e' successo?". "Ah
! Neppure per il loro parroco hanno rispetto! Ieri da davanti la chiesa
mi hanno rubato la bici! Ma domenica vedrai! Gli faccio una predica con
i fiocchi". La settimana dopo si rivedono e il prete ha la sua
bella bici. Il rabbino gli chiede se la predica abbia fatto effetto e il
prete risponde: "Eh si', ho parlato dei 10 comandamenti. Con tono
drammatico ho cominciato a dir loro: 'Io sono il Signore tuo Dio, Non
avrai altri dei all'infuori di Me !' Quando sono arrivato al Non rubare
ho guardato i miei fedeli negli occhi ripetendo: 'Tu non rubare.... TU
... Tu non rubare!'. Il giorno dopo riavevo la mia bella bici di fronte
alla chiesa!". Tempo dopo il prete vede il rabbino a piedi e gli
chiede cosa sia successo. "Ah ! Neppure per il loro Rabbino hanno
rispetto ! Ma faro' come te. Questo sabato faro' una lezione sui 10
comandamenti come non ne hanno mai sentite!". La settimana dopo il
rabbino ha di nuovo la sua bici e il prete gli chiede come sia andata. E
il rabbino: "Ho fatto proprio come te ! Ho cominciato a dire i 10
comandamenti, uno ad uno: 'Io sono il Signore tuo Dio, Non avrai altri
dei all'infuori di Me ...'. Quando sono arrivato al 'Non desiderare la
donna d'altri'... mi sono ricordato dove avevo lasciato la bici!".
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Due rabbini sono in visita in
America. Davanti ad una chiesa vedono un cartello: "2.000 dollari
per chi si converte al cattolicesimo". Il primo rabbino, veramente
offeso dal vedere una religione caduta cosi’ in basso, dice al suo
compagno: "Entro e vado a vedere cosa c’e’ di vero. Tu aspetta qui
fuori". Poco dopo il primo rabbino esce dalla chiesa e il suo amico
gli chiede: "E allora? E’ vero che danno 2.000 dollari per una
conversione? ". E il primo rabbino guardandolo di traverso:
"2.000 dollari? Ma voi ebrei non avete altro per la testa!".
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Ogni anno, subito prima di Pasqua, il
Capo Rabbino di Roma si presenta in Vaticano dal Papa e gli porge una
busta molto antica. Il Papa la prende, scuote la testa e la restituisce
al Capo Rabbino che se ne ritorna via. Questa usanza avviene da quasi
2000 anni ed e’ poco conosciuta da altri all’infuori dei due soggetti
citati. Succede che un anno siano di nuova nomina sia il Papa che il
Capo Rabbino. Quando il Capo Rabbino presenta al Papa l’antica busta,
come il suo predecessore gli aveva insegnato, il Papa, come gli aveva
insegnato il suo predecessore, la guarda e la restituisce al Rabbino.
Pero’ il Papa aggiunge: "Questo rituale mi sembra strano. Non ne
capisco il significato. Che cosa c’e’ dentro la busta?". Ma il
Rabbino risponde: "Che io sia dannato se lo so. Sono nuovo anch’io.
Ma basta aprire la busta e conosceremo il contenuto". Il Papa
accetta la proposta del Rabbino e insieme lentamente e con molta cura
aprono la vecchissima busta e leggono il foglio in essa contenuto... il
conto dell’Ultima Cena!
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Perche' gli ebrei sono circoncisi? Perche'
le donne ebree non comprano nulla se non c'e' almeno il 20% di
riduzione.
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Un giovane ebreo studioso del talmud
decide, per approfondire i suoi studi, di visitare le comunita' ebraiche
sparse per il mondo. Prima di partire va dal suo rabbino che gli dice:
"E ricorda sempre: la vita e' una fontana!". Il giovane
ascolta riverente le sagge parole del vecchio rabbino e poi parte per il
suo viaggio. Anni dopo mentre si trova a Praga riceve una lettera che
annuncia la vicina dipartita del rabbino. Decide quindi di tornare al
suo paese per l'ultimo saluto e vi arriva proprio in tempo: "Caro
rabbino, ho tanto viaggiato, visto tante persone, ascoltato tanti
commenti alle letture sacre. Ho studiato a fondo l'ebraismo e anche
tutte le religioni del mondo antico e contemporaneo. Sono diventato il
piu' grande esperto di religioni nel mondo, ma un dubbio atroce mi
consuma: ho passato notti insonni pensando alle tue parole senza mai
trovare la risposta. Solo tu puoi chiarire i miei dubbi prima di morire.
Rabbino, perche' la vita e' una fontana?". E il rabbino:
"Vabbe'... non e' una fontana!".
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Un prete cattolico ed un rabbino
stanno discutendo, durante un congresso di teologia, sulle proibizioni
delle rispettive religioni. Dice il prete: "Eh... piu' che altro
noi preti cattolici non possiamo fornicare!". E il rabbino: "E
noi ebrei non possiamo mangiare la carne di maiale!".
"Accipicchia... ma il maiale e' buono! L'hai mai assaggiato te il
prosciutto?". "Beh... in confidenza... l'ho assaggiato! E tu
ci sei mai stato a letto con una donna?". "Che rimanga tra
noi: ci sono stato una volta!". "E com'e'?". "Beh...
e' meglio del prosciutto!".
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Zelig racconta: "Ho 12 anni.
Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual e' il significato della vita.
Lui mi dice qual e' il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico.
Io non lo capisco, l'ebraico. Lui chiede 600 dollari per darmi lezioni
di ebraico. (Woody Allen)
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In classe la maestra chiede agli
alunni: "Chi e' stato il piu' grande uomo che l'umanita' abbia mai
avuto?". "Berlusconi" grida il piccolo Andreino. "Ma
no" dice la maestra. "D'Alema" dice un altro bambino.
"Il mio papa'" dice un terzo. "Ma no! Non avete capito lo
spirito della domanda" dice sorridendo la maestra. Allora il
piccolo David Nataf si alza e nel silenzio generale dichiara
tranquillamente: "Gesu' Cristo, signora maestra". La maestra
questa volta dice che la risposta e' giusta, ma dentro di se' si
meraviglia che sia stata data proprio dal piccolo David, figlio di ebrei.
Comunque per ricompensa dona al piccolo David un sacchetto di
caramelle. Durante l'intervallo della ricreazione un amico ebreo
di David lo prende per il colletto e gli dice: "Ma che ti e' venuto
in mente di dire che e' Gesu' il piu' grande uomo...". E il piccolo
David masticando una caramella: "Io so che e' Mose' come lo sai tu
che e' Mose', ma cerca di capire, gli affari sono gli affari!".
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Non sono i 6 milioni di ebrei che mi
preoccupano, e' che i record sono fatti per essere battuti. (Woody Allen
in "Harry a pezzi")
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L'anziano signor Schwartz e la vedova
Esther Cohen sono seduti sulla veranda della casa di riposo dove vivono.
Il signor Schwartz, anch'esso vedovo, dice ad Esther: "Per cinque
dollari faccio l'amore con te su quella sedia a dondolo, per dieci dollari,
faccio l'amore con te su quel divano. Ma per venti dollari, ti porto
nella mia camera, accendo un paio di candele e ti regalo la piu'
splendida notte di passione che tu possa immaginare....". Esther
considera l'offerta per un momento, e dopo avere guardato dentro la
borsetta, da' venti dollari al signor Schwartz. "Allora ti sei
decisa per la notte di passione in camera mia ?". "No, per le
quattro volte sulla sedia a dondolo".
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Qual e' il piu' grosso dilemma per un
ebreo ? Prosciutto gratis !!!
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Mose' discende dal monte Sinai, dove
ha ricevuto la parola di Dio, e parla alla folla: "Amici, ho due
novelle importanti da annunciarvi: una buona e una cattiva. La buona e'
che sono riuscito a convincere Dio che 10 comandamenti sono sufficienti
invece di 15... e la cattiva e' che "Non desiderare la donna
d'altri" fa parte dei dieci che sono rimasti.
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Scuola ebrea. Il rabbino sprona gli
allievi a riflettere sulla Bibbia. Il piccolo e pestifero Toto
Weissenberg vuol dire la sua su Mose' : "Io penso che Mose' non fu
un gran furbo". E il rabbino: "E perche'?". "Perche'
quando scappo' dall'Egitto con tutto il popolo d' Israele e arrivo' sul
mar Rosso, se avesse girato a sinistra invece di girare a destra adesso
saremmo noi ad avere tutto il petrolio!".
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Qual e' la differenza fra una moglie
ebrea e una moglie non ebrea? Una moglie non ebrea dice a sua marito:
"Hai comprato il Viagra?". Una moglie ebrea dice al marito:
"Hai comprato la Pfizer?".
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Nel quartiere ebreo di New York in
mezzo ad una serie di sfolgoranti vetrine di gioiellieri un turista
scorge un negozietto con decine di orologi in vetrina. Interessato entra
per fare un acquisto: "Buon giorno, vorrei un orologio...". E
il commesso del negozio: "Mi spiace, ma noi non vendiamo orologi!".
"Ma come? Ma se avete la vetrina piena di orologi...".
"Si', certo, ma non vendiamo orologi...". "Mi scusi, ma
e' buffo questo... Io vedo una vetrina piena di orologi...".
"Senta, noi qui facciamo circoncisioni... cosa voleva che
mettessimo in vetrina... cazzi?!?".
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Chicago, anni '50. Moshe Rabinowitz
e' immigrato da poco con la sua famiglia negli USA. All'inizio fa fatica
a trovare lavoro, ma lui e' un tipo caparbio e alla fine riesce a trovare
lavoro come rappresentante nella ditta di spaghi di suo zio Rosenthal.
Essendo l'ultimo arrivato gli affidano gli stati piu'
"spinosi"... gli Stati del Sud, dove il concetto di
uguaglianza razziale non e' ancora stato assorbito completamente. Ma Moshe
non si lascia impressionare perche' anche se e' un tipetto timido e
gracilino, e' un grande lavoratore e ha una gran fede in Dio. Per mesi
va da Stato a Stato, da un paese all'altro, di negozio in negozio, senza
pero' riuscire a vendere neanche un metro di spago. Spesso lo trattano
male, ma lui e' sempre rispettoso ed educato e non si arrabbia mai. E'
un grande lavoratore e sa che Dio e' con lui. Un giorno d'estate arriva
in un paesino del Missisipi ed entra nel classico drugstore del Sud...
vetrina sporca, cartello sulla porta con scritta: Noi non possiamo
entrare! (accanto al disegno di un negro). Dietro al bancone c'e' il
tipico droghiere del sud, panzuto, braccia tatuate, sudato, sigaro
masticato che pende dall'angolo della bocca. Infastidito, alza gli occhi
dal giornale che sta "leggendo"... e vede Moshe: piccolo,
magro, tutto vestito di nero, lunga barba, occhialetti, in una mano il
cappello che rispettosamente si era tolto prima di entrare, nell'altra
la fedele valigia contenente il campionario. Un ghigno si forma sulla
bocca del tizio mentre continua a squadrare il piccolo Moshe. Moshe sa
che questa e' la sua ultima possibilita', deve riuscire a piazzare un
ordine per mantenerla sua famiglia. Timidamente si fa avanti, e spinto
dal coraggio della disperazione, si presenta ed inizia ad elencare i
vari tipi di spago del suo campionario, descrivendoli accuratamente uno
ad uno. Il padrone del drugstore lo interrompe varie volte dicendogli di
non essere interessato, ma Moshe continua, anzi, ad ogni interruzione
diventa sempre piu' dettagliato. Anche gli insulti non hanno alcun
effetto. Dopo un paio d'ore il tizio non ce la fa piu' e urlando in
faccia al povero Moshe, cede: "Va bene, fottuto ebreo, te lo compro
il tuo spago. Anzi, saro' generoso, ne compro addirittura un pezzo lungo
quanto la distanza tra il tuo naso e la punta del tuo fottuto pisello
!!! E adesso vattene". Dopo un po di tempo davanti al drugstore si
ferma una lunga fila di TIR da cui vengono fatti scaricare centinaia di
enormi rulli di spago. Il padrone del negozio corre fuori, cerca di
fermarli, ci deve essere uno sbaglio. Il camionista gli chiede: "E'
lei Bill Smith ?". "Si', sono io ma...". "Allora non
c'e' nessuno sbaglio....firmi qui !" e insieme alla bolla
d'accompagnamento gli consegna una lettera. Il tizio apre la busta con
mani tremanti. Dentro, un biglietto scritto con una grafia minuta e
ordinata: Caro Sig. Smith, non so come esprimerle la mia gratitudine per
quest'ordine che lei tanto cortesemente mi ha fatto. Non la dimentichero'
mai, che Dio la benedica, firmato: Moshe Rabinowitz, Residente a
Chicago... circonciso a Warsavia.
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Il Rabbino di Gerusalemme e' a Roma
in visita al Papa. Mentre conversano nel salotto scorge sulla scrivania
del Papa un telefono d’oro. Incuriosito ne chiede lo scopo e il Papa:
"Oh quello e' il telefono diretto con Dio". Meravigliato il
Rabbino chiede di usarlo e terminata la conversazione con Dio insiste
con il Papa per pagare la conversazione. Dopo una serie di complimenti
il Papa legge il contascatti e chiede 2.656.000 lire. Passa un anno e il
Papa restituisce la visita al Rabbino recandosi a Gerusalemme ed entrato
nel suo studio scorge un telefono d’oro come il suo. "Vedo che hai
il telefono anche tu... bene posso approfittare per una telefonata
?". "Certamente... accomodati !". Terminata la telefonata
il Papa dice: "Ora se permetti vorrei pagare... quant'e'?". E
il Rabbino: "Se vuoi... allora sono 200 lire". Il Papa
sorpreso chiede: "Come? Cosi' poco?". "Naturalmente... e'
una chiamata urbana!".
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Una coppia di ebrei e' ossessionata
dal seguente dubbio: il sesso e' lavoro o divertimento? In altre parole
e' lecito fare del sesso di sabato? (Se il sesso e' lavoro deve essere
proibito di sabato). Per risolvere il dilemma l'uomo va a porre la
domanda al pastore. Questi, dopo un po' di riflessione, replica che il
sesso e' lavoro. Non soddisfatto della risposta (dopo tutto il
pastore e' celibe, che ne sa lui del sesso?), l'uomo si reca dal
vicario, che dopo attenta riflessione, conferma quanto asserito dal pastore.
Ma l'uomo, non ancora convinto, si reca dal Capo Rabbino e gli pone la
stessa domanda. Ed il Rabbino senza esitare gli risponde: "Figliolo
caro, il sesso e' senza dubbio divertimento... perche' se fosse lavoro
mia moglie avrebbe trovato qualcun altro per farlo al suo posto".
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Scavando un pozzo nel deserto
israeliano, Giacobbe scopre un sarcofago contenente una mummia. Dopo
averla esaminata, telefona al curatore di un museo di Gerusalemme:
"Ho trovato la mummia di un uomo morto 3000 anni fa per un attacco
cardiaco!". "Non vedo come tu abbia potuto accertare questi
particolari" ribatte il curatore "Comunque portala qui e
vedremo". Dopo una settimana Giacobbe riceve una telefonata dal
museo... "Hai ragione per quanto riguarda l'eta' della mummia e la
causa della morte" dice il curatore "Ma come ci sei arrivato
?". E Giacobbe: "Ecco, la mummia stringeva nel pugno un pezzo
di carta che sembrava una ricevuta su cui era scritto :'100 scekel su
Golia'!!!".
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Quattro rabbini litigano sempre su
problemi teologici in modo tale che sempre alla fine tre sono in accordo
contro il quarto. Un giorno il quarto, stanco di questa inferiorita' e
sicuro di avere ragione, decide di appellarsi ad un'autorita' piu' alta:
"Oh, Dio! So in cuor mio di avere ragione! Dammi un segno che io ho
ragione e loro torto, cosi' da convincerli!". E' una bellissima
giornata, ma all'improvviso scoppia un temporale con tuoni e fulmini e
dopo 10 minuti torna il sole. "Grazie Signore di questo segno: io
sono nel giusto e loro hanno torto!". Ma gli altri tre non sono
d'accordo: "No! Questo non e' un segno di Dio! E' solo un temporale
estivo!". Allora il rabbino prega ancora piu' forte: "Oh, Dio,
per favore ho bisogno di un segno piu' chiaro!". Subito il sole si
eclissa e per 10 minuti il buio piu' totale compare sulla Terra.
"Grazie Dio! Questo e' il segno che io ho ragione e loro
torto!". Ma ancora i tre altri rabbini asseriscono che si tratta
solo di un evento naturale. E il rabbino allora: "Oh Dio... ho
bisogno proprio di un segno veramente grande...". E a quel punto il
cielo si apre e compare una figura maestosa che grida: "HA RAGIONE
LUI!!". Felice il rabbino si volta verso i tre compagni e dice:
"Avete visto?". "Si', va bene ... adesso siamo 3 a
2".
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Un prete sta per confessare quando viene
chiamato d'urgenza al capezzale di un moribondo. Pero' prima di partire
chiama il rabbino suo amico che sta dall'altra parte della strada e gli
chiede come favore se puo' prendere il suo posto. Il rabbino pero' si
schernisce dicendo che non sa fare le confessioni, per cui il prete si
ferma ancora un po' per fargli vedere come si fa. Subito dopo entra una
donna che dice: "Padre, mi assolva perche' ho peccato: ho commesso
adulterio". E il prete: "Quante volte, figliola?". La
donna risponde: "Tre volte". Il prete: "Di' due Ave Maria
e metti 5.000 lire nella cassetta dei poveri". Pochi minuti dopo
entra un uomo nel confessionale che dice: "Padre, mi perdoni
perche' ho peccato. Ho commesso adulterio". E il prete:
"Quante volte, figliolo?". E l'uomo: "Tre volte". E
il prete: "Di' due Ave Maria e metti 5.000 lire nella cassetta
delle elemosine". A questo punto il rabbino dice di aver capito e
il prete parte. Poco dopo entra per confessarsi una donna che dice:
"Padre, mi perdoni, perche' ho peccato". E il rabbino: "E
che cosa hai fatto?". La donna risponde: "Ho commesso
adulterio". E il rabbino: "E quante volte, figliola?". E
la donna: "Una volta sola". Allora il rabbino: "Vai e
fallo ancora altre due volte; oggi abbiamo tariffe speciali, 3 per 5.000
lire".
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Il concorso del superenalotto con un
premio di 60 miliardi viene vinto da un ebreo, ed i giornalisti, una
volta individuatolo, si precipitano ad intervistarlo: "Scusi, ora
che ha vinto questa cifra favolosa, che cosa fara' con tutti questi
soldi?". Il vincitore, dopo un attimo di perplessita' con sicurezza
risponde: "Poche cose, ma cariche di significato! Innanzi tutto
daro' 5 miliardi per la costruzione di una sinagoga a Roma; altri cinque
invece andranno alle vittime dell'olocausto ed infine cinque miliardi li
daro' ai tedeschi!". Il giornalista perplesso chiede: "Ma
come, proprio ai tedeschi? E perche' se e' lecito?". L'ebreo,
tirandosi su la manica e scoprendo il polso tatuato replica: "Cosa
vuole, in fondo e' merito loro se oggi ho vinto!"
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Una giornalista si trova a
Gerusalemme per scrivere un articolo sullo Stato Ebraico per una
importante rivista americana. Prende una camera nel migliore albergo di
Gerusalemme che guarda direttamente sul famoso Muro del Pianto. E' cosi'
che nota un vecchietto che ogni giorno, mattina e pomeriggio, va a
pregare intensamente e a lungo sul Muro. Visto che la cosa si ripete per
settimane decide di andare a chiedere al vecchio ebreo: "Mi scusi,
l'ho vista per tanti giorni pregare intensamente sul Muro del Pianto. Da
quanto tempo si reca qui per pregare?". Il vecchio risponde
gentilmente: "Sono 40 anni che vengo qui a pregare". "E
per che cosa prega?" chiede la giornalista. "La mattina io
prego per la pace nel mondo. Poi vado a casa e torno nel pomeriggio e
prego per l'eradicazione delle malattie dal mondo". Allora la
giornalista chiede: "E come ci si sente a venire qui da 40 anni per
pregare per queste cose?". E il vecchietto con tono sconsolato:
"Mi sembra di parlare al muro".
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Durante una predica il rabbino viene
interrotto dal brusio che due ebrei fanno nel discutere fra loro. Fa una
pausa e chiede ai due il perche' della discussione. "Vede rabbino,
io e il mio amico stavamo discutendo sui colori. Io affermo che il
bianco e' un colore, mentre lui dice di no. Chi ha ragione?". Il
rabbino ci pensa per un po' e poi dice: "Secondo le sacre scritture
posso dirvi che il bianco e' un colore". "Vedi che avevo
ragione io? Il bianco e' un colore!! Grazie, rabbino, grazie". Il
rabbino ricomincia il suo discorso, ma dopo un po' e' di nuovo
interrotto dai due che si sono rimessi a discutere. Si rivolge a loro
chiedendo il motivo della discussione. "Vede, rabbino, io e il mio
amico stavamo discutendo ancora sui colori. Io affermo che il nero e' un
colore, mentre lui dice di no... Chi ha ragione?". Il rabbino,
pensieroso, dopo un po' sentenzia: "Secondo le sacre scritture
posso dirvi che anche il nero e' un colore". "Visto che avevo
ragione io? La televisione che ti ho venduto e' a COLORI !!!".
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Un ebreo ed un cinese sono seduti al bar
e bevono. Dopo una paio di giri l'ebreo dice: "Non mi piacciono i
cinesi...". E il cinese: "E pelche'?". E l'ebreo:
"Avete bombardato Pearl Arbor". Allora il cinese: "Lei
sbagliale, non sono stati Cinesi, ma Giapponesi...". L'ebreo:
"Cinesi, Giapponesi, Tailandesi, per me sono la stessa
cosa...". E riprendono a bere. Dopo un po' il cinese dice:
"Non piace eblei...". Ebreo: "E perche'?". Il
cinese: "Pelche' affondato Titanic...". L'ebreo: "Ma
come?". E il cinese: "Si', Icebelg, Goldbelg, Losenbelg... tutti
lo stesso...".
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Un mendicante dall'aria
particolarmente malconcia si rivolge ai passanti che si affrettano per
le ultime compere natalizie. Non si capisce bene se cerchi di
impietosirli o di stimolarne la solidarieta', infastidendoli con una
litania fra il lamentoso e il tragico: "Aiuto! Sto morendo! Ho una
terribile bronchite, sono pieno di catarro, guardate come sto male.
Datemi un po' di soldi che vado a curarmi a Baden Baden". Un
signore distinto, che sembra non avere particolare fretta, e' colpito
dalla perorazione del mendicante. Gli si avvicina e gli dice:
"Senti, pezzente. Tu hai una bella faccia tosta! Per un po' di
bronchite e di catarro vorresti curarti a Baden Baden che e' il
posto di cure termali piu' caro al mondo, dove vanno soltanto i ricconi?".
"Senti" risponde il questuante, "se mi vuoi dare
qualcosa, bene! Se non vuoi darmi nulla, pazienza! Ma quando si tratta
della mia salute, io non bado a spese".
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Il giorno del capodanno ebraico la
ricca sinagoga e' gremita di gente. Davanti al portale d'ingresso c'e'
una guardia giurata che controlla chi entra. D'un tratto arriva un ebreo
trafelato che vuole entrare. La guardia giurata gli chiede: "Lei ha
pagato per il posto in sinagoga?". "Ma no" risponde
l'ebreo. "Allora non puo' entrare" dice secco la guardia.
"Ma io devo entrare solo cinque minuti. Per vedere una
persona!". "Non si puo'!" replica bruscamente la guardia
giurata. "La prego, e' davvero urgente" insiste l'ebreo.
Magnanimo, la guardia acconsente: "Va bene, va bene, solo cinque
minuti… ma se la becco a pregare, la butto fuori a calci!".
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Una sera di inverno, in una casa di
ebrei, c'e' il padre famiglia che non riesce a dormire. Continua a
girarsi e rigirarsi senza mai calmarsi, tirando ogni tanto qualche
calcio involontario alla moglie. Questa, dopo alcune ore, seccata dal
comportamento del marito e desiderosa di dormire, gli chiede:
"Scusa, ma cosa hai che non riesci a dormire?". E il marito
risponde: "Eh, temo che domani non riusciro' a pagare la rata del
mutuo che ho stipulata con il nostro vicino Isaac e per questo motivo
non riesco a dormire". La moglie un po' seccata si alza dal letto,
apre la finestra ed inizia a chiamare: "Isaac, Isaac,
Isaac...". Dopo un paio di minuti, tutto assonnato, Isaac apre la
finestra e chiede: "Cosa c'e' da urlare tanto?". E la moglie
risponde: "Domani mio marito non potra' pagarti la rata del
mutuo". E detto questo chiude la finestra e si rivolge al marito
"E adesso dormi, sara' lui a non dormire!"
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Perche' gli ebrei hanno il naso
piuttosto pronunciato? Perche' l'aria e' gratis.…
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Il Rabbino Leibowitz predica e
chiede: "Nessuno di voi conosce la differenza tra una donna ed una
perla?". Silenzio. "Bene, una donna si penetra da una parte
sola, una perla da due parti". Si alza Moshe Simon e dice: "Io
penetro mia moglie da due parti". "Tu non hai una moglie, ma
una perla..."
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Un rabbino e un prete hanno un
incidente automobilistico. Sebbene le auto siano gravemente danneggiate
i due religiosi scendono indenni dalle loro auto. Il rabbino vede il collare
da prete dell'altro e gli dice: "Caro fratello, io sono un rabbino.
Dio ha voluto che non ci facessimo niente, malgrado le auto siano
distrutte. Questo e' un segno del Signore. Egli vuole che noi ci si ami
come fratelli e si viva in pace per il resto dei nostri giorni". Il
prete conviene e il rabbino continua: "Guarda, fratello, un altro
miracolo! La mia auto e' distrutta, ma questa bottiglia di brandy e'
intatta. Dio vuole che noi brindiamo allo scampato pericolo". Il
rabbino apre la bottiglia e la offre al prete. Questi beve un lungo
sorso e poi restituisce la bottiglia al rabbino. Il rabbino prende la
bottiglia, la tappa e la restituisce al prete. Questi si meraviglia e
chiede: "Beh, perche' tu non bevi?". E il rabbino:
"No...grazie, penso che aspettero' l'arrivo della polizia"
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Un prete entra da un barbiere, si fa
tagliare i capelli e prima di uscire chiede quant'e' il costo. Ma il
barbiere gli dice: "No padre, non mi deve nulla; lei e' un uomo di
chiesa". Il prete ringrazia ed esce. Il giorno dopo il barbiere
trova sulla porta del negozio 12 monete d'oro. Giorni dopo si presenta
al suo negozio un santone buddista che si fa tagliare i capelli. Prima
di uscire il santone chiede il prezzo, ma il barbiere dice: "Oh
nulla, voi siete un leader spirituale, un uomo del popolo e quindi non
c'e' da pagare nulla". Il giorno dopo come per magia il barbiere
trova davanti alla porta del negozio 12 rubini. La settimana successiva
un rabbino entra dal barbiere per farsi radere. Quando ha finito chiede
il prezzo e il barbiere gli dice: "No, rabbino, tu sei un uomo pio
e santo e non voglio nulla da te. Vai in pace". Il giorno dopo il
barbiere trova davanti alla porta del negozio... 12 rabbini.
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Un feroce antisemita incontra un
ebreo e, inveendo contro di lui, gli grida: "Voi ebrei siete la
causa di tutti i mali del mondo!!!". E l'altro: "Si' hai
ragione, la causa dei mali del mondo sono gli ebrei e i ciclisti".
"Perche' i ciclisti...", balbetta confuso il razzista,
sorpreso dalla risposta. "E allora perche' gli ebrei?"
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"E' morto il rabbino
Finklestein, che il Signore lo abbia in gloria. Ci vai ai suoi
funerali?". "Ma, non lo so ancora. Ma lui verra' ai
miei?". (Ferruccio Folkel)
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Due ebrei discutono di bagni e uno
dei due dice: "Io faccio due bagni all'anno, che ne abbia bisogno o
no". (Sigmund Freud)
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Dio ha detto agli Ebrei: Voi siete il
popolo eletto... Mmmh, a mio parere, c'e' bisogno di un ballottaggio.
(Woody Allen)
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Un Israeliano e' seduto fra due Arabi
in un aereo che vola fra Gerusalemme e Amman. Un po' nervoso (siamo in
piena Guerra del Golfo e i suoi due vicini non hanno l'aria tranquilla),
l'ebreo fa di tutto per distendere l'atmosfera, ma senza successo.
Allora quando i due Arabi gli domandano con aria provocatoria di andare
a cercare due succhi d'arancia, lui si alza per andare a chiederli alla
hostess... Nel frattempo i due Arabi sputano nelle sue scarpe. Lui porta
loro i due succhi d'arancio e il resto del volo trascorre tranquillo.
Quando l'aereo si sta per avvicinare alla destinazione, l'Israeliano si
rimette le scarpe e sente l'infame bava che attraverso il tessuto gli
bagna la pelle. Egli si gira verso uno dei suoi vicini e gli dice:
"Sapete, se si vuole che un giorno il Medio-Oriente sia in pace,
bisognera' che gli Arabi la smettano di sputare nelle scarpe degli
Israeliani e che gli Israeliani la smettano di pisciare nei succhi
d'arancia degli Arabi...".
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Un Babbo Natale ebreo entra in una
casa dal camino e dice: "Buongiorno bambini, che cosa vi posso
vendere?"
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Un sondaggio negli Stati Uniti:
"Scusate, qual e' la vostra opinione sulla penuria di
vivande?". Risposta: "Penuria? Che cosa vuol dire
'Penuria'?". Un sondaggio in Albania: "Scusate, qual e' la vostra
opinione sulla penuria di vivande?". Risposta: "Vivande?
Che cosa vuol dire 'Vivande'?". Un sondaggio in Russia:
"Scusate, qual e' la vostra opinione sulla penuria di
vivande?". Risposta: "Opinione? Che cosa vuol dire
'Opinione?'". Sondaggio in Israele: "Scusate, qual e' la
vostra opinione sulla penuria di vivande?". Risposta:
"Scusate? Che cosa vuol dire 'Scusate'?".
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Un prete e un rabbino si incontrano
dopo tanti anni che non si vedono. Entrambi hanno un nipote a cui
tengono molto. Tra l'altro, si sa, gli ebrei hanno fama di essere molto
intelligenti. Il rabbino chiede "Come sta il tuo caro
nipote?". E il prete risponde "Bene grazie. E' un ragazzo
molto buono. Senza dubbio diventera' prete come me! E il tuo?".
"Il mio" dice l'altro "ha finito il liceo e si e'
iscritto a ingegneria". Il prete e' un po' invidioso e quindi
aggiunge: "Sai, mio nipote e' talmente bravo che forse diventera'
vescovo...". E il rabbino: "Il mio invece e' cosi'
intelligente che riuscira' a entrare alla NASA...". Il prete pensa:
"Caspita, addirittura la NASA" ed e' verde di invidia. Quindi
sbotta: " Mio nipote diventera' cardinale!". E il rabbino:
"Cardinale...e poi basta?". "Be' -ribatte il prete-
magari diventera' Papa!". "Papa... e basta?" dice il
rabbino. "Come, Papa e basta, che cosa vuoi, che diventi
Dio?". "Non faccio per vantarmi"- dice il rabbino -
"ma uno dei nostri ragazzi c'e' riuscito...".
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Due mendicanti, uno con una croce e
uno con la stella di David, sono seduti davanti ad una chiesa a chiedere
l'elemosina. La gente passa e lascia qualche soldo nel cappello del
barbone con la croce, mentre nessuno fa l'elemosina a quello con la
stella di Davide. Ben presto il cappello di quello con la croce e' pieno
di soldi, mentre l'altro e' vuoto. Un prete si avvicina ai due uomini e
dice a quello con la stella di Davide: "Ma non vedi, brav'uomo, che
siete seduti davanti ad una chiesa cattolica? Qui nessuno fara'
l'elemosina a uno che porta la stella di Davide". E se ne va.
Allora l'uomo con la stella di Davide si volta verso l'altro mendicante
e gli dice: "Moishe, ma guarda un po' se quel tizio ci deve
insegnare a come fare i soldi?"
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Simon Blumenfeld incontra il suo
amico Moshe' al salone di un atelier di moda. "Allora Simon, come
va?" domanda Moshe'. E il povero Simon gli risponde: "Oh se tu
sapessi... Mio figlio David mi da' un sacco di preoccupazioni: non pensa
che a divertirsi con le donne. Quando viene all'atelier se ne va
direttamente nello spogliatoio e la' mette la mano sul petto, sul culo,
sul basso ventre... poi mi prende in prestito la Mastercard e se ne
vanno a passare la notte non so dove...". Allora Moshe' gli
risponde: "Beh... rassicurati Moshe'. Mio figlio fa di peggio:
tutte le sere viene a trovarmi al mio atelier e appena arriva se ne va
nello spogliatoio e la' comincia a toccare petti, culi, basso ventre.
Poi mi chiede in prestito la Visa Gold e se ne vanno a passare la notte
non so dove...". "Ma..." ribatte Simon, "non e piu'
meno quello che fa il mio David?". "E Moshe': "E' che tu
dimentichi che io lavoro in un atelier per soli uomini".
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Epitaffio sulla tomba di un ebreo:
Qui giace Isaac Rubinstein, 1941 - 19… Ma la vendita continua in via del
Rosaio 33, Parigi.
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Conoscete l'evoluzione del pensiero ebraico?
Nacque un giorno un Ebreo di nome Mose' e disse che tutto si trovava
nella testa. Poi, nacque un altro ebreo, Gesu' e disse che tutto si
trovava nel cuore. Poi, nacque un altro ebreo, Marx e disse che tutto si
trovava nella pancia. Poi, nacque un altro ebreo, Freud e disse che
tutto si trovava negli organi genitali. E infine nacque un altro ebreo,
Einstein e disse: "E' tutto relativo".
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Un giovane gay ebreo che da alcuni
anni risiede in California chiama al telefono la madre e tutto felice le
comunica: "Mamma, ho deciso finalmente di 'rientrare nei ranghi'.
Ho incontrato una ragazza stupenda e penso di sposarla". All'altro
capo del filo la madre e' felicissima, ma dopo un po', sospettosa,
chiede: "Posso chiederti se la ragazza e' ebrea?". E il figlio:
"Ma rassicurati, lei e' ebrea come te e me. E per di piu' e' di una
ricca famiglia di Beverly Hills". La mamma esplode per la
felicita', ma domanda ancora: "E allora come si chiama?".
"Si chiama Monica Lewinsky". Segue un lungo silenzio, poi la
madre dice: "Ma, dimmi, che ne e' stato di quel ragazzotto negro
cosi' gentile che frequentavi l'anno scorso?"
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"Mamma, scusa, io sono negro o
ebreo?". "Perche'?". "Perche' vorrei comprarmi la
bicicletta di un mio amico e non so se devo tirare sul prezzo o rubargliela".
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In un quartiere popolare di Genova
durante l'ultima guerra i tedeschi fanno una retata a caccia di ebrei,
caricando sui camion tutti i tipi sospetti. Fra gli altri viene fermato
un tizio che risulta privo di documenti: lui ha un bel dire che li ha
dimenticati a casa o scuse del genere. Quelli lo trascinano verso il
camion. E lui: "Ma io non essere ebreo, io cristiano, guardare
Madonnina della Guardia!". E tira fuori la catenina con omonima
medaglietta. Ma quelli niente: "Nein nein, tu sporco ebreo,
exterminazionen!". Alla fine il tizio ha un'idea geniale: si cala i
pantaloni e mostra il pisello: "Guardare, io non circonciso, non
ebreo!". Al che i tedeschi si fermano interdetti, chiamano il
sergente e si riuniscono a consulto. Alla fine: "Ach so! Tuo
pisello sano. Entshuldigen! Andare, andare!". Due vecchietti,
marito e moglie, hanno assistito alla scena dalla finestra. Lei:
"Belandi Baciccia che gente! I creidan ciu au belin che alla
Madonna!"
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Dopo 30 anni di matrimonio la vita amorosa
di Sara e Jacob mostra un po' di stanchezza. Sara allora chiede aiuto al
rabbino che le consiglia: "Preparagli dei piatti piccanti e fagli
bere del buon vino. Cosi' dimentichera' le fatiche del lavoro".
Sara fa tutto come gli aveva consigliato il rabbino, ma nulla cambia.
Dopo cena Jacob si stende sul divano e si mette a leggere il suo
giornale, incurante della moglie. Allora Sara ritorna dal rabbino che le
da' un altro consiglio: "Devi comprare della biancheria intima
molto sexy e dopo cena quando tuo marito si sdraia sul divano incominci
a fare uno strip-tease eccitante. Vedrai che lui reagira'". Sara va
a comprarsi una bellissima guepiere di pizzo nero con reggicalze, calze
e slip dello stesso colore e dopo cena, quando il marito e' seduto sul
divano, incomincia a spogliarsi al suono di una musica conturbante. Sara
si toglie la camicetta e il vestito, ma il marito rimane impassibile.
Gli chiede: "Che te ne pare, caro?". E lui, glaciale:
"Bah... chissa' quanto e' costato!". Sara non si lascia smontare
e continua lo spogliarello. Abbassa una delle spalline della guepiere
mostrando il biancore di un seno che risalta sul nero della guepiere e
chiede al marito: "E questo cosa ti ricorda?". E il marito,
come sorpreso: "Ah... Moshe Dayan !".
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Psichiatra origine ebraica, ironico,
laconico, dicotomico, rare manifestazioni sadomasochiste, cerca anima
gemella con cui discutere filatelia et sesso orale. Respinte offerte da
nazioni blocco sovietico. (Ferruccio Folkel)
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Un vecchietto si presenta da un prete
per essere confessato: "Padre, ho 80 anni e sono sposato, ho 4
figli e 11 nipoti. L’altra notte ho conosciuto due sorelle di 18 anni e
ho fatto all’amore con tutte e due. Due volte". Il prete
dice: "Bene, figlio mio, e quando e’ stata l’ultima volta che ti sei
confessato?". "Mai fatto, padre. Io sono ebreo". "E
allora, perche’ me lo vieni dire a me?". "A qualcuno, padre,
dovevo pur dirlo!"
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Un uomo e' ricoverato in ospedale per
un'importante operazione. Una suora fa il giro degli ammalati
importanti per dispensare un po' di compassione. Arrivata al letto
dell'uomo cominciano a parlare e la suora gli fa qualche domanda sulla
sua famiglia. L'uomo le confessa di essere sposato e di avere 12 figli.
La suora replica sorridendo: "Bene, 12 bambini! Una bella famiglia
cattolica! Dio sara' fiero di voi!". "Sono desolato, sorella,
ma io non sono cattolico, ma ebreo". E la suora, cambiando
espressione del volto: "Un ebreo! Ma voi siete un vero maniaco
sessuale!".
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Unione Sovietica 1921. Comunismo di guerra.
In una piccola cittadina il Soviet locale appende su tutti i muri della
città un cartello: COMPAGNI E CITTADINI, DOMANI ALL' ALBA, AL MAGAZZINO
6 VERRANNO DISTRIBUITE ARANCE GRATIS A TUTTA LA POPOLAZIONE. FIRMATO:
PRESIDENTE DEL SOVIET SVERDLOF. Arance gratis! E' un avvenimento senza
precedenti! Vitamina C in quel freddo polare. La Russia delle infinite
sofferenze è in fila dalle 3 del mattino in un freddo spaventoso e
aspetta con la rassegnata pazienza patrimonio della sua stirpe. Con due
ore di ritardo sull' annunciata distribuzione, si alza fragorosamente la
saracinesca del Magazzino 6 e compare il compagno preposto alla
distribuzione delle arance che sputa per terra, poi dice " Compagni
e cittadini, purtroppo le arance arriveranno in minore quantità di
quella promessa. Non verranno dunque distribuite alle minoranze
religiose che peraltro sanno già a quale greppia andare a
nutrirsi". Uno sparuto drappello di anziani ebrei ultra-ortodossi
si allontanarono cantilenando le antiche preghiere di sempre. Rimangono
i cittadini sovietici; il freddo si fa implacabile, compaiono i
ghiaccioli fra i peli delle barbe e delle narici, ma tutti sopportano.
Dopo altre due ore, di nuovo, si rialza la saracinesca del Magazzino 6
con fragore assordante e lo stesso compagno con tono burocratico
annuncia " Compagni e cittadini, viviamo tempi difficili. Ci
comunicano che le arance in arrivo sono ancora di meno. Verranno
distribuite solo ai membri del Partito". I semplici cittadini
sovietici si allontanano dalla fila bisbigliando un cordiale saluto all'
indirizzo della madre del compagno del Magazzino (costumanza molto amata
dalle popolazioni slave). Rimangono i membri del Partito. Uomini e donne
che hanno fatto una scelta. Il freddo è divenuto crudele come il morso
di una muta di cani rabbiosi. Ma i compagni e le compagne sopportano con
disciplina esemplare in quella luce livida del tardo inverno russo.
Altre due ore dolorose trascorrono. si rialza la saracinesca del
Magazzino 6 con sferragliamento e stridio, poichè il gelo ha indurito la
ruggine, ed emerge il solito compagno con aria squallida che sputando
dichiara" Compagni, voi siete gente del Partito, comprenderete le
nostre grandi difficoltà. Le arance sono davvero poche. Le distribuiremo
solo ai veterani, coloro che sono nel Partito dalla sua
fondazione". I semplici membri del Partito se ne vanno in silenzio,
senza protestare ma sicuramente hanno in testa lo stesso cordiale saluto
alla madre del compagno del magazzino 6 come i semplici cittadini.
Rimangono i duri e puri. Non stiamo scherzando. E' gente che ha dato
tutto alla rivoluzione. Chi ha perso un occhio, chi un braccio, chi una
gamba. Sono pieni di cicatrici, tutte davanti, niente sulla schiena!
Sono carichi di decorazioni e sopportano con eroismo quel gelo che non
abbiamo più parole per definire. Dopo altre due devastanti ore, si
rialza la saracinesca del Magazzino 6, producendo un rumore infernale e
riappare il compagno che ormai ha un limone spremuto al posto della sua
faccia da burocrate. Fa cenno ai vecchi militanti di appropinquarsi. Con
commovente dignità, gli eroi si avvicinano con le giunture doloranti.
Quando sono accanto a lui il compagno del Magazzino 6 a bassa voce dice
" Compagni, siete gente di provata fede, a voi lo possiamo dire:
arance non ce ne sono proprio". Si allontanano silenti e
dignitosissimi i vecchi militanti del partito, solo uno bisbiglia all'
orecchio del vicino: "Dì, Vassili, ma hai visto gli ebrei?...Sono
sempre i più fortunati!!".
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La signora Rosenberg sta viaggiando
in aereo da Parigi a New York. Accanto a lei c'e' un passeggero che
sembra un uomo d'affari. La donna lo guarda a lungo e poi finalmente si
decide a chiedergli: "Scusatemi, ma per caso siete ebreo?". Ma
l'uomo d'affari gentilmente le risponde: "No, madame, non sono
ebreo". La signora Rosenberg non dice nulla, ma dopo un poco
ritorna alla carica: "Suvvia, secondo me voi siete ebreo, non e'
vero?". Di nuovo il passeggero ribadisce: ""No, madame,
io non sono ebreo". Passa una mezz'ora e la signora ritorna alla
carica: "Scusatemi, ma secondo me voi siete ebreo!". Allora
l'uomo, esasperato dall'insistenza della signora, sbotta: "Ebbene,
avete ragione voi: sono ebreo!". E la signora: "E'
incredibile, non sembrate proprio il tipo!!"
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Un ebreo benestante decide di
prendere moglie ed essendo molto timido si rivolge ad un sensale di
matrimoni. Questi accetta e lo conduce in una famiglia dove il padre
vuole accasare la figlia non piu' giovanissima. Un pomeriggio i 4
prendono il the insieme per fare conoscenza. Tornando a casa il sensale
vede il giovane non proprio soddisfatto e gli chiede cosa ci sia che non
vada. "La ragazza e' passabile, ma prima di impegnarmi per tutta la
vita vorrei vederla completamente nuda". Il sensale e' sconvolto da
una simile richiesta impensabile per la religione ebraica. Tuttavia
promette di fare la richiesta al padre della ragazza. Cosi' fa qualche
giorno dopo: il padre prima si adira, poi protesta, ma alla fine accetta
e convince la figlia ad accondiscendere alla richiesta del pretendente.
Cosi' avviene l'incontro in cui la ragazza si mostra completamente nuda
agli occhi dell'uomo. Dopo aver osservato la ragazza per bene il ragazzo
e il sensale lasciano la casa della donna e durante il tragitto di
ritorno a casa si parlano. Dice il sensale: "A me la ragazza sembra
discreta sotto tutti i punti di vista, ma mi sembra che tu non sia
soddisfatto. Cosa c'e' che non va?". E l'uomo: "Si', non c'e'
male, ma... ha il naso storto!".
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Un giovane ebreo, in viaggio di
piacere per l'Africa, telefona alla madre rimasta a casa in Israele:
"Mamma, ho una grande notizia da darti, spero di non darti nessun
dispiacere". "Dimmi pure, figlio mio". "Mamma, mi
sono sposato!". "E perche' mi dovrebbe fare dispiacere? Se le
vuoi bene hai fatto bene!". "E' che non e' ebrea". E la
madre: "Pazienza, figlio mio, l'importante e' che vi vogliate
bene". "Un'altra cosa, mamma, e' anche negra...".
"Pazienza, figlio mio, come ti ho detto, l'importante e' che vi
vogliate bene". Il figlio continua: "Inoltre, mamma, ha tre
figli...". "Bene, figlio mio. Vuol dire che non e'
sterile...". "Perfetto, mamma, allora la settimana prossima
torniamo a casa e vorrei farteli conoscere. Puoi prenotarmi una camera
nell'albergo piu' vicino?". E la madre: "Ma no, figlio mio,
dovete venire a stare a casa nostra. Tu e tua moglie dormirete nella
nostra camera matrimoniale, i tre bambini nella camera degli ospiti, e
tuo padre nel divano". "Ma tu, mamma, dove dormirai?". E
la mamma: "Non ti preoccupare perche' io appena finita la
telefonata mi butto giu' dalla finestra..."
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Cosa sono i preliminari per un ebreo?
Due ore di contrattazione.
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Un sensale di matrimoni ebreo si
presenta un pomeriggio a casa di una famiglia che ha chiesto il suo
interessamento per far accasare il figlio non piu' giovanissimo e anche piuttosto
obeso. Del resto la famiglia non e' neanche ricca e, viste le
difficolta' si e' rivolta ad un sensale. Una volta accomodatosi nel
salotto l'uomo dice: "Avrei un ottimo partito per vostro figlio: e'
molto ricca, giovane, intelligente e di ottimo lignaggio. E' una delle
figlie del Principe di Monaco!". Ambedue i genitori insorgono e
protestano subito: "Ma non e' ebrea!". Il sensale passa tutto
il pomeriggio a convincere la famiglia e a sera finalmente, dopo molta
fatica, riesce a convincere tutti. Esce dalla casa e avviandosi verso
casa sua e asciugandosi il sudore dalla fronte esclama contento:
"Meno male! Meta' dell'opera e' fatta!".
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Una famiglia ebrea, padre, madre e
figlioletto, si presenta in un famoso negozio di abbigliamento per comprare
il vestito nuovo per il ragazzino. Dopo aver esaminato a lungo tutti i
possibili capi alla fine i genitori decidono per un certo vestito. Ma la
madre, prima di pagare, chiede per l'ennesima volta: "Ma mi
garantisce che il vestito alla prima lavatura non si
restringera'?". L'addetto si dilunga nelle lodi della stoffa del
vestito: "Si tratta della miglior marca, la migliore lana della
citta', sicuramente non si restringera' mai. Vedra' le durera'
anni". I genitori si decidono a comprarlo, pagano e escono. Qualche
giorno dopo l'addetto vede entrare la coppia visibilmente adirata con
accanto il figlio che indossa un vestito in cui le maniche della giacca
arrivano poco sotto il gomito, i pantaloni sono appena sotto il
ginocchio e la giacca non si riesce ad abbottonare. Ma l'addetto, prima
che la coppia parli, si rivolge loro dicendo: "Incredibile, guarda
come e' cresciuto il ragazzo in cosi' poco tempo!".
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Come si definisce una mamma ebrea? E'
colei che va a rifare il letto del figlio mentre questi si alza la notte
per andare a fare pipi'.
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Come si definisce una mamma ebrea? E'
colei che perdona e dimentica, ma non dimentica mai, oh questo no, di
aver perdonato...
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Che cos'e' uno psichiatra? E' un ragazzo
ebreo che avrebbe voluto fare il dottore per far piacere alla mamma, ma
non tollerava la vista del sangue.
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La psicanalisi e' la malattia degli
ebrei emancipati, mentre quelli religiosi si accontentano del diabete.
(Karl Kraus)
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Vi racconto una storiella. C'è un
ebreo che vive da duemila anni. Un tizio lo intervista: "Qual è il
suo segreto?". "Aglio. Quando stai per morire, l'angelo della
morte entra in casa, si avvicina al tuo letto e accosta il viso al tuo.
Allora tu gli chiedi - Chi sei? - espirando forte. E l'angelo - Ok,
passo più tardi". (Mel Brooks)
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Quali sono stati gli Ebrei più
importanti della storia dell'umanità?
1) Mosè annunciando: Tutto risiede nella legge
2) Gesù dicendo: Tutto risiede nell'amore
3) Marx affermando: Tutto risiede nel denaro
4) Freud scoprendo: Tutto risiede nel sesso
5) Bergson dichiarando: Tutto risiede nel riso
6) Einstein concludendo: Tutto è relativo
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E' meglio essere in ritardo in questo
mondo che in anticipo nell'altro. (Aforisma sul modo di guidare degli
israeliani)
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Io penso che un ebreo abbia il
diritto di sposare una 'gentile' se e' ricca. (Groucho Marx)
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"E' vero, Moishele, che l'acqua
bolle a 100 gradi?". "Si', e' vero". "Ma dimmi
Moishele, come sa, l'acqua, di essere a 100 gradi?". (Ferruccio
Folkel)
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David e' un ebreo molto pio e si reca
dal suo rabbino per porgli una questione: "Rabbino! Oh, Rabbino!
Questa mattina ho ricevuto un segno strano dall'Altissimo!".
"Parla, figlio mio, qual e' questo segno?". "Non sono
stato in grado di interpretarlo, ma ora ve lo racconto. Di solito quando
faccio cadere la mia tartina imburrata essa tocca il suolo dal lato
imburrato, qualunque cosa succeda. Questa mattina essa si e' adagiata
delicatamente dal lato non imburrato!". "Voglio rifletterci
su, domani ti daro' la risposta, figlio mio". L'indomani David si
reca nuovamente dal rabbino: "Rabbino! Oh, Rabbino! Allora, qual e'
dunque il segno che l'Altissimo mi ha inviato?". "Dopo attenta
riflessione, figlio mio, ho concluso che tu avevi semplicemente
imburrato la tua tartina dal lato sbagliato!".
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Qual e' la differenza fra l'estrema
destra israeliana e l'estrema destra degli altri paesi del mondo?
L'estrema destra israeliana non e' antisemita.
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Due ricchi ebrei hanno un'amante in comune
perché, si sa, bisogna risparmiare. Un certo giorno, la ragazza rimane
incinta. Il momento del parto arriva proprio quando uno dei due è
all'estero per affari; e quest'ultimo, per l'appunto, viene raggiunto da
un telegramma dall'altro: NOSTRA AMANTE PARTORITO DUE GEMELLI STOP MIO
NATO MORTO STOP.
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Un tizio va a trovare il suo futuro
genero e lo trova immerso nello studio della Bibbia. Allora gli domanda:
"Allora, bisogna che parliamo da uomo a uomo. Ho bisogno di sapere
qualcosa di te prima di farti sposare mia figlia. Ad esempio come ti
guadagni da vivere?". "Ebbene, studio la Bibbia e Dio
provvedera' a cio'!". "Vedo. E come conti di provvedere ai
bisogni della tua futura sposa?". "Beh, studio la Bibbia e Dio
provvedera'!". "E i vostri bambini? Come li manterrai?".
"Ma ve l'ho detto! Studio la Bibbia e Dio provvedera'!".
L'uomo un po' sconsolato torna a casa e riferisce alla moglie.
"Oh... Non ha un lavoro e non ha intenzione di cercarlo. Ma un lato
positivo ce l'ha: mi considera Dio!"
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Un nuovo diluvio e' annunciato dai
profeti e nulla puo' essere fatto per impedirlo. Entro 3 giorni le acque
ricopriranno tutto il pianeta. I capi spirituali di tutte le religioni
attraverso la TV mandano i loro ultimi messaggi ai propri fedeli. Il
Dalai Lama incita tutti a convertirsi al buddismo. Il Papa parla al
mondo in mondovisione e dice: "Non e' troppo tardi per convertirsi
e meritare il Paradiso eterno". Anche il grande rabbino d'Israele
compare in TV. Per alcuni minuti non dice nulla. Lo sguardo fisso
sull'obiettivo, dopo vari minuti, parla: "Popolo d'Israele, popolo
eletto di Dio... Ci restano solo tre giorni... per imparare a vivere
sott'acqua..."
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Una famiglia di ebrei trascorre
tranquillamente la propria vita coniugale: lei da brava moglie e lui
tutto casa e lavoro. Una sera il sig. Nathan rientra a casa dal lavoro e
trova la moglie in lacrime: "Ho scoperto che mi hai tradita con la
tua segretaria, una biondona... Perche' mi hai fatto cio'. Non sono
forse stata una buona sposa, una brava casalinga, fedele, non ho forse
allevato i tuoi figli nella maniera migliore? Ho fatto tutto quello che
bisognava fare per essere felici! Allora, perche' mi hai tradito?".
E Nathan che non sa cosa rispondere alla fine dice: "E' vero,
Sarah, tu sei la migliore delle spose. Tu mi hai reso felice in tutti i
modi... tranne che in uno. E ora bisogna che te lo dica: quando facciamo
all'amore tu non gemi!". Allora Sarah, pronta a tutto per il suo
Nathan, gli risponde: "Se io gemo durante l'amore, smetterai di
tradirmi?". Il marito promette e la sera stessa si spogliano e si
mettono sotto le coperte. Cominciano ad abbracciarsi dolcemente e Sarah
chiede: "E' adesso che devo gemere?". E il marito: "No,
non ancora". Dopo un altro po' di petting Sarah richiede: "Allora
posso iniziare a gemere?". "No, non ancora. Te lo dico
io". Nathan continua ad accarezzare la moglie e si eccita sempre
piu' e quando gli sembra di essere nel momento piu' intenso del rapporto
grida: "Vai, Sarah, ora! Gemi!". E Sarah: "OIE! OIE! OIE!
Mio figlio non e' venuto a trovarmi sabato scorso!".
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Il figlio di un pastore protestante
ha appena compiuto 18 anni e come prima richiesta dopo il compleanno
chiede al padre di poter avere l'auto familiare. Il padre allora gli
dice: "Io potrei anche essere d'accordo, ma tu prima devi superare
gli esami di maturita', mi devi aiutare una volta alla settimana in
chiesa e ti devi tagliare i capelli corti. Cosi' avrai diritto ad
utilizzare la macchina". Due mesi dopo il figlio ha superato gli
esami e ha aiutato il padre una volta alla settimana in chiesa. Ritorna
quindi dal padre e gli richiede la possibilita' di usare la macchina. E
il padre: "Si', sono abbastanza fiero di te: hai superato gli
esami, mi hai aiutato, ma non ti sei tagliato i capelli!". Allora
il ragazzo gli risponde: "Ma papa', Sansone aveva i capelli lunghi,
Mose' e Noe' avevano i capelli lunghi e anche Cristo aveva i capelli
lunghi. Non capisco perche' io me li devo tagliare...". E il padre:
"Si', forse, ma loro andavano a piedi e non in macchina!".
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Un padre di famiglia ebreo, Ismaele,
sta morendo. Ormai costretto a letto, sentendo che le forze lo stanno
abbandonando del tutto, vuole attorno a se' l'intera famiglia. Con voce
fioca chiama all'appello i componenti della famiglia: "Maria,
moglie adorata e madre dei miei figli... non ti vedo... ci sei?".
"Certo, caro, ci sono, sono qui al tuo fianco...".
"Giuseppe, mio primogenito... tu che dovrai mandare avanti i
campi... ci sei?". "Certo, padre, sono qui, al vostro fianco...".
"E la mia figliola, Sara, c'e'?". "Si', padre, sono qui
anch'io...". "E Carlo, il piu' piccolo?". "Si',
caro, c'e' anche Carlo...". "Ma se siete tutti qua... perche'
cazzo c'e' la luce accesa in cucina!!???"
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"Itztig, perchè hai preso una
moglie così brutta?". "Sarà brutta fuori ma ti assicuro che
interiormente è bellissima". "Allora rivoltala!".
(Ferruccio Folkel)
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Da noi, come in tutto il mondo, si
dice: "Di mamma ce n'è una sola..." Ma da noi si aggiunge
subito: "BARUCH HA SHEM!!". (Sia ringraziato il Signore!!)
(Moni Ovadia)
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Si dice da noi: "Che differenza
ci passa tra un avvoltoio e una yiddishe mame? Tutti e due ti mangiano
il cuore... solo che l'avvoltoio ha più pietà: aspetta almeno che sei
morto!!!" (Moni Ovadia)
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Durante una cena ufficiale un vescovo
e un rabbino sono seduti uno accanto all'altro. Viene servito del
prosciutto cotto caldo con degli spinaci e il rabbino rifiuta di
mangiarne. "Non assaggia questo maiale squisito, signor
rabbino?" chiede il vescovo con un sorriso malizioso. "No,
monsignore, non posso mangiarlo perché la mia religione me lo
vieta". "E' un gran peccato, signor rabbino, lei non sa cosa
perde". Alla fine della cena ci sono i soliti convenevoli. Dice il
rabbino al vescovo: "Monsignore, la prego di porgere i miei
rispettosi saluti a sua moglie". "Ma, signor rabbino, io non
sono sposato, la mia religione me lo vieta". "E' un gran
peccato, monsignore, lei non sa cosa perde". (Ferruccio Folkel)
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Finkelstein conversa con Epstein:
"Abbiamo sofferto tanto: esilio, ghetti, pogrom... Però li abbiamo
fregati". "E come?". "Con la psicoanalisi".
(Ferruccio Folkel)
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Il piccolo Moshe racconta ai compagni
di classe che sua mamma ha partorito una bambina. Il melamed, che ha
sentito, lo riprende e gli dice: "Moshele, ma che modo di parlare! Dovevi
dire: 'Papà ha comperato una sorellina' ". Moshe si mette a ridere.
"Perché ridi, goj, imbecille" urla il maestro. "Rido
perché lei non conosce papà. Guardi che non compera mai quello che può
fare da sé". (Ferruccio Folkel)
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"Tate, che cosa significa
etica?". "Ti faccio un esempio: un cliente entra nel negozio
mio e di Bar, compera della merce per sessanta fiorini e paga con una
banconota da cento. Improvvisamente mi accorgo che si è dimenticato di
chiedermi il resto. A quel punto subentra l'etica: devo tenermi tutti i
quaranta fiorini o devo dividerli con il mio socio Bar?".
(Ferruccio Folkel)
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Padre e figlio vanno insieme al bagno
turco. "Vergognati, hai dei piedi lerci" osserva il padre.
"Ma Tate, i tuoi piedi sono ancora più sporchi dei miei".
"Come puoi fare un confronto?" - lo rimprovera il padre - Io
ho trent'anni più di te". (Ferruccio Folkel)
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Il banchiere triestino Schmitz deve
recarsi a Parigi. Weiss, il suo socio in affari, gli chiede: "Porti
con te la tua amichetta?". "Quando vai a Monaco, ti porti
dietro la birra?". (Ferruccio Folkel)
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"Come va Kohn?".
"Grazie, va ancora, una o due volte al mese". "Ma Kohn,
non intendevo in quel senso! Chiedevo, come va a casa?". "A
casa non va assolutamente". (Ferruccio Folkel)
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Russia. Il telefono squilla alla sede
centrale del KGB. "Pronto. Questo e' il KGB. Dica!". "Io
sto chiamando per avvisarvi che il mio vicino Yankel Rabinovitz e' un
nemico dello Stato. Sta nascondendo diamanti nel capannone della legna
da ardere". "Abbiamo preso nota. Provvederemo". Il giorno
dopo il KGB fa irruzione nella casa di Rabinovitz. Vanno al capannone
dove e' tenuta la legna da ardere, fanno a pezzi tutta la legna, ma non
viene trovato nessun diamante. Il KGB si scusa con Rabinovitz e se ne ritorna
indietro. Il giorno dopo il telefono squilla a casa di Rabinovitz.
"Ciao, Yankel! Il KGB e' venuto?". "Si',
certo". "E hanno tagliato la tua legna da ardere?".
"Sì, l'hanno fatto". "Benissimo, ora è la tua volta di
chiamare il KGB. Ho bisogno di arare il mio orto".
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Il Presidente degli USA Bush riceve
il capo del Governo israeliano, e dopo le foto e i convenevoli si
trovano a conversare informalmente lontani da telecamere e microfoni. E
Bush chiede a Sharon: "Ma come fate voi ebrei? Siete sempre
informati su tutto, non vi sfugge nulla". Sharon sorridente
risponde: "E' semplice, il segreto è la sinagoga. Tanti credono che
in sinagoga si vada solo a pregare, in realtà è un centro di incontro,
si conosce la gente, si capisce come vanno le cose e si fanno persino
buoni affari, un po' come da voi a Wall Street!". Bush incassa, e
decide di provare. Il Sabato successivo si trucca da ebreo osservante:
cappello con la tesa, marsina, camicia candida, barba finta e
riccioletti penduli posticci, e si reca in sinagoga. Si stupisce di
trovare un gran silenzio, mentre immaginava di venir salutato da un
grande brusìo. Bush si siede un po' intimidito, di fianco ad un ebreo
dall'aria molto compunta. Ad un certo punto prende il coraggio a due
mani e sussurra al vicino: "Che si dice, cosa c'è di nuovo?".
E il vicino, pronto: "SSSHHH! Stiamo aspettando Bush!!!".
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Un prete, un iman mussulmano e un
rabbino discutono sul momento dell'inizio della vita. Dice il prete:
"La vita inizia quando l'uovo è fecondato". Replica l'iman:
"Non sono d'accordo, inizia prima nello spermatozoo e nell'ovocita
prima che si incontrino". Interviene il rabbino: "La vita
comincia quando i figli escono di casa e il cane muore".
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In un treno in viaggio nell'Europa
dell'Est dell'epoca di quando c'era ancora il Muro, si trovano in uno
scompartimento un russo e un ebreo, inconfondibile per l'abbigliamento e
l'aspetto. Il russo, evidentemente in crisi d'astinenza da pogrom, lo
apostrofa: "Dicono tutti che voi ebrei siete furbissimi, ma com'è
possibile?". L'ebreo, senza scomporsi, risponde: "E'
possibilissimo, e abbiamo il nostro segreto: mangiamo tante
aringhe". E siccome è ora di pranzo e il vagone ristorante è
improbabile, tira fuori un cartoccio di aringhe e comincia a mangiarsene
una con estremo gusto. "Ahh! E vedessi che benefici danno!"
sospira l'ebreo. Il russo non si tiene più e si propone di acquistare le
aringhe restanti. L'ebreo gli chiede una somma certamente non modica, ma
su un treno non ci sono altri venditori! Così il russo inizia a gustarsi
le aringhe. Le ha quasi finite quando considera: "Ehi, un momento!
Se avessi aspettato a comprarmele all'arrivo a Varsavia avrei speso meno
della metà!". E l'ebreo sorride: "Vedi, stanno già facendo
effetto!!!".
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Un ebreo sta pescando con la lenza.
Arrivano due antisemiti e si mettono d'accordo: "Ora gli chiediamo
se i pesci abboccano. Se risponde di sì, gli sputiamo in faccia e gli
diciamo che quei porci degli ebrei hanno sempre una fortuna schifosa. Se
risponde di no, gli sputiamo in faccia lo stesso e gli diciamo che gli
sta bene, visto che un porco ebreo non merita nulla dalla vita". E
così fanno. Si avvicinano e domandano: "Allora, abboccano i
pesci?". L'ebreo, senza nemmeno degnarli d'uno sguardo, risponde
secco: "Ma andatevene un po' a fottervi le vostre madri!". I
due antisemiti, disarmati, se ne vanno. Dopo pochi minuti, uno dice
all'altro: "Però, chi l'avrebbe detto... Anche tra gli ebrei ci
sono persone per bene!!!".
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Due vicine di casa, una cristiana ed
un'ebrea, litigano spesso su tante cose. Quando la litigata diventa
particolarmente calda, la cristiana la butta sempre sul religioso e
ricorda alla vicina: "Dopo tutto voi siete sempre quegl'infami che
hanno ucciso Gesù Cristo!". Dopo un po', l'ebrea si stufa (d'altra
parte l'accusa di deicidio è decaduta anche secondo la dottrina
cattolica) e ribatte: "E' vero! Confesso! Gesù l'abbiamo proprio
ucciso noi! E sa perché l'abbiamo fatto? Perché a trent'anni fatti
gironzolava in compagnia di dodici perdigiorno invece di prendersi la
sua bella laurea in Medicina!".
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Due ebrei un po' male in arnese
stanno contemplando la lussuosissima residenza del barone Rotschild. Ad
un certo punto uno dice all'altro: "Sai Yankele, se io fossi al
posto del barone Rotschild riuscirei ad essere anche più ricco di quel
che lui è adesso". L'interpellato, divertito, ribatte: "Ma
guarda! E come pensi, Moishele, come pensi che faresti a battere negli
affari l'ebreo più ricco del mondo?". E Moishele: "Basta poco:
nel tempo libero, quando non farei il barone Rotschild, farei qualche
lavorettino extra...".
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Austria. Due amici ebrei si
incontrano al parco e ad un certo punto si siedono su una panchina per
leggersi il giornale in pace. Il primo tira fuori un quotidiano in
lingua "yiddish" e il secondo l'organo ufficiale del partito
nazista. Il primo ebreo è sbigottito. "Ma Yankele, come puoi
leggere un giornale simile? Sei impazzito?". "Calma,
Moishele," risponde sereno Yankele. "Ti spiego. Quando leggo i
nostri giornali soffro come un cane: pogrom in Cecoslovacchia,
persecuzioni in Ungheria, odi razziali in Polonia, spedizioni punitive
in Romania, attacchi arabi in Medio Oriente... Sai Moishele, non ne
posso veramente più! Almeno su questo giornale c'è scritto che gli ebrei
governano il mondo, dirigono grandi fabbriche, hanno in pugno la finanza
ed influenzano le decisioni degli Stati più potenti del mondo. Potrò
prendermi un po' di soddisfazioni ogni tanto?!??"
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Il ministro della propaganda nazista
Goebbels è in visita ad una scuola di Berlino e di fronte ad una
scolaresca dall'aria alquanto sveglia chiede ai giovani allievi di
inventare degli slogan patriottici. "Heil Hitler!" dice il
primo. "Deutschland uber alles!" declama il secondo. "Non
ci siamo, ragazzi: dovete trovare qualcosa di nuovo, di grandioso, che
non si senta tutti i giorni" asserisce Goebbels. "Il nostro
popolo è immortale!!!" esclama ad un certo punto un ragazzino
dall'aspetto molto intelligente. Goebbels è decisamente raggiante:
"Questo volevo! Bravo giovanotto, è davvero un ottimo slogan e ti
proporrò per una borsa di studio. Come ti chiami, ragazzo mio?".
"Isacco Levi Cohen, Herr Ministro!!!!"
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Un rabbino vede un vitello trascinato
al macello. La povera bestia ha intuito che è l'ultimo viaggio e
muggisce pateticamente. Il rabbino ricorda una commovente poesia della
sua infanzia e pensa: "Che pena! Ma perché l'Onnipotente non ha
messo le ali ai vitelli in modo che possano salvarsi dal
supplizio?". In quella, una cacca di uccello piove in testa al
rabbino, il quale così conclude: "D'altra parte, l'Onnipotente sa
benissimo quel che fa!!!".
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Un giovane ebreo europeo è emigrato
negli USA dove in alcuni anni è diventato uno stimato professionista. Un
bel giorno torna al paesello per rivedere i suoi. La madre se lo trova
davanti ed esclama: "Giacobbe, cosa è successo? Dov'è la tua
barba?". "Mamma, in America la barba non la porta nessuno, un
professionista deve avere una bella immagine!". "Be',
allora... Ma almeno il Shabbath lo rispetti sempre, vero?". "E
come si fa, mamma? A New York si lavora tutti i giorni, anche di sabato:
business is business, dicono tutti". La madre insiste: "Almeno
il cibo, Giacobbe: rispetti sempre il precetto? Mangi ancora 'kasher',
vero?". "Mi spiace, mamma, ma sai, trovare cibo kasher in
America è così difficile...". La madre è sull'orlo della
disperazione, ma trova la forza di fare al figlio un'ultima domanda:
"Giacobbe, ora dimmi la verità, non mentire alla tua mamma...
Circonciso, almeno circonciso lo sei ancora??!??!?".
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Un ebreo sopravvissuto ad un
naufragio approda sulla classica isoletta deserta. L'isola e'
accogliente e il nostro uomo si da' da fare: costruisce una capanna,
scava un pozzo, insomma da bravo novello Robinson Crusoe si organizza la
vita. Passa il tempo, e ad un bel momento qualcuno viene a soccorrerlo.
Sbarcati sull'isoletta i soccorritori si meravigliano molto nel vedere
quanto egli ha realizzato. Pero' sorge un dubbio. Gli chiedono:
"Lei ha certamente fatto qualcosa di grandioso, la casa, il pozzo...
Ma cosa sono quei due edifici simili laggiu`? Non ne capiamo
l'utilita`". Il naufrago risponde: "Sapete, io sono ebreo,
quindi ho costruito anche due sinagoghe". "Ma perche' due e
non una?". "Semplice, - risponde il naufrago - una e' quella
dove vado abitualmente... l'altra e' quella in cui non metterei piede
manco morto!".
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Un prete cattolico passeggia nel
quartiere dell'East End a Londra. Su strade confinanti vivono ebrei
immigrati dall'Est europeo e irlandesi. Ad un tratto vede l'insegna di
un negozio: "ALIMENTARI - Proprietari: Ian O' Toole & Avraham
Moshkowitz". Entusiasta, il prete decide di entrare. Dietro al
bancone c'è un tizio, proprio la classica figura da ebreo vecchio
stile: cernecchi, marsina e camicia bianca e cappello con la tesa orlata
di pelliccia tipico degli ebrei più ortodossi del passato. Il prete,
commosso, esclama: "E' meraviglioso vedere che un irlandese
cattolico, un O' Toole, collabora attivamente con un Moshkowitz, un
ebreo ortodosso! Questo è un vero miracolo!". E l'altro, sorridendo:
"Vede, padre, questo è niente. Il vero miracolo è che io sono O'
Toole!".
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Cos'è un ebreo corrosivo? E' un ebreo
che si va a stabilire in un villaggio di duemila abitanti in cui non ha
mai abitato un ebreo. E un anno dopo, se l'ebreo è veramente corrosivo,
il villaggio è popolato di duemila antisemiti!
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E' appena terminata la Grande Guerra.
Il primo ministro polacco Ignace Penderewski si trova ad un incontro col
presidente USA Wilson e gli dice senza mezzi termini: "Badi, mister
President, se al tavolo della conferenza di pace le richieste della
Polonia non verranno accolte, prevedo grandi turbolenze nelle piazze. La
gente accorrerà in strada furiosa, urlerà slogan pieni di odio e
massacrerà gli ebrei". Preoccupato, Wilson chiede: "E nel caso
le richieste del vostro Paese vengano accolte cosa accadrà, premier
Penderewski?". "Ah! In tal caso la mia gente scenderà in
piazza festante, balleranno tutti per strada, si ubriacheranno... e
massacreranno gli ebrei!!!".
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E' una notte buia e tempestosa. L'anziano
Isacco Cohen è molto malato, e sente che si avvicina la fine. Chiama la
moglie e la prega di chiamare il parroco. "Come sarebbe a dire, il
parroco? Vorrai dire il rabbino...". "No, no, Rebecca, dammi
retta, chiama il parroco. Perché, con questo tempo e a quest'ora... non
me la sento proprio di disturbare il rabbino!".
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Come si sa, a casa del rabbino viene
un sacco di gente bisognosa di aiuto. Un giorno capita il sarto del
paese, che inizia a lamentarsi di quanto sua moglie sia rompiscatole, curiosa,
non gli lascia vivere la sua vita, dovunque lui vada lei lo spia o lo fa
pedinare. Ed il rabbino gli dice: "Sai, tu certamente hai ragione.
Sì, hai ragione tu". Passa un paio d'ore e arriva la moglie del
sarto, che si lagna subito perché il marito le nasconde qualcosa, è
evasivo, pare faccia tutto in modo furtivo, vorrebbe uscir di casa e
rientrare a suo piacimento senza rendere conto. Ed il rabbino risponde:
"Sai, tu certamente hai ragione. Sì, hai ragione tu". La donna
è appena uscita, e a questo punto la moglie del rabbino si fa avanti:
"Senti un po', o hai preso in giro quei due sposi o sei un gran
disgraziato. Hai dato ragione prima a lui e poi a lei. Che significato
può mai avere questo?!??". Ed il rabbino: "Sai, tu certamente
hai ragione. Sì, hai ragione tu".
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Due ebrei litigano per il possesso di
una tomba. Ciascuno dei due vuole essere seppellito proprio in quel
pezzetto di terra. Come di consueto in simili casi, si rivolgono al
rabbino. Questi medita alcuni minuti, poi esclama: "Ho la soluzione.
La tomba l'avrà chi morirà per primo!".
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Siamo a New York, e un ebreo chiede
di potersi iscrivere ad un club molto esclusivo. Cortesemente gli viene
risposto: "Vede, signor Slackmeyer, il nostro circolo è riservato strettamente
ai discendenti dei Padri pellegrini che sbarcarono sul suolo americano
con il veliero Mayflower". E Slackmeyer, per niente intimorito:
"Allora, io ho pieno diritto d'essere ammesso: noi ebrei infatti
siamo discendenti dei proprietari del Mayflower!".
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Uno schnorrer (il mendicante
"nobile" del mondo ebraico) bussa alla porta di una casa
lussuosa. Appare una signora dall'aspetto bonario, che davanti alla
richiesta di un'offerta si giustifica dicendo: "Guardi, caro, non
ho fondi in casa. Ma se torna domani, qualcosa per lei ci sarà di
certo!". E lo schnorrer: "Per questa volta va bene, signora,
giusto perché è lei. Ma non diventi un'abitudine. Sapesse quale danno
c'è capitato a far credito senza garanzie !".
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Un giovane rabbino è in difficoltà e
decide di consigliarsi con un rabbino più anziano e ricco d'esperienza
per decidere come comportarsi con tutti i personaggi che lo assillano:
"La folla dei postulanti è enorme, fanno richieste sempre più
insistenti a tutte le ore... sento di remare contro corrente! Che debbo
fare?". E l'anziano rabbino risponde: "E' semplice, figliolo.
Se i postulanti sono poveri, presta loro del denaro. Se sono ricchi
chiedi loro del denaro. In entrambi i casi non li vedrai più!".
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Qualche giorno prima della Pasqua
ebrea, un rabbino sta ritornando a casa sua quando si accorge che uno
dei suoi fedeli cammina poco avanti a se'. Il rabbino affretta il passo
per raggiungerlo e salutarlo, quando con sua grande sorpresa lo vede
entrare in un ristorante. Sorpreso egli si mette davanti alla vetrina e
si meraviglia ancora di piu' quando lo vede ordinare e mangiare del
maiale arrosto e del vino rosso! Il rabbino e' cosi' fuori di se' che
entra nel ristorante e si rivolge al suo fedele: "Moshé! Che cosa
fai?!". Moshé si gira verso il rabbino e gli chiede: "Che
c'e'? Non capisco...". Il rabbino: "Ma Moshé, ho visto cio'
che hai fatto, te che ti vedo sempre alla sinagoga, te che sei il piu'
istruito dei miei fedeli!". Allora Moshé gli risponde: "Rabbino,
mi avete visto entrare in questo ristorante?". "Certo".
"E mi avete visto ordinare il pranzo?". "Certo!".
"E mi avete visto mangiare il pasto?". "Certo che si' che
ti ho visto mangiare il pasto! Perche' credi che io abbia fatto
irruzione in questo ristorante?!". "In questo caso, rabbino,
non vedo dove sia il problema: tutto e' stato fatto sotto la
supervisione di un rabbino!"
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Durante un uragano sui mari del Sud
uno yacht di un famoso miliardario, David Rosenberg, naufraga. Si
salvano solamente due persone: il miliardario e uno de marinai. In
qualche modo riescono a raggiungere un isolotto, il classico atollo
deserto. Appena, però, il marinaio si rende conto che sono a centinaia
di chilometri dalla terra ferma e dal più vicino essere umano, il marinaio
scoppia in lacrime: "Signor Rosemberg, ma come fa a essere così
calmo? Le sue vacanze erano segrete, nessuno sa dove siamo... Non ci
troveranno mai più e moriremo su quest'isola". Rosenberg sorride e
ribatte: "Si calmi. Le raccontero' una cosa: cinque anni fa ho
donato cinquecentomila dollari alla Società per l'Unità Ebraica. L'anno
seguente, e nei due successivi ho fatto lo stesso. Poi due anni fa ne ho
donati 750.000, e l'anno scorso un milione... Oggi inizia la loro
raccolta annuale di fondi. Stai sicuro che ci trovano!".
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Goebbels visita una scuola. Individua
un ragazzino e gli domanda a bruciapelo: "Tu! Dimmi: chi è tua
madre?". "La Germania nazista, Herr Ministro!" risponde
molto prontamente il giovincello. "Bravo! E chi è tuo padre?".
"Il Führer Adolf Hitler, Herr Ministro!" replica il ragazzino
con gran piglio. "Sei in gamba, giovanotto" si compiace
Goebbels. "E dimmi, che ti piacerebbe fare da grande?". E il
ragazzino, pronto: "L'orfano, Herr Ministro!!!".
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Uno schnorrer (tradizionale mendicante
"nobile" del mondo ebraico) avvicina un tizio dall'aspetto
benestante ed esorta: "Reb Yid, prego, un'offerta...". L'altro
taglia corto: "Niente da fare, io non do mai i soldi per
strada!". E lo schnorrer: "E' presto risolto. Ci troviamo qui
tra una settimana, nel frattempo io faccio le pratiche per fondare una
banca!".
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Anche stavolta Yankele e Moishele
sono separati. Yankele si trova a fare l'operaio negli Stati Uniti e
scrive all'amico rimasto in URSS: "Qui ci dicono che l'Unione Sovietica
è un vero paradiso... Ma è vero?". E dopo un paio di settimane
arriva la risposta di Moishele: "Dicono il vero, qui è un autentico
paradiso: viviamo in una terra incolta, senza case, praticamente nudi e
tutto quel che abbiamo da mangiare sono mele!".
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Siamo a Vienna nell'estate del 1945,
la guerra è appena terminata. Un vecchio ebreo dall'aspetto logoro ma
dignitoso entra in un caffè e ordina un liquorino ed una copia del
"Voelkischer Beobachter", organo ufficiale del partito
nazista. Il cameriere, imbarazzato, porta il liquorino ma è costretto a
dire al cliente: "Mi spiace, signore, ma quell'orribile foglio
nazista non si stampa più, non esiste più". Il giorno dopo, alla
stessa ora, l'anziano ebreo torna e la scena si ripete: entra, ordina un
liquorino ed una copia dell'organo ufficiale del partito nazista; ed il
cameriere gli risponde: "Mi spiace, signore, ma quell'orribile
foglio nazista non si stampa più, non esiste più". Tutto ciò va
avanti per due settimane. Stessa ora, stesso caffé, stessa domanda,
stessa risposta. Al quindicesimo giorno il cameriere non regge più e
domanda all'avventore: "Mi perdoni, gentile signore, ma da due
settimane lei entra alla stessa ora, e ogni volta chiede di portarle una
copia di quel foglio nazista. Ma sono due settimane che le ripeto che
quell'orribile foglio non esiste più. Ma allora, perché lei continua a
chiedermelo?". E l'ebreo, sorridendo sotto i baffi: "Ma
proprio per quel motivo che lei ha appena detto, ragazzo mio: per
sentirmi ripetere ogni giorno che quel giornale non esiste più!".
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Il giovane Isacco è in cattivo stato,
e decide di farsi curare da uno psichiatra. Rientra a casa dopo la
visita e la mamma vedendolo angosciato gli chiede: "Cosa c'è,
figliolo, cosa ti ha detto il professore?". "Sai mamma, sono
preoccupato, mi ha detto che sono un importante caso di complesso di
Edipo...". E la madre sbuffa: "Ma lascia stare quest'Odipo o
Budico o come si chiama... L'importante è che tu continui a voler tanto
bene alla tua mamma!".
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Tre mamme ebree discutono sul futuro
dei loro figli. La prima dice: "Il mio Davide s'è iscritto a
Medicina e sono molto soddisfatta, certamente diventerà un luminare
della scienza". La seconda ribatte: "Il mio Isacco invece farà
l'avvocato, e certamente sarà un principe del Foro e guadagnerà
parecchio". La terza esclama: "Invece il mio Daniele studia al
seminario talmudico e diventerà rabbino, certamente farà carriera".
E le altre due, in coro: "Rabbino? Ma che razza di mestiere è
questo per un ebreo?!?".
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Il ministro Goebbels, tanto per
cambiare, è in visita a una scuola e chiede alla scolaresca: "Chi
di voi sa dirmi la differenza tra un incidente e una disgrazia?". E
il ragazzino Isacco Levi Cohen, pronto: "Io lo so! Se Hitler viene
investito da un'automobile è un incidente, ma se sopravvive è una
disgrazia, Herr Ministro!".
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Mosca, ai tempi di Brez'nev. Al Parco
Gorkij c'è un vecchio ebreo che legge un libro con la massima
concentrazione. Un poliziotto lo nota, si avvicina, ma non capisce un
tubo della scrittura del libro. S'insospettisce e domanda al vecchio:
"Che è quel libro? Che lingua leggi?". "E' ebraico, lo
sto studiando," risponde l'ebreo. "E perché alla tua età studi
questa lingua?". "Perché vorrei tanto emigrare in
Israele...". Il poliziotto sogghigna: "Le quote sono
attualmente chiuse. E alla tua età non arriverai mai in Israele!".
"Non fa niente," spiega tranquillo l'ebreo. "Sai,
l'ebraico è anche la lingua che si parla in Paradiso". "Ma che
presuntuoso, vecchio!" dice beffardo il poliziotto: "Chi ti
dice che andrai in Paradiso? Potresti finire anche all'inferno!". E
il vecchio, sorridente: "Per l'inferno non ho problemi, il russo
già lo conosco!!!".
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Siamo nella Guerra fredda, con
annessa grande competizione aerospaziale tra sovietici e americani.
Stalin in persona sta per presentare un nuovo aereo assai innovativo.
Solo che al collaudo, appena dopo il decollo, le ali si staccano! Gli
ingegneri si consultano, riprovano. Al secondo collaudo, le ali si
staccano. Proseguono i consulti e i collaudi: stesso risultato.
Ingegneri e collaudatori sono disperati, sentono già odor di neve
siberiana. Ma ad un certo punto uno ha un'idea geniale: "Ma qui non
c'è mica Abramovich?". E un altro: "Ma sì, Abramovich! Quel
vecchio ingegnere ebreo retrocesso per il suo carattere polemico. Lui ha
sempre avuto idee brillanti: forse ci può aiutare". E così vanno a
cercare Abramovich e a chiedergli consiglio. E il vecchio ebreo,
serafico: "Un'idea ce l'ho: proprio nel punto dove le ali si
staccano, dovete fare dei forellini: tanti piccoli forellini tutti in
fila". "Ma Abramovich, che pazzia è questa?
Forellini?!?". "Se non volete darmi retta dopo tutti questi
collaudi falliti, sono fatti vostri. Ma se volete dare retta a me,
ripeto, dovete fare dei forellini, piccoli e tutti in fila". Gli
ingegneri, disperati, decidono di tentare. E così fanno tanti piccoli
forellini in fila proprio nel punto in cui le ali si staccavano. E si
viene al collaudo. L'aereo tiene, e compie le evoluzioni più elaborate.
Le ali restano saldissime. E' un trionfo: Stalin può inaugurare il nuovo
meraviglioso aeromobile e Abramovich viene portato in trionfo, insignito
dei massimi premi dell'URSS e intervistato da innumerevoli cronisti. Un
giornalista per l'appunto gli chiede: "Ma come ha fatto, ingegner
Abramovich? Come ha avuto un'idea così geniale?". E Abramovich:
"Non è stato difficile. Mi sono ricordato un caso simile con una
fornitura di carta igienica nella fabbrica di Stato a Odessa. Lei sa che
la carta igienica per dividersi a strappo porta tanti piccoli forellini
tutti in fila. Ebbene, la carta igienica si strappava dappertutto,
tranne che lungo i forellini, e quindi..!".
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RICETTA CONTRO GLI SCOCCIATORI. Se lo
scocciatore è povero, prestagli dei soldi. Se è ricco, chiedigli soldi
in prestito. Certamente non ti disturberanno mai più.
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Se Lieberman fosse diventato
Vicepresidente degli USA... Festa d'insediamento per Gore e Lieberman.
Tra gli ospiti d'onore ci sono anche le famiglie del ticket
presidenziale. Solo la mamma di Lieberman, un po' in disparte, sembra
alquanto freddina: seduta composta, sguardo impassibile, non pare esser
toccata dal successo del figlio. Un giornalista prende il coraggio a due
mani e la avvicina per farle qualche domanda. "Mrs Lieberman, come
commenta il risultato elettorale? Suo figlio è Vicepresidente degli
Stati Uniti!". "Vicepresidente, sì insomma, sarà anche una
bella cosa, ma lei non sa quel che conta veramente... L'altro mio figlio
è un bravissimo avvocato!".
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Daniel Levi Goldberg si è laureato a pieni
voti in medicina in una prestigiosa Università statunitense, ha
conseguito - sempre a pieni voti - la specializzazione e sente il
richiamo di una particolare vocazione. Così parte per i Paesi del Terzo
mondo per portare aiuto ai poveri che soffrono per le epidemie e le
guerre. Con la sua professionalità salva migliaia di vite umane. Ogni
tanto, quando può, telefona alla sua mamma. E immancabilmente, la mamma
gli chiede: "Senti, Daniel, ma... quando ti deciderai a diventare
un dottore vero?!?".
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Siamo alla vigilia di Yom Kippur,
giorno solenne dell'espiazione dei peccati. Il povero sarto Leibele
Fishbein si reca alla sinagoga del suo povero shtetl (comunità ebraica
nel mondo ashkenazita, ovvero dell'Est europeo) e si raccoglie di fronte
ai sacri rotoli delle Scritture ivi custoditi. "Sia onore e gloria
a te che sei Padrone e Creatore dell'universo, - egli dice. - Io sono
Leibele Fishbein, un semplice e miserabile sarto. Tu sei l'Onnipotente.
Ma secondo me qui qualcosa non funziona. Forse hai troppo da fare e non
l'hai notato. "Guarda il nostro macellaio: è una pasta d'uomo, fa
tanta carità, e ci sono poveri senza soldi cui lui dà la carne gratis,
quella tenera, e a lui tocca mangiare la carne dura e nervosa. E cosa ne
ottiene in ricompensa? La moglie minaccia di lasciarlo e i figli sono
dei fannulloni. Ti pare giusto questo? "Tu sei il Padrone
dell'universo, io sono solo un povero sarto, ma devo dirtelo: questo non
è affatto giusto! "E poi il nostro rabbino: è un giusto, un
sant'uomo, dedica la vita al bene dei poveri e dei sofferenti. Cosa
riceve in ricompensa? Solo malattie: non c'è un solo osso che non gli
dolga. "E che dire del maestro della nostra scuola elementare? Ha
tanto amore nell'insegnare, tanta cura perché nessun bambino rimanga
indietro! Ma quando viene l'inverno e il buio cala presto, gli tocca far
lezione a lume di candela, poi torna a casa e anche lì solo una candela,
e ha gli occhi malati, se non si farà curare in città resterà cieco. Ma
non ha i soldi per le cure. E fa tutto questo per Te! "Non è giusto
questo, sai? Io sono solo Leibele Fishbein, un miserabile sarto e tu sei
il Padrone dell'universo... ma certe cose io Te le devo dire!
"Comunque ascolta. Domani sarà il santo giorno di Yom Kippur, il
giorno dell'espiazione dei peccati. Allora facciamo così: Tu vedi di
perdonare i nostri peccati... e forse, ma forse, noi perdoneremo i
Tuoi!".
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Uno psicanalista ha in cura un ebreo
piuttosto mal messo. Questi gli racconta le sue ansie: "Dottore,
non dormo da mesi. Ogni volta che vado a letto e spengo la luce, per
qualche minuto tutto va bene, poi sento uno strano rumore provenire da
sotto il letto. Lentamente il rumore aumenta, sento movimenti, sono
certo che c'è qualche creatura maligna là sotto in attesa che io mi
addormenti per farmi del male. Accendo la luce e come per miracolo tutto
cessa, i rumori, i movimenti, e sotto il letto non c'è nulla. Ma se mi
ricorico e spengo la luce, tutto ricomincia. Passo le notti con gli
occhi sbarrati, dottore!". Lo specialista ha già inquadrato il
disturbo del paziente e inizia una serie di colloqui. Ad un certo punto,
però, il paziente smette di presentarsi agli appuntamenti. Il dottore
all'inizio pensa sia la normale fase di rifiuto dell'analista, poi
capisce di essere stato mollato. Passa il tempo. Due mesi dopo,
casualmente, i due si incontrano per la strada. Logicamente il dottore
esclama: "Signor Cohen, ma lei vuole farsi del male? Non lo sa che
se rinunzia a curarsi corre grossi rischi?". E Cohen, sorridendo:
"Dottore, lei è veramente un bravo psicanalista, ma le sue cure
ormai non mi servono più, sono guarito!". Lo psicanalista non crede
alle sue orecchie. Come può un uomo essere guarito così improvvisamente
da una patologia che richiede almeno un anno e mezzo di colloqui? Ma
Cohen spiega: "Vede, dottore, sono andato a trovare il nostro
Rabbino e raccontandogli della famiglia gli ho parlato del mio disturbo,
di quella creatura sotto il mio letto... Il Rabbino, che è veramente un
sant'uomo, mi ha detto: 'Isacco, figliolo, perché mai ti complichi così la
vita? Sega le gambe del letto, così quella creatura maligna non avrà più
posto dove stare!'. Io ho seguito il consiglio... e sono guarito,
dottore!".
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In sinagoga il nuovo cantore esegue
il canto liturgico con voce di insolita potenza e bellezza. Un congregante
è addirittura affascinato e ascolta beandosene. Quando il canto termina,
il congregante, commosso, si volge verso lo "shammes" (lo
scaccino) che è lì accanto: "Sentito che meraviglia?". E lo
"shammes", con aria di sufficienza: "Cosa ci sarebbe di
così meraviglioso? Se avessi la sua voce, anch'io canterei così
bene!".
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Uno schnorrer (il tipico mendicante
"nobile" dei villaggi ebraici dell'Est europeo) si presenta da
un uomo a chiedere l'elemosina, ma rimedia una brutta accoglienza. Il padrone
di casa gli urla: "Vattene fuori dai piedi, miserabile pezzente: te
lo sogni che io ti dia qualcosa". E lo schnorrer: "Non c'è
problema, ma guarda che riferirò quello che mi hai detto a chi mi ha
mandato". E l'altro, sarcastico: "Ah! Perché non lavori
nemmeno in proprio, non solo vieni qui per conto tuo con stracci e
tutto, ma ti manda anche qualcuno?!? E sentiamo, chi sarebbe a
mandarti?". "La fame, Reb Yid. La fame...".
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Due fratelli gemelli mendicanti
periodicamente si recano a mendicare dal barone Rothschild
(nell'ebraismo il ricco per eccellenza è Rothschild) che non manca di
far consegnare loro per mezzo del maggiordomo due buste, ciascuna
contenente cento franchi. Un brutto giorno uno dei due gemelli si ammala
e muore. Comunque l'altro non manca di presentarsi all'appuntamento col
solito obolo. Stavolta, però, il maggiordomo gli consegna una sola
busta: cento franchi soltanto. Lo schnorrer, risentito, protesta:
"Giovanotto, e i cento franchi di mio fratello dove sono?". E
il maggiordomo, con la cortesia che è propria di tutta la servitù del
barone Rothschild: "Mi scusi, signore, ma al barone e a noi risulta
che suo fratello sia deceduto". E lo schnorrer: "Le risulta?
Le risulta?!? Senta, giovanotto, per sua norma e regola l'erede di mio
fratello sono io, non il barone Rothschild!!!".
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Uno schnorrer (cioe' un mendicante
ebreo) incontra un tizio che pare andare di fretta. "Reb Yid,
prego, offra qualcosa". L'altro cerca nelle tasche, e costernato
dice: "Accidenti, mi spiace davvero, sai: sono uscito senza
portafoglio". Lo schnorrer scuote la testa in segno di rimprovero,
ma insiste: "Va bene, va'. Mi sa dire almeno l'ora?". Altra
ricerca nelle tasche, e daccapo: "Sono mortificato, sono uscito
così di fretta che non ho preso nemmeno l'orologio...". L'altro
replica: "Va bene, pazienza. Però un'informazione me la può dare?
Dov'è la via Franziskaska?". "Cielo, credimi, non lo faccio
apposta ma non sono per niente pratico di questo quartiere...". A
questo punto lo schnorrer, con un profondo sospiro, conclude: "Reb
Yid, se lo lasci dire, lei è proprio un disastro! Facciamo così: mi
prenda un paio di minuti in braccio e siamo pari...".
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In sinagoga il cantore intona la
liturgia del venerdì sera, vigilia della festa del Sabato. Quando canta
il verso "Benedetto sia il Signore", tutti i congreganti si
alzano in piedi. Il rabbino, contrariato, sibila al cantore: "Come!
Io non ho detto di alzarsi!". Il cantore, esterrefatto, replica:
"Ma io ho pronunziato il nome di Dio...". E il rabbino:
"Guarda che per tua norma sono io che guido questa sinagoga... non
Dio!!!".
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Il cliente al sarto: "Lei mi ha
confezionato un vestito veramente molto bello e di ottima qualità. Ma
non le pare troppo avermi fatto aspettare sei mesi prima che fosse
finito? Anche il buon Dio, per fare tutto il mondo ha impiegato sei soli
giorni!". E il sarto: "Lei ha ragione, signor Koenigsberg. Ma
lei stesso dice che il vestito che le ho fatto è bello e di qualità.
Mentre invece, lo vede il mondo che disastro che è?".
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Il solito schnorrer ha appena
ricevuto il solito obolo mensile dal barone di Rothschild (sappiamo già
chi sia lo schnorrer e cosa rappresenti il barone di Rothschild). Pochi
minuti dopo aver congedato il mendicante, il barone esce di casa per
recarsi in Borsa, e per una via del centro scorge quello stesso
schnorrer accomodato al ristorante intento a consumare un lauto pranzo a
base di salmone. Il barone di Rothschild entra nel ristorante ed investe
il mendicante: "Che ci fai qui, tu? Vieni a mendicare alla mia
porta e la prima cosa che fai subito dopo è venire a mangiar salmone? E
tu saresti uno schnorrer?!?". Lo schnorrer, senza scomporsi ma un
po' seccato, risponde: "Scusi, signor barone, ma quando sono senza
soldi non posso mangiare il salmone. E lei ora mi dice che non posso
mangiarlo nemmeno quando i soldi li ho. Mi sa dire quando posso mangiare
un po' di salmone, una buona volta?!?".
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Lo scaccino della sinagoga scorge uno
schnorrer che si sta sistemando davanti all'ingresso del tempio per
mendicare. Accorre e gli esclama sul muso: "Che ci fai qui, tu? Ti
ho visto benissimo, ieri pomeriggio, che mendicavi sulla porta della
chiesa! A che gioco giochi, eh? Sei un ebreo o un goy, tu?" (il goy
è un termine vagamente spregiativo per designare i non ebrei). "Psssttt!"
lo zittisce lo schnorrer. "Non urlare così! E' chiaro che io sono
un ebreo. Ma sai, di questi tempi, con una religione sola non si può
mica vivere..!".
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In Sinagoga la funzione è appena
terminata, ma oggi è un giorno davvero speciale: si festeggia il
"bar mitzvah" (cerimonia d'iniziazione alla vita della
comunità, un po' come la Cresima cattolica) del figlio di un pezzo
grosso. Dopo il rinfresco, l'anziano rabbino prende la parola ed inizia
una dotta dissertazione sulla vita della comunità e su cosa significhi
la vera religiosità. Ad un certo punto, però, il rabbino si accorge che
non tutti lo ascoltano: un congregante dalla figura monumentale s'è
abbandonato sulla sedia in fondo alla sala e sta sonoramente russando
suscitando risatine tra i presenti. Che fare? Solo una cosa: rivolgersi
allo shammes, allo scaccino. Questi si avvicina indolentemente al
rabbino e chiede con espressione vitellina: "Cosa c'è,
rabbino?". "Come, cosa c'è? Non vedi che Veingortner laggiù
s'è addormentato e russa come un asino? Vai e sveglialo!". E lo
shammes, dubbioso: "Ma rabbino, non posso farlo, non è
corretto...". Il rabbino sta per alterarsi: "Come, non
puoi?!?". E lo scaccino: "No, rabbino, non posso. Tu l'hai
fatto addormentare... tocca a te svegliarlo!!!".
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Unione Sovietica ai difficili tempi
di Brez'nev. Il regime adotta quote rigorosissime per limitare al
massimo l'uscita di ebrei che vogliono recarsi in Israele. I visti sono
concessi col contagocce. E c'è un ebreo, di nome Rabinovich, che ogni
giorno va all'ufficio emigrazione chiedendo veementemente di potersene
andare: "Maledetti burocrati, voglio andare nella terra dei miei
padri, non potete trattenermi!". Il funzionario ha un bel
ripetergli "Rabinovich, lo sai benissimo che le quote sono chiuse,
levati dai piedi": sa che si ritroverà di fronte il tenace ebreo
l'indomani. Ad un certo punto, esasperato, il funzionario cede:
"Rabinovich, mi fai giocare il posto, ma pur di non vederti più
qui, pur di non sentire più i tuoi strepiti, ecco, ti metto il timbro.
Vai, e fuori dai piedi una buona volta!". Rabinovich parte,
felicissimo. Sennonché, arrivato in Israele, dopo una sola settimana si
presenta alle autorità israeliane ed esclama: "Non ci posso vivere,
in questo stato capitalista ed iniquo! Voglio tornare nel paradiso del
socialismo. Fatemi tornare". Grande imbarazzo tra gl'israeliani, ma
il timbro viene apposto e Rabinovich può tornare in URSS. Passa un'altra
settimana, e Rabinovich si fa rivedere all'ufficio emigrazione con la
stessa litania di prima: "Maledetti burocrati, non potete
trattenermi qui, voglio tornare nella terra dei miei padri!".
Inutile dire che il permesso gli viene accordato. Ma in Israele la
vicenda si ripete con l'ebreo che inveisce: "Come faccio a vivere
in questo stato ingiusto e capitalista? Fatemi tornare nel paradiso del
socialismo!". E così Rabinovich va avanti e indietro quattro,
cinque volte. Finché, nonostante non ci siano rapporti ufficiali tra
URSS e Israele, si forma una commissione mista per esaminare il
"caso". Rabinovich si ritrova di fronte a una teoria di
funzionari e militari gallonati, sovietici e israeliani, che lo guardano
storto e confabulano. Ad un certo punto uno prende la parola e dice:
"Rabinovich, te lo chiedo a nome di tutta la commissione mista. Ce
lo puoi dire una volta per tutte se vuoi vivere nella terra dei tuoi
padri o nella patria del socialismo?". E Rabinovich, con un sorriso
disarmante: "Da nessuna delle due... è che mi piace tanto
viaggiare!!!".
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Due ebrei ortodossi si incontrano per
strada. Uno dei due nota che un rimasuglio di cibo è rimasto nella barba
dell'altro e cogliendo la palla al balzo gli chiede: "Vuoi vedere,
Levi, che indovino quel che hai mangiato oggi a pranzo?". Levi
accetta la sfida: "Ma sì, dai Isacco, dimmelo!". Isacco finge
di concentrarsi e sentenzia: "Lenticchie!". E l'altro:
"Ah, ah! Sbagliato! Le lenticchie le ho mangiate ieri, non
oggi!!!".
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Appena dopo un feroce pogrom, il
povero ebreo Tevje innalza al Cielo la sua voce: "D'accordo,
d'accordo, è chiaro che siamo il popolo eletto ed è anche per questo che
ci capitano tutte queste persecuzioni... ma perché ogni tanto non
eleggere qualche altro popolo, così noi ci riposiamo un po'?!??".
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Anno 1955, siamo sul molo di New
York. Da qualche giorno è arrivata una delle prime navi colla bandiera
israeliana. E sul molo c'è sempre un vecchio ebreo, il classico ebreo
della Diàspora, che osserva la nave e sospira. Ad un certo punto, poche
ore prima che la nave riparta, il vecchio ebreo si avvicina al capitano
della nave e lo implora lamentosamente: "Shalom, Shalom capitano.
Ti chiedo un atto di carità, io sono vecchio e malato e non voglio
morire qui. Questa città è pericolosa, tentacolare, piena di malfattori.
Voglio morire nella Terra promessa! Sono povero, vedi, possiedo solo
quel poco che ho addosso, ma veramente lascerai un tuo fratello in
Abramo qui, a morire solo e malato?". Il capitano si commuove,
perché a volte i miracoli capitano, e lo accoglie a bordo raccomandando
all'equipaggio di averne cura in una cuccetta, a tutte spese sue. La
navigazione dura una ventina di giorni, e il vecchio ebreo felice sbarca
in Israele. Il capitano profitta della permanenza della sua nave in
porto per recarsi a casa e sbrigare qualche affare personale, e al suo
ritorno in porto trova lo stesso vecchio ebreo in gran conciliabolo col
capitano di una nave statunitense: "Amico americano, devi capirmi,
il tuo paese è nato dall'immigrazione. Negli Stati Uniti tutti sono
fratelli, non mi puoi dire di no. Portami con te, a New York, alle sue luci,
alla sua vita. Anche se non ho soldi, possiedo solo quel poco che ho
addosso, non puoi abbandonarmi qui...". Il capitano israeliano
sente puzza di bruciato e prende di petto il vecchio: "Senti un
po', tu! Cos'è questa storia, a che gioco giochiamo? Non volevi venire a
morire nella Terra promessa? E ora vuoi tornare a New York?!?". E
il vecchio ebreo, sempre nello stesso tono lamentoso: "Sì capitano,
è vero che io ti imploravo di venire in Israele per morirci perché ero
molto malato. Ma il viaggio per nave, l'aria di mare pulita e salubre mi
hanno fatto un gran bene, mi hanno guarito e sono arrivato qui
ringiovanito, rinato. Cerca di capirmi, capitano. Va bene morire nella
terra dei miei padri... ma a viverci, proprio non ce la farò
mai!!!".
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Il barone di Rothschild convoca il
suo contabile Koenigsberg e gli dice: "Mi risulta che lei abbia
sottratto contanti dalla mia cassa". E Koenigsberg, compitissimo:
"Mi perdoni, signor barone: ma se sono il suo contabile non può
pretendere che vada a sottrarre contanti dalla cassa di qualcun
altro!!!".
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E' morto Stalin. Temendo atti di
inconsulta venerazione e idolatria sfrenata, la dirigenza del PCUS
decide di dargli sepoltura fuori dall'URSS, possibilmente il più lontano
possibile. Il primo contattato mediante cablo è Churchill, cui viene
chiesto di trovare un posto alla salma, eventualmente nell'abbazia di
Westminster. Lo statista inglese risponde freddamente che Westminster è
al completo. Si tenta allora con Roosevelt. Il presidente statunitense
però comunica che nel cimitero di Arlington possono essere sepolti solo
americani. Rimane solo Israele. Così parte un telegramma a Ben Gurion.
Risposta: "Posto disponibile stop Premuro però ricordarvi qui di
resurrezioni est già stata una la quale est sufficiente stop"!
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L'ebreo polacco all'ebreo tedesco:
"Sì, però è chiaro che voi tedeschi siete tutti tonti, e ora te lo
dimostro". I due entrano nel negozio di un ebreo tedesco. Il
polacco chiede una scatola di fiammiferi. Avutala, scuote il capo:
"E' che veramente cercavo fiammiferi con la testa dalla parte
opposta". E il negoziante: "Mi spiace davvero, ma di quelli
non ne tengo...". Usciti i due dal negozio, l'ebreo polacco dice
tutto trionfante: "Lo vedi? Avevo ragione io!". E l'ebreo
tedesco: "Ma che c'entra? Quel brav'uomo semplicemente non aveva il
tipo di fiammiferi che volevi tu!!!".
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Yankele un giorno si reca in visita
da Moishele e vede alla parete della casa dell'amico un certo dipinto.
Gli piace, e detto fatto: "Moishele, è davvero bello questo quadro.
Mi piacerebbe averlo, me lo vendi?". E Moishele: "Ma sai, l'ho
comprato da poco, mia moglie ci tiene, e poi guarda che l'ho pagato
centocinquanta dollari". Yankele insiste: "Senti, offro
duecento dollari". Moishele accetta: "Va bene, prendilo
pure". Così Yankele se ne va col quadro. Appena la moglie di
Moishele lo viene a sapere s'imbestialisce: "Stupido che sei, se
quello lì ti ha offerto cinquanta dollari in più chissà che valore ha
quel quadro!". Moishele si rende conto che la moglie non ha torto,
così si reca da Yankele e gli comunica: "Sai, mia moglie mi ha
fatto una scenata, rivuole il quadro, te lo dicevo che ci tiene". E
Yankele: "Capisco, il fatto è che ora anche mia moglie ci s'è
affezionata...". Moishele offre: "Ti do 250 dollari, ci
stai?". L'altro replica: "Quand'è così, prendilo pure".
Quando Moishele se n'è andato col dipinto, rincasa la moglie di Yankele
e chiede del quadro. "Sai," spiega Yankele: "Moishele lo
rivoleva, gliel'ho dato e ci ho pure guadagnato un cinquanta".
"Cretino!" esclama la moglie. "Magari quel quadro vale
una fortuna e te lo sei fatto soffiare. Recuperalo subito!". E così
via. Yankele a Moishele: "Ti do trecento". Moishele a Yankele:
"Ti do quattrocento". "Cinquecento".
"Seicento". Gira e rigira, i due amici arrivano ai duemila
dollari. E qui accade un fatto nuovo: Moishele ha per l'ennesima volta
ricomprato il quadro da Yankele e se lo sta riportando a casa sua,
quando un tizio per strada scorge il dipinto e lo interpella:
"Scusi, questo quadro, sa, è bellissimo. Me lo vuole
vendere?". Moishele obietta: "Non posso, vede, mi è costato
caro: ben duemila dollari". L'altro non demorde: "Gliene posso
dare tremila in contanti, sull'unghia". Inutile dire che Moishele
accetta. Così quando Yankele si ripresenta da lui per ricomprare il
quadro, non lo trova più ed esclama: "Ma come, dov'è il quadro? Te
lo voglio ricomprare, ti faccio un'offerta cui non potrai dire di
no". Moishele spiega: "Mi spiace, non ce l'ho. Me lo portavo a
casa, un signore l'ha visto e mi ha offerto un tremila. Visto che
affarone che ho fatto? Non per vantarmi, ma da buon ebreo ho il senso
degli affari...". E Yankele, disperato: "Ma pezzo di
disgraziato, che specie di ebreo credi di essere? Sei solo un
deficiente! Vendi il quadro proprio quando noi due stavamo guadagnandoci
su così bene!!!".
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Un rabbino ha tra le mani un libro
filonazista e, sorprendentemente, se ne mostra entusiasta: "Questo
libro ha del prodigioso, veramente!". I presenti sono molto
stupiti: "Rabbino, cosa trovi di tanto prodigioso in questo
libro?". E il rabbino, sorridendo: "Vedete, sapevo che dagli
stracci si ricava la carta, ma ancora ignoravo che la carta può essere
riportata al suo stato primigenio, che può cioè tornare ad essere un
volgare straccio. E questo libro ne è un esempio... E ciò non è un
prodigio?!?".
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Negozio di abbigliamento. Si presenta
una mamma ebrea che chiede una bella cravatta per il figlio (peraltro
quarantenne) che le è al seguito. Esaminati alcuni articoli, la mamma fa
la sua scelta (il figlio sa che in presenza della mamma è inutile aprir
bocca) e chiede il prezzo. Il negoziante risponde: "Venticinque
dollari". "Benissimo, la prendo" risponde la mamma
(notiamo qui l'uso del singolare). Usciti dal negozio, il figlio trova
la forza di farsi vivo: "Ma mamma, come hai potuto? Venticinque
dollari così, senza fiatare e senza un minimo di contrattazione? Non è
da te, di solito tu sei sempre attentissima ai prezzi...". E la
mamma, sorridente: "Semplice! Quel negoziante m'è stato subito
antipatico e gli ho dato una lezione: ho pagato senza fiatare né
contrattare perché così passerà la notte a mangiarsi le mani pensando
che mi avrebbe potuto chiedere almeno trenta o trentadue
dollari!!!".
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Il vecchio Giacobbe è ricoverato in un
ospedale cattolico. Arriva la suora perché siccome la sua scheda è
incompleta gli deve chiedere a chi va mandata la parcella. "Vede,
mi è rimasta una sola parente," spiega triste Giacobbe: "Una
vecchia zitella che poi s'è convertita, s'è fatta persino suora..."
(non un gran tatto, in effetti). La suora ribatte, seccamente: "Un
momento, per favore. Le faccio presente che noi suore non siamo vecchie
zitelle. Siamo spose di Gesù nostro Signore!". E Giacobbe,
illuminandosi: "Davvero? Benissimo, allora facciamo così... la
parcella la mandi a mio cognato!!!".
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Chajim Polanski è arrivato da poco
negli USA dal suo sperduto villaggio in Polonia. Un giorno, sul tram,
vede un nero che sta leggendo un giornale scritto in yiddish. Si
avvicina e gli sussurra con la massima discrezione: "Scusi, mi può
togliere una curiosità? Lei per caso è ebreo?". E l'altro,
risentito: "Certo che no, per carità: mi ci mancherebbe solo
quello!...".
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La signora Rosenfeld va a comprare il
pane. "Quanto vengono queste pagnottine dolci?" indaga.
"Venticinque", risponde il panettiere. "Venticinque?!? Ma
lo sa che il panettiere a un isolato da qui le mette a ventidue?".
"Scusi, signora, ma allora perché non va a comprarle da
lui?". "Il fatto è che lui le ha finite".
"Vede, signora, anch'io le metterei a ventidue se le avessi
finite..!".
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Yankele: "Sono fiero di essere
ebreo!". Moishele: "E perché?". Yankele: "Perché
tanto anche se non fossi fiero sarei ebreo lo stesso..!".
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Yankele e Moishele vorrebbero dire la
preghiera della sera, ma sono soli. Ad un certo punto Yankele propone:
"Proviamo a fare i conti in questo modo: io e te siamo due. Tu ed
io siamo due. E fa quattro. Poi, io per conto mio e tu per conto tuo, e
sono altri due: sei. Ora tu fai lo stesso conto che ho appena fatto, e così
saremo in dodici...". E Moishele, prontamente: "Ma allora,
possiamo anche andarcene e lasciare che se la sbrighino quegli altri
dieci!!!".
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Il pio Giacobbe parla ad un amico
delle virtù del suo venerabile Rabbino: "Sai, Abramo, il nostro Rabbino
è veramente un santo. Ha raggiunto un tale livello spirituale da essere
in grado di vivere praticamente digiunando. Si nutre, assai frugalmente,
solo di "Shabbat" ed in occasione delle feste
comandate...". E Abramo: "Giacobbe, mi spiace dirtelo, ma
sei un ingenuo. Proprio ieri l'ho visto al ristorante all'angolo mentre
mangiava a crepapelle". Ma Giacobbe non si lascia scoraggiare:
"Abramo, spiace a me dirtelo: l'ingenuo sei tu perché ti sei
fermato alle apparenze. Se mi avessi lasciato terminare, ti avrei
parlato dell'estrema umiltà del nostro Rabbino. E' così umile che, per
non ostentare al mondo il suo digiunare, fa sempre finta di
mangiare!".
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Abramo Rabinovich, emigrato negli
Stati Uniti, decide di fare il grande passo: prenderà un cognome yankee,
per il resto dei suoi giorni si chiamerà Smith. Così si reca all'ufficio
preposto e, dopo la solita trafila burocratica, diventa Abramo Smith.
Passa una settimana e il neo-Smith si ripresenta allo stesso ufficio.
Spiega all'impiegato esterrefatto che vuole cambiare nuovamente cognome,
ora vuole chiamarsi Brown. Ora bisogna precisare che il nostro uomo
presenta tratti somatici indiscutibilmente ebraici, specialmente un
grosso naso. L'impiegato chiede ad Abramo perché vuole di nuovo cambiare
cognome, e lui ammette: "Vede, mi capita una cosa assai seccante.
Quando mi presento come Smith, tutti sogghignano e mi chiedono: 'Ah già,
Smith. E prima come si chiamava?'. Ed è per questo che sono qui: in
questo modo mi chiederanno come mi chiamavo prima di chiamarmi Brown, e
io potrò metterli a tacere dicendo che mi chiamavo Smith!!!".
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Un commerciante molto stimato nel
circondario è ormai vecchio, decide di ritirarsi ma prima vuole
spiegare al figlio, suo necessario successore, le regole fondamentali per
riuscire negli affari. "Vedi, figliolo," esordisce: "i
princìpi essenziali sono due: l'onestà e la saggezza. L'onestà è
importantissima. Per esempio, se prometti ad un cliente di consegnargli
la merce il giorno tale, devi mantenere la promessa a qualsiasi costo,
non importa quanto tu debba faticare per farlo. La parola data... è
essenziale". "Ho capito, babbo," dice il giovinotto:
"questa era l'onestà. E la saggezza?". E il padre, calmo:
"Be', la saggezza... sta innanzitutto nel non promettere mai niente!!!".
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Yankele a Moishele, sulla porta di
casa: "Ho meditato a lungo sul passo della Bibbia dove sta scritto
che Iddio protegge gli sprovveduti. Voglio fare una prova. Tu, Moishele,
stai qui fuori dalla porta e aspettami". E Yankele entra in casa.
Dopo un paio di minuti, si affaccia da una finestra del terzo piano,
sale sul davanzale e si getta di sotto. Inutile dire che si rompe le
gambe. Moishele: "Ma che hai combinato?!?". E Yankele:
"Aiutami, Moishele, chiama subito qualcuno... Sai, io ho sempre
saputo di non essere un imbecille, ma non avrei mai creduto di essere
così intelligente!!!".
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Il Primo ministro israeliano è ospite
del Presidente degli USA alla Casa Bianca. Il Presidente, per onorarlo, gli
fa dono di una splendida Buick nuova fiammante. L'israeliano,
imbarazzato, spiega con garbo al Presidente che nella sua posizione non
può accettare regali personali di tale valore. "Facciamo
così," propone il Presidente: "mi dia mezzo dollaro e mi considererò
rimborsato. Il Premier accetta, si fruga nelle tasche e tira fuori un
dollaro. "Perbacco," fa il Presidente: "non ho da darle
il resto...". E l'altro, sorridendo: "Non importa... mi
accontenterò di un'altra Buick!".
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Il predicatore all'assemblea:
"Signore e signori, sapete su cosa verterà la mia predica di
oggi?". L'assemblea: "No, non lo sappiamo". Il
predicatore: "Bene, visto che comunque non lo sapete, è meglio che
continuiate a non saperlo". E il predicatore si toglie lo scialle
tradizionale, scende dal pulpito e se ne va. La settimana successiva, il
predicatore chiede all'assemblea: "Signore e signori, sapete su
cosa verterà la mia predica di oggi?". Il pubblico stavolta non ci
casca: "Sì, sì, lo sappiamo". Il predicatore: "Benissimo:
visto che lo sapete, non occorre che io ve lo ripeta!". E il
predicatore si toglie lo scialle tradizionale, scende dal pulpito e se
ne va. La settimana successiva, il predicatore chiede all'assemblea:
"Signore e signori, sapete su cosa verterà la mia predica di oggi?".
Metà dell'assemblea risponde: "No, non lo sappiamo" e l'altra
metà esclama "Sì, sì, lo sappiamo". E il predicatore:
"Bene, allora chiedo a quelli che lo sanno di essere così gentili
da riferirlo a quelli che non lo sanno!!!". E il predicatore si
toglie lo scialle tradizionale, scende dal pulpito e se ne va.
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Il povero sarto Yankele è assai abile
a confezionare abiti di ogni foggia. Eppure circola sempre con addosso
veri e propri stracci. Un giorno un suo cliente, uno ricco, gli chiede:
"Ma Yankele, ti fai cattiva pubblicità andando in giro conciato in
quel modo! Riparati i vestiti!". E Yankele: "Sapessi, Reb Yid!
Sono così povero, ma così povero, che non me lo posso permettere: devo
badare piuttosto ai lavori che mi garantiscono un minimo di guadagno,
non ce la faccio a lavorare per me stesso...". Il ricco stabilisce
generosamente: "Facciamo così, Yankele: il guadagno te lo offro io,
eccoti due rubli. Così potrai vestirti decentemente". Passano due
settimane, e i due s'incontrano nuovamente. Ma il sarto è conciato
ancora malamente quanto la volta precedente, se non peggio. Il ricco
sbotta: "Yankele, ma che fai? Non dovevi sistemare i tuoi stracci?
Io ti avevo dato ben due rubli!". Yankele, con grande calma,
replica: "Reb Yid, hai tutte le ragioni. Il fatto è che ho guardato
attentamente i miei vestiti, ed è verissimo, sono in uno stato
pietoso... e ho concluso che se li riparassi per due soli rubli
certamente ci perderei!!!".
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Il fisco sta indagando sul signor
David Rubinstein (o Silvio Berlusconi) che in pochi anni, da emergente
che era, è diventato un magnate dell'edilizia. "Signor Rubinstein,
ma ci spiega come è stato possibile?" gli chiede l'ispettore.
"E' semplice e lineare", comincia l'inquisito. "Poco meno
di nove anni fa ho fatto un sogno. Un angelo mi diceva di scavare sotto
un albero che sta nel mio giardino, perché vi avrei trovato un tesoro.
Al mio risveglio, andai e scavai dove indicato nel sogno. Ed ecco, lì
c'era un ricco tesoro!". L'ispettore sogghigna: "Facciamo che
io le creda, ma quali prove ha a conferma di quanto lei mi dice?".
"Le prove?" esclama Rubinstein. "E tutti quei palazzi che
anche lei vede tutti i giorni, non sono prove?!?".
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Due anziani signori siedono al parco
su una panchina. Ad un tratto scorgono un bambino a spasso con la sua
tata. E' un bambino biondo, bellissimo e molto elegante, vestito in
perfetto stile all'inglese. Uno dice all'altro: "Visto quel bambino
laggiù? Chissà chi è...". "Ma come, non lo riconosci? E' il
più piccolo dei Rothschild!". E il primo, scotendo la testa,
sospira: "Ah!... Così giovane e già ebreo!!!".
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Ernst Lubitsch pronunziò un giorno la
maledizione ebraica più terribile che si conoscesse: "Vi auguro di
essere pieni di soldi... e di essere gli unici della vostra famiglia ad
averne!".
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Un ebreo entra in una gioielleria per
acquistare un bell'oggetto, per un regalo. Ha già messo gli occhi su un
prezioso crocifisso in argento, ne chiede il prezzo. "Sì, caro
signore, un oggetto artistico di ottima fattura" conferma il
gioielliere. "Non è certo economico, ma vale pienamente i
duemila dollari che costa". L'ebreo ponza, poi chiede:
"E se ne volessi uno senza l'acrobata?".
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"Rabbino, è meglio avere sei
figlie o seimila dollari?". "Senza alcun dubbio, sei figlie.
Se avessi seimila dollari, sarei preso dall'avidità e non me li farei
bastare. Meglio occupare lo spirito con altre cose, non col danaro. Non
avrò mai seimila dollari, inoltre. Quindi è bene che non li brami
vanamente. Infine, sono molto meglio le sei figlie perché... io ne ho
dieci!!!".
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Un ricco ebreo americano vuole donare
una grossa cifra all'Università di Gerusalemme, così facendo iscrivere
il suo nome nella lista dei benefattori che si trova sulla lapide
preposta. Gli viene naturalmente organizzata un'accoglienza con tutti
gli onori, una guida personale lo scorta in visita a qualunque luogo
egli voglia visitare. Ad un certo punto, il magnate esprime un
desiderio: vuole visitare la tomba del Milite ignoto. Solo che in
Israele non esiste la tomba del Milite ignoto! Si decide allora di non
deluderlo, per non mettere a rischio la donazione. Lo conducono in un
cimitero militare e gli mostrano una sobria lapide su cui sta inciso:
"Nataniele Castro 1915 - 1948". Il ricco, esterrefatto, chiede
all'accompagnatore: "Ma come fa questa ad essere la tomba del
Milite ignoto? C'è tanto di nome sulla lapide...". E la guida, con
grande prontezza: "Vede, come panettiere era molto conosciuto... ma
come soldato nessuno ha mai saputo chi fosse!!!".
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Due ex compagni di scuola s'incontrano.
Uno è diventato Parroco, l'altro Rabbino. Discutono volentieri dei
vecchi tempi, e ad un certo punto si trovano a parlare dei loro problemi
economici. "Certo la vita è dura," commenta il rabbino.
"Mi dicono che anche i sacerdoti non se la cavano molto bene di
questi tempi". "Guarda, a volte non riesco a mettere da parte
il pranzo con la cena. Ma ho deciso, ogni tanto, di concedermi un
peccatuccio". "Sarebbe a dire?" indaga il rabbino.
"Dunque, saprai certamente che è moralmente giusto che la comunità
aiuti i propri sacerdoti. E io ho studiato un modo per 'farmi aiutare'
almeno un poco. Una volta al mese mi reco in un ristorante di quelli di
lusso, mi siedo e ordino un menu coi fiocchi, piatti da ricchi visto che
i poveri lavoratori in quei locali nemmeno potrebbero entrare. Mangio
con molta calma, in modo di terminare poco prima che il primo turno di
camerieri se n'è andato a casa. Mi portano il conto, e io con aria
sorpresa esclamo: 'Guardi che ho già pagato poco fa, ho regolato con il
suo collega'. Collega che - mi segui? - se n'è andato, quindi non
possono verificare. Ma nessuno oserebbe mettere in dubbio la parola di
un prete, così mi alzo e me ne vado tranquillamente e con la pancia
piena". "Molto ingegnoso," ammette il rabbino.
"Anzi," propone il prete: "proprio domani è il mio giorno
di ristorante, ti invito a pranzo". Detto fatto: l'indomani i due
si recano in uno dei migliori ristoranti della città, mangiano, bevono,
parlano e alla fine tutto è pronto per la sceneggiata. Siamo quasi all'ora
di chiusura, e un cameriere presenta il conto. Come da copione, il prete
esclama sorpreso: "Guardi che abbiamo già pagato poco fa, al suo
collega". "Già", aggiunge il rabbino, con espressione
severa: "e ancora non c'è stato portato il resto!!!".
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E' il cuore della notte. Due agenti
del KGB bussano insistentemente alla porta di Vladimir Gronstein. Il
malcapitato, tremando di paura, apre. "E' qui che vive Vladimir
Gronstein?" chiede uno dei due senza tanti preamboli.
"N-n-no," balbetta l'ometto. "E tu chi sei?" gli
urla in faccia l'altro agente. "Son... sono Vladimir Gron...
stein". La seconda spia lo afferra e lo schiaccia al muro,
intimandogli: "E ora, sporco ebreo, ci dici perché dicevi che non
vivi qui!". E Gronstein: "Ma... perché, voi lo... lo chiamate
vi... vivere, questo?!?".
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Yankele e Moishele si incontrano:
"Yankele, che piacere di vederti! A proposito, ti ricordi quei
soldi che ti ho prestato?". "Oh, certo, Moishele! Ti sarò
sempre grato, mi hai cavato da grossi impacci!". "Sì ma,
dimmi, quand'è che me li rendi?" insiste Moishele. E Yankele, con
un sospiro: "Scusa, come posso saperlo? Non sono mica un profeta,
io...".
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Metti tre Sionisti in una stanza ed
essi formeranno quattro partiti politici. (Levi Eshkol)
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Un ebreo circo'nciso è la persona più
tagliata per fare il clown.
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Se pregare servisse a qualcosa,
ingaggerebbero gente per pregare a pagamento. (Proverbio Hiddish)
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"Rabbino, sono disperato, vorrei
morire!". E il Rabbino: "Morire non è una soluzione...".
"Rabbino, ma allora bisogna vivere per forza?". "Vivere
non è una soluzione..." risponde il Rabbino. "Ma allora,
Rabbino, qual è la soluzione?". "E chi ha mai detto che esiste
una soluzione?!?!??"
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Il piccolo Beniamino rientra da
scuola e annunzia eccitato al padre: "Sai, babbo, oggi è venuto a
trovarci il parroco e ci ha parlato della Trinità!". E il padre,
con severità: "Non ci cascare, figliolo, è la solita trappola dei
cristiani per fare proseliti! Sai bene che noi ebrei abbiamo un solo ed
unico Dio... e per l'appunto la nostra famiglia non ci crede!!!".
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La giovane Sara presenta ai genitori
il giovincello che desidera sposarla. Il padre gli fa le classiche
domande: "Ebbene, ragazzo mio, che fa nella vita?".
"Studio alla scuola rabbinica, ma sono quasi alla fine".
"Bene. Ma mi dica, come conta di mantenere la famiglia che
formerete?". "Sono certo che Dio mi aiuterà". "Già,
già. Ma sapete già dove stabilirvi dopo le nozze?". "Abbiamo
fede. Dio ci verrà in aiuto". "Molto bene, molto bene..."
sta esultando il futuro suocero, quando sua moglie lo tira per la manica
e, portatolo da parte, gli sussurra: "Caro, non ti pare che questo
giovinotto non abbia né arte né parte? Dovremmo dissuadere la nostra
Sara dal fare questo passo". Ma lui, giovialmente, ribatte:
"Non dire sciocchezze! Per una volta che trovo uno che mi crede
Dio...!!!".
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Il ladruncolo Isacco Levi viene
pizzicato per la quarta volta in sei mesi. Il giudice lo squadra
severamente ed esclama: "Ma non si vergogna? E' la quarta volta in sei
mesi che la vedo: quando è troppo è troppo!". E Isacco,
prontamente: "Signor giudice, non è gentile da parte sua parlarmi
così. Anch'io la vedo per la quarta volta in sei mesi... e certamente
non gliene farei mai una colpa!!!".
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Durante il nazismo. Un ebreo riparato
all'estero: "Però sia chiaro che nel mio lavoro in Germania avrei
preferito di gran lunga avere come clienti mille tedeschi piuttosto che
un ebreo!". Gli domandano: "E che lavoro facevi?".
"Il becchino...".
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"Camerata, devi essere pronto ad
ogni evenienza. Supponi che un branco di porci rossi abbiano gettato nel
fiume il nostro Segretario. Che cosa gli getti per salvarlo?".
"Uh... Un'ancora, camerata!". A parti invertite:
"Compagno, supponi che tu passeggi sul ponte e vedi il Segretario del
partito fascista che sta per annegare nel fiume. Sai come fare per
salvargli la vita?". "Uh... Veramente no, compagno...".
"Benissimo compagno, continua così!!!".
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Un ebreo torna al villaggio dopo un lungo
soggiorno a Varsavia e non vede l'ora di raccontare a tutti le
meraviglie che ha visto nella grande città: "Sapeste che luogo
straordinario! C'è gente di ogni tipo. Pensate che ho conosciuto un
ebreo grande esperto del Talmud, capace di citarne interi passi a
memoria. E ho incontrato un ebreo comunista, un idealista senza
speranza. E poi un ebreo proprietario di un negozio enorme dove lavorano
cinquanta commessi, e che vive in una villa sontuosa con quantità di
domestici. Ho incontrato anche un ebreo ateo, uno di quelli che non
credono assolutamente in nulla...". I suoi amici lo interrompono:
"Scusa, ma che ci sarebbe di così straordinario? Varsavia è una
città immensa e ci saranno almeno un milione di ebrei: è normale che tu
abbia incontrato ebrei di ogni specie!". E l'altro: "Guardate
che non avete capito... Stavo parlando sempre della stessa
persona!".
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Yankele: "Sai, Moishele, ho
capito che sono un ottimista". Moishele: "Ma come? Ti dichiari
ottimista e te ne vai in giro con un'aria così abbattuta e
desolata?". Yankele: "Scusa Moishele, ma tu credi sia tanto
facile essere ottimista di questi tempi?!?!?".
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Il proprietario di un negozio di
scarpe a Parigi ha appena assunto un nuovo venditore, il giovane Isacco,
e lo sorveglia con discrezione nel primo giorno di lavoro. Naturalmente
gli ha ben spiegato la regola principale: non si fa credito a nessuno,
solo pagamenti in contanti. Manco a farlo apposta, il primo cliente che
il giovanotto prende in cura sceglie un paio di scarpe e si accorge di
non avere abbastanza danari con sé. "Sono costernato," si
scusa l'acquirente. "Ero convinto di essere uscito con più soldi.
Non potrei darle cento franchi e portarle il resto domani?". Il
giovane Isacco sorride con la massima cordialità: "Non si
preoccupi, non ci sono problemi! Noi veniamo sempre incontro ai nostri
clienti perché il cliente viene prima di tutto: è il nostro
motto!". Il cliente se ne va tranquillamente. Inutile dire che il
proprietario del negozio, il quale ha sentito tutto, è letteralmente
furibondo. Si precipita dal nuovo commesso e letteralmente lo
aggredisce: "Ma sei impazzito o sei scemo? Ti sei già dimenticato
quello che ti avevo detto per prima cosa stamattina? Ora ti sei fatto
fregare come un allocco: quell'uomo lì di certo non lo rivedremo più, e
diciamo pure addio ai soldi!". Ma Isacco, sorridendo, replica:
"Si tranquillizzi, signor Dupont! Sono certissimo che tornerà: gli
ho dato due scarpe destre!!!".
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Mendel, lo "schnorrer" del
villaggio, bussa alla porta del banchiere Shimon per chiedergli
l'elemosina. Il banchiere è alquanto mal disposto: "Non ti do
proprio niente: mi basta già di dover mantenere quel fannullone di mio
fratello". "Ma che stai dicendo?" protesta Mendel:
"Lo sanno tutti che tuo fratello si lamenta in continuazione perché
non gli dai mai nemmeno un soldo!". "Appunto," conclude
Shimon: "proprio tu mi chiedi dei danari quando sai bene che non li
do nemmeno a mio fratello?!?!?".
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Quali parole un figlio ebreo, dovendo
rientrare precipitosamente dalla vacanze, deve mettere nel telegramma
che invia a sua madre? "COMINCIA A INQUIETARTI. STOP. SEGUONO
DETTAGLI. STOP".
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Un tizio si rivolge al suo vecchio
amico Abramo per chiedergli in prestito il suo cavallo per una
mattinata. Sennonché Abramo, molto gentilmente, gli spiega:
"Guarda, te l'avrei prestato volentieri: ma vedi, stamane proprio
prima che tu arrivassi l'ha preso mio fratello". In quel preciso
istante si ode un potente nitrito provenire dalla stalla. L'amico guarda
Abramo con aria interrogativa. Ma Abramo non ci sta: "Be', che hai
da guardarmi così? Guarda, se credi più alla parola di un cavallo che
non alla mia, allora non venirmi a chiedere più niente!!!".
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Henry ha appena mollato uno sberlone
a Geremia. Geremia, adirato: "Henry, stai a sentire, ma scherzi o
lo hai fatto sul serio?". E Henry, a pié fermo e muso duro:
"Ma sul serio, che diamine!". "Meno male," conclude
Geremia: "infatti certi scherzi non mi piacciono proprio!"
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Isacco e Nataniele s'incontrano dopo
tanto tempo di lontananza. A Isacco ne sono successe di tutti i colori,
e il poveretto sfoga il suo sconforto con l'amico che tenta di
consolarlo: "Coraggio Isacco, coraggio! Non devi drammatizzare,
nella vita nulla è tanto grave quanto sembra. Ne sono sicuro, poteva
andare molto peggio di così". "Molto peggio di così? E
come?". "Be', tutte quelle disgrazie potevano capitare a
me...".
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Yankele e Moishele si trovano
entrambi in ospedale per un'acuta sciatalgia. Sono stati prescritti loro
dei massaggi, ed eccoli, fianco a fianco, sotto le mani di due energici
fisioterapisti. I terapisti non sono certo delicati. Il povero Moishele
ulula letteralmente dal dolore, ma Yankele sopporta le manipolazioni
tranquillo, in quello che sembra un mistico e rassegnato silenzio. Terminata
la seduta, Moishele si rivolge all'amico: "Yankele, mi hai
veramente stupito. Come hai fatto a resistere senza fiatare ad un
tormento così potente?". E Yankele: "Mio caro Moishele, non
sono mica scemo! Credi che metta sotto le mani di energumeni simili
proprio la gamba malata?!?!?".
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Un rabbino torna a casa d'improvviso
un pomeriggio per prendere alcuni documenti dimenticati. Sennonché
scopre la moglie a letto con un altro uomo. "Rebecca!" esclama
inorridito. "Dovresti vergognarti! Non lo sai? Si comincia così...
e si finisce col fumare di sabato!!!".
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Isacco Klein passeggia con la moglie,
una sera, e i due non si avvedono di essere entrati in una zona
pericolosa. Ad un tratto, una voce minacciosa intima: "Mani in
alto, o la borsa o la vita!". Il signor Klein esclama: "Si
calmi, giovanotto, farò quello che vuole... le dò mia moglie: è tutta la
mia vita!!!".
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Dopo la Guerra dei sei giorni, il
presidente Nixon chiede a Golda Meir uno scambio: il generale Dayan
contro due generali a sua scelta. "D'accordo", gli fa
rispondere Golda Meir: "in cambio del generale Dayan voi ci darete
General Motors e General Electric!!!".
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Secondo la tradizione biblica, si
crede che Mosé fosse balbuziente. Questo spiegherebbe molte cose, tra
cui questa. Un giorno, Dio chiese a Mosé se avesse qualche preferenza
sulla Terra Promessa che gli sarebbe più piaciuta. Mosé, dopo una
profonda riflessione, finalmente decise: "Ca... Ca... Ca...".
Il Padreterno, sempre disponibile, commentò: "Vuoi dire Canaan [l'odierna
Palestina, NdTrascr], vero? Ebbene, lodo la tua umiltà: hai scelto un
territorio desertico e pietroso. Ebbene, ti accontento!". E fu solo
dopo che Dio si fu allontanato che il povero Mosé riuscì a completare
quanto stava faticosamente cercando di dirGli: "Ca... Ca... Cali...
lifornia!!!".
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Il medico: "Eccole la ricetta
per le sue emicranie, signor Abramovski. Ma mi tolga una curiosità:
perché ha continuato per tutta la visita a dire 'la mia testa, la mia
testa'... sempre due volte?". Il paziente: "Ma come, dottore,
non lo sa? Tutti gli ebrei dicono sempre così, due volte. Vede, tutti
gli ebrei hanno una testa francese e una testa ebraica, oppure una testa
tedesca e una testa ebraica, o anche una testa russa e una testa
ebraica...".
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Siamo in Polonia, un secolo fa. Una
donna ebrea riceve da un suo creditore un pagamento in natura: in luogo
di denaro, un pavone. Uno strano animale che non aveva mai neppure visto
in vita sua. Sconcertata, la donna, che è anche una buona ebrea, si reca
dal suo rabbino per sapere se il pavone sia o non sia "kasher"
(ammissibile per gli ebrei, NdTrascr). Il rabbino, dopo una breve
meditazione, le risponde: "Mio padre, che era un grande rabbino, ha
sempre sostenuto che il pavone non è kasher". "E allora cosa posso
farmene?", chiede la donna. Il rabbino la rassicura:
"Portamelo e lascialo qui, lo terrò nel mio cortile e lo potrai
vedere tutte le volte che vorrai". Così il pavone trasloca nell'aja
del rabbino. La donna, nel frattempo, gli si è affezionata: lo va a
trovare, lo ammira quando fa la ruota e gli porta regolarmente pane
secco e mangime. Sennonché, qualche mese dopo, il pavone sparisce. La
donna, angosciata, si precipita dal rabbino: "Rabbi, rabbi! Cosa è
successo al mio pavone?". "Non ti preoccupare, figliola,"
risponde il rabbino: "l'ho mangiato". "Mangiato?!? Come
sarebbe a dire? Avevi detto che tuo padre, che era un grande rabbino, ha
sempre sostenuto che il pavone non è kasher...". "E'
vero," ammette il rabbino: "ma, sai, sulla questione del
pavone non mi sono mai trovato d'accordo con lui...".
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Durante la guerra del Kippur,
cinquecento egiziani stringono d'assedio un piccolo villaggio difeso da
un pugno di israeliani armati solo di qualche vecchio fucile.
Trafficando con una piccola ricetrasmittente, gli assediati riescono a
collegarsi con un giornalista di Tel Aviv che, saputa la situazione, si
preoccupa e chiede: "Ma come pensate di cavarvela?". "Dio
ci ha sempre aiutato, ci aiuterà anche questa volta". "Ma... e
se Egli fosse occupato altrove?". "In tal caso... be', ci vorrebbe
proprio un miracolo!".
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Quanti sionisti ci vogliono per
cambiare una lampadina? Quattro: uno sta a casa e convince gli altri a
fare il lavoro; il secondo porge la lampadina e il terzo la avvita; il
quarto, infine, proclama solennemente che tutto il popolo ebraico
sostiene l'iniziativa.
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Premessa: esiste un cliché nelle
storielle ebraiche, ed è Chelm, che per antonomasia è il paese degli
scemi. Un tempo, a Chelm, si mangiava solo carne cruda. Un giorno una
fattoria prese fuoco e una mucca rimase intrappolata tra le fiamme,
perendo miseramente. Gli abitanti, per non vanificare la sua morte,
distribuirono tra tutti loro la carne della povera bestia ed ecco,
trovarono assai buona la carne cotta. E da allora, quando quelli di
Chelm vogliono mangiare della buona carne arrosto, incendiano una
fattoria.
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La scena si svolge a Chelm, il paese
degli scemi. Il forestiero: "Ma qui a Chelm sono mai nati grandi
personaggi?". L'abitante di Chelm: "Ma scherza? Qui da noi
nascono solo bambini piccoli!".
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Un ebreo riceve indietro dopo molto
tempo una padella che aveva prestato ad un amico, ma si accorge che e'
scheggiata. Allora chiama l'amico e gli dice: "Ti ricordi la
padella che ti avevo prestato? Beh, e' rotta. Dovrai comprarmene una
nuova...". E l'amico: "Cosa? Prima di tutto quando te l'ho
restituita era in perfette condizioni. Secondo: quando tu me l'hai data
era rotta. Terzo: io non ho mai preso in prestito la tua maledetta
padella!"
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Se Dio vivesse sulla terra, le
persone gli romperebbero le sue finestre. (If God lived on earth,
people would break his windows) (Proverbio ebreo)
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Un anziano rabbino va all'aeroporto
di Gerusalemme a prendere un bimbo di sei anni, suo unico parente
che viene dall'Ucraina e che non ha mai visto. Il bambino gli butta le braccia
al collo, e per prima cosa gli chiede di fargli fare un giro della
città. Felice di accontentarlo, il rabbino lo accompagna a vedere le
bellezze e gli angoli caratteristici della Città Santa. E' tutto un
susseguirsi di gridolini, di risa e di scherzi. Contento di aver rotto
così facilmente il ghiaccio, il rabbino prende il bimbo per un braccio e
gli dice: "La vedi quella palma? Quand'ero giovane, l'ho piantata
io!" E il bimbo: "Che bello Bravo, nonno, bravissimo!".
Ringalluzzito, dopo un po' il vecchio dice al bimbo: "Lo vedi quel
muretto? Quand'ero giovane, l'ho tirato su io!". E il bimbo:
"Fantastico, nonno, eccezionale!". Allora il nonno mostra al
bimbo una palma frondosa, e dice con orgoglio: "Vedi questa palma?
Quand'ero giovane, l'ho piantata io!". "Che forte, nonno, sei
proprio una forza!". Dopo tutta una giornata a passeggio per
Gerusalemme, i due tornano a casa. Il bimbo, sbadigliando dalla
stanchezza, chiede al nonno "Nonnino, senti, ti posso fare
una domanda?". "Ma certo, tesoro caro, dimmi!" fa il
nonno, pieno di tenerezza. il bimbo: "Ma tu, quand'eri
giovane, facevi l'arabo?".
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Ti ringrazio, Signore, di non avermi
creato gentile... schiavo... o donna. (Preghiera del mattino degli ebrei
ortodossi)
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Un proverbio dice: "Due ebrei =
tre opinioni". (citato da Norbert Lieth)
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Una coppia decide di convertirsi
all'ebraismo e si rivolge ad un rabbino, il quale spiega loro varie
norme e alla fine chiede se hanno qualche domanda. L'uomo chiede: "E'
vero che uomini e donne non possono ballare insieme?". "E'
vero" dice il rabbino "Uomini e donne danzano
separatamente". "E cosi' non potro' ballare con mia
moglie?". "No". "Ok" prosegue l'uomo "E
per il sesso??". "Quello e' doveroso nel matrimonio!".
"E per le diverse posizioni?". "Non c'e'
problema...." risponde il rabbino. "La donna sopra??".
"Certo!". "A pecorina?". "Come no!!".
"In piedi?". "NO!" esclama il rabbino. "E
perche' no?" chiede l'uomo. "Potrebbe portarvi a
ballare..."
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Un gruppo di amici ebrei stanno
giocando a poker, quando uno di loro perde 1000 euro in una sola mano e
muore d'infarto sul colpo. Gli altri decidono allora di smettere di
giocare e di andare ad avvisare la moglie. Estraggono a sorte a chi
tocca e il malcapitato si trova con il compito di dare la triste notizia
alla vedova, con tatto e discrezione. Promette agli amici che sara' la
discrezione fatta a persona e va dalla ignara vedova. Arrivato da lei le
fa: "Sono venuto a dirle che suo marito ha appena perso 1000 euro e
che non osa tornare a casa...". Al che la donna urla:
"Cooooosa???? 1000 euro???? GLI DICA PURE CHE PUO' CONSIDERARSI
MORTO!!!". E lui: "Glielo dirò".
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Un vecchio ebreo deve essere
sottoposto ad una delicata operazione chirurgica. L'uomo insiste per
essere operato dal figlio, che - guarda caso - e' chirurgo. Appena prima
di ricevere l'anestesia, il vecchio chiede di parlare con il figlio.
"Dimmi pure, papa'". "Non essere nervoso, fai del tuo
meglio e ricorda: se qualcosa non andra' bene, tua madre verra' a vivere
con te e con tua moglie!".
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Il motivo per cui la carne di maiale
sia proibita dalla legge ebraica è tuttora poco chiaro e alcuni studiosi
ritengono che la Torah suggerisca semplicemente di non mangiarla in
taluni ristoranti. (Woody Allen in "Racconti hassidici, con guida
alla loro interpretazione scritta dal noto studioso")
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Cosa fanno due ebrei incazzati? I
rabbini.
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Un giovane ispettore delle imposte è
mandato un giorno alla Grande Sinagoga di Parigi per effettuare un controllo
fiscale. Impietosamente pone numerose domande al Rabbino Capo:
"Cosa ne fate dei resti delle candele e della cera?". "Le
rimandiamo al nostro fornitore che, una volta l'anno, ci offre un pacco
di candele". "E dei resti del pane, di tutti questi avanzi,
che ne fate?". In linea di massima la stessa cosa: le spediamo al
nostro panettiere e, una volta l'anno, lui ci fa un piccolo
regalo". Contrariato da queste pronte risposte, l'ispettore
aggiunge: "E dei resti delle circoncisioni? Di tutti questi piccoli
pezzi, cosa ne fate?". Tranquillo, il Rabbino Capo risponde:
"Come per tutte le altre cose, le raccogliamo e le inviamo al
Centro Nazionale delle Imposte e, una volta l' anno, loro ci inviano una
testa di cazzo" (Sovie)
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La vedova di un rabbino viene spinta
dalla comunità a risposarsi e le viene insistentemente proposto un
macellaio. La vedova non vuole sentire ragioni, perché il rabbino era un
intellettuale colto e sofisticato e il macellaio, benché sia un uomo
molto piacente, è tutt’altro che raffinato. Comunque la comunità fa
pressioni tali per cui la povera vedova è costretta a sposare il
macellaio. Il giorno delle nozze, entrando in casa, il macellaio le
dice: "Mio padre diceva sempre che appena entrati in casa bisogna
fare sesso". E così avviene. Dopo, viene loro fame, e decidono di
accendere una candela prima del pasto. Allora il macellaio dice:
"Mia madre diceva sempre che quando si accende una candela
bisogna fare sesso". E così avviene. Dopo pranzano e alla fine del
pranzo il macellaio dice : "Mia nonna diceva sempre che dopo pranzo
bisogna fare sesso". E così avviene. Più tardi si mettono a
guardare la Tv e il macellaio dice: "Mio nonno diceva sempre che
mentre si guarda la TV bisogna fare sesso”. E così avviene. Verso sera la
ex-vedova decide di scendere per qualche spesa e trova una vicina che le
chiede: "Come va con il nuovo marito?". E l’ex-vedova
risponde: “Ancora non so, ma viene da una famiglia che ha delle
abitudini stupende”.
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Quel che mi chiedo è: ma la razza
ebraica in che si differenzia dalla manta buddista o dalla torpedine
protestante? (Paolo Beneforti)
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"Cameriere, mi dia una porzione
di quel pesce in gelatina del carrello". "Signore, ma quello è
prosciutto!". Schmitz, infastidito: "Ho forse chiesto come si
chiama quel pesce?". (Ferruccio Folkel)
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Un piccolo rivenditore di frutta
ebreo a Vienna, è diventato il fornitore di un nobile decaduto. "E
allora, Shlojmele, - chiede l'aristocratico - oggi hai delle mele per
me?". Shlojme gli indica un cesto di belle mele tirolesi. "Credi
che un maiale assaggerebbe queste mele?" chiede sprezzante
l'aristocratico. "Ne provi una, eccellenza" risponde Shlolme.
(Ferruccio Folkel)
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Shmul ha subito un'operazione allo
stomaco in seguito alla quale il medico che lo ha operato gli prescrive una
dieta severa. Egli è disposto a seguirla, tuttavia non vorrebbe
rinunciare allo splendido cholent. Il medico è però inflessibile. Allora
Shmul va da un secondo medico, il quale si fa spiegare che cosa è lo
cholent, ma alla fine anche lui glielo proibisce. Shmul si reca allora
da Weiss, il medico di famiglia, e gli racconta le sue pene. Un ebreo
avrà un po’ di comprensione? "Mangia quanto cholent vuoi - gli dice
Weiss - Però stai attento, verrai sparato direttamente in cielo!".
(Ferruccio Folkel)
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Al ristorante annesso alla Borsa di
Francoforte è stato assunto un nuovo gestore che si chiama Katzenstein.
Dopo un po' scoppia sulla stampa uno scandalo: un giornalista è venuto a
sapere che Katzenstein gestisce il ristorante secondo criteri
rigidamente kasher. Il presidente della Borsa, Hochberg, convoca
Katzenstein e gli dice: "E' vero ciò di cui è accusato, signor
Katzensteìn?". "Si', è vero, signor presidente. Essendo io un
ebreo osservante non posso gestire una mensa trejfe!". "Ma
signor Katzenstein! I commensali sono quasi tutti battezzati. E se uno
ordina del prosciutto?". "Questo non è un problema, signor
Hochberg. Se uno mi ordina del prosciutto, io gli taglio alcune fettine
di petto di manzo affumicato kasher. Può interrogarli, ma tutti i signori
commensali sono d'accordo nell'affermare che mai hanno mangiato in altri
posti un prosciutto così buono". (Ferruccio Folkel)
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Nella vetrina di un ristorante kasher
sta appeso un quadro raffigurante Mosè. Entra Aaron Horowitz e vede il
cameriere con i capelli corti, la faccia perfettamente rasata e una
bella giacchetta bianca pulitissima. Diffidente Horowitz chiede:
"E’ davvero kasher, qui?". Il cameriere: "Certo, signore.
Del resto non vede appeso in vetrina il ritratto di Mosè?". Risponde
Horowitz: "Lo vedo sì. Ma francamente parlando, se fosse lei appeso
in vetrina e Mosè servisse a tavola, mi fiderei di più". (Ferruccio
Folkel)
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Portando con sé l'animale ancora
vivo, un ebreo vuoi sapere dal rabbino, al quale si rivolge, se il
pavone è un cibo kasher. "No - risponde il rabbino - mio padre che
era un santo oltreché un rabbino diceva che il pavone non è un cibo
kasher". E confisca il pavone. Poco tempo dopo l'ebreo viene a
sapere che il rabbino ha fatto con il suo pavone una bella cenetta in
famiglia. Infuriato, si reca a casa sua per rimproverarlo. "Non ti
arrabbiare, io l' ho mangiato soltanto in odio a mio padre che era sì un
uomo santo, e dunque diceva che il pavone non è un cibo kasher, ma anche
un padre terribile. Così ho voluto trasgredire la sua memoria".
(Ferruccio Folkel)
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"Signor rabbino - dice Shmuel -
sono venuto a confidarle una mia grave mancanza".
"Quale?". "Secondo la prescrizione del Signore, ho
trascurato di lavarmi le mani prima del pasto". "E come
mai?". "Dove mi trovavo non c'era un lavandino". "Ma
dove ti trovavi?". "In una trattoria". "Impossibile
che non ci fosse un lavandino". "Purtroppo, rabbi, quella
trattoria non era kasher. Erano tutte chiuse quelle kasher".
"Non dirlo!". "Si', era Yom Kippur, e dunque...".
"Disgraziato!" (Ferruccio Folkel)
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Un rabbino ricambia la cena a un suo
amico prete. "Che ne dici di questo pranzetto caratteristico,
tipicamente ostjuddisch?" "Ottimo davvero. La carpa farcita,
l'oca arrosto e anche il kugl erano squisiti". "Pensa poi che
questo vino rosso l'ho fatto venire dal Carmelo". "L'ho
notato, ma..." "Dimmi tutto". "Mi sembra un po'
battezzato". "Non sosterrai proprio tu che, essendo stato
battezzato, è meno buono". (Ferruccio Folkel)
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Un aristocratico magiaro molto liberale
aveva invitato a cena nel suo castello un celebre rabbino. Sapendo che
la sua religione gli proibiva di mangiare determinati cibi, gli aveva
fatto preparare piatti rituali ebraici. Accanto al rabbino sedeva il
vescovo di Debrecen . "Signor rabbino - intervenne a dire il
vescovo - quand’é che mangerà tutte le squisite pietanze che mangiamo
noi?". "Al suo pranzo di nozze, eccellenza". (Ferruccio
Folkel)
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Avrom va a casa di Ridel suo
principale a portargli i rendiconti del mese precedente e lo trova a
tavola che mangia prosciutto al forno e salsicce. "Caro Avramole,
siedi qui e mangia un po’ di questo prosciutto. E’ squisito".
"Mi scusi, signor Ridel, ma la mia religione me lo vieta".
"E' vero, per voi non è un cibo kasher". "E' così. E'
trejfe". "Allora prendi un bicchiere di vino". "Mi
perdoni, signor Ridel, la mia re1igione me lo vieta". "Perché
mai?". "Perché questo vino ungherese non è kasher".
"Dunque gli ebrei non prendono né cibi né bevande che non sono
kasher". "No, cioè sì, signor Ridel, talvolta succede".
"E quando?". "Quando siamo in pericolo di vita".
Paonazzo in faccia, Ridel, che ha preso da un cassetto una rivoltella,
la punta contro Avrom e urla: "Adesso bevi questo vino".
Spaventato, Avrom vuota il bicchiere che il suo datore di lavoro riempie
di nuovo. "Bevi anche questo, se no ti ammazzo". Avrom,
tremante, ubbidisce. Allora Ridel sedendosi tutto rilassato dice:
"Non te la sarai mica presa a male, Avramole, era uno scherzo,
no?". "Invece sì che me la sono presa a male".
"Perché mai?". "Perché non ha fatto lo stesso con quel
suo prosciutto al forno?". (Ferruccio Folkel)
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Leo Klein va in un ristorante e
ordina una cotoletta di maiale fritta alla viennese, di cui é ghiotto. Mentre
la sta gustando, gli si avvicina Isacco Blumenfeld che, con voce
sibilante di rabbia, gli dice: "Tu sai quanto ti costerà questo
cibo trejfe?". "Poco - gli risponde Leo Klein - soltanto una
corona e dieci pfennig". (Ferruccio Folkel)
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Un venerdì sera Itzig si trova a
Sighet, in Ungheria, da certi suoi parenti e viene trattenuto a cena. Ci
sono delle splendide carpe in gelatina. I parenti si informano:
"Cosa fa mamma Sosha?". "Morta" risponde Itzig e,
mentre le donne scoppiano in un pianto dirotto e gli uomini scuotono
costernati il capo, si serve un’enorme porzione di pesce. Viene poi
portata in tavola l'oca ripiena con contorno di gnocchi. "E cosa
combina il cugino Yossel?" chiedono ancora gli ospiti. «Annegato»
dice Itzig e, mentre si rinnovano i lamenti, spazza via l'oca, un
pezzo dopo l'altro. Alla fine viene servita una splendida torta di mele,
bella e croccante. "Come va la suocera di Yossel?" chiedono le
signore. "E’ dipartita per gli acciacchi dell’età" sostiene Itzig.
Questa volta però viene contraddetto. "Non può essere - sostiene un
altro ospite - l’ho vista due giorni fa". "Può darsi - ammette
tranquillamente Itgiz - finché si mangia per me sono tutti
morti...". (Ferruccio Folkel)
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Gionata e Samuele, due vecchi
shnorrer, entrano in un caffe di Leopoli affollato di mercanti che
proprio quel giorno hanno fatto grossi affari alla fiera. «Senti,
Samuelino» dice Gionata «prendiamo qualcosa?» «A chi?» (Ferruccio
Folkel)
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Quando un ebreo povero mangia un
pollo, uno dei due è gravemente malato. (Moni Ovadia)
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Ah già... noi siamo il popolo
eletto... beh, Signore... ogni tanto, eleggiti qualcun altro! (Moni
Ovadia)
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"Rabbino, rabbino, aiuto! Mia
moglie non vuole prendere precauzioni" si lamenta lo shlimazl.
"Come faccio io? Sono disperato. Ho già dieci figli! Come faccio a
mantenere tutti questi disgraziati? Lavoro come un somaro. Possibile che
abbiamo una Torah in cui si dice che c'e' una risposta a tutto e invece
ci manca proprio un anticoncezionale per l'uomo? Come è possibile questo
rabbino ?". "Come non abbiamo un anticoncezionale per il uomo?
- esclama il rabbino - Non ce l'abbiamo noi? Chi te l'ha detta questa
sciocchezza? Tutto c'e' scritto nella nostra Torah! Noi abbiamo un
anticoncezionale... il migliore... una limonata! ". "Una
limonata? Davvero una limonata? E quando devo prenderla? Prima di... o
dopo di...?". "Invece di... ". (da L'ebreo che ride)
(Moni Ovadia)
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Shmul Kirshgortner è furente per il
mancato pagamento dell'ultima partita di merce inviata sei mesi prima al
suo cliente ed amico Mordkhe Meirson. Chiama il suo segretario e gli
chiede di scrivere un duro telegramma di sollecito . Il segretario
prepara il telegramma: "Gentile signor Meirson, aspettiamo da sei
mesi il pagamento delle nostre spettanze. Se lei non salderà il suo
debito entro due giorni dalla presente, noi adiremo le vie legali!
Cordiali saluti. Shmul Kirshgortner & Partners". Shmul
Kirshgortner legge il telegramma e dice al segretario: "Lei non ha
esperienza, caro giovanotto. Tutte queste parole a cosa servono ? Lasci,
scrivo io il telegramma". Prende un nuovo modulo e vi scrive:
"'Nu???". Tre giorni dopo arriva la risposta di Mordkhe
Meirson: "Nu, nu! ! ! ". (da L'ebreo che ride) (Moni Ovadia)
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Shloimele e Duvidl, due studenti di
yeshivà, sono accaniti fumatori, sanno che questo loro vizio è guardato
con sospetto, ma la voglia di fumare non li lascia mai. Decidono allora
di chiedere al rabbino come comportarsi al riguardo. Va, a nome di tutti
e due, Shloimele: "Rabbino, rabbino". "Dimmi Shloimele
caro, cosa c'e'?". "Rabbino io ti volevo domandare... quando
si studia il Toyre, si può fumare?". "Cosa ti viene in mente,
razza di vizioso che sei? Quando si studia, si studia e basta!".
Con la coda fra le gambe, Shloimele torna da Duvidl e gli racconta della
lavata di capo che gli ha fatto il rabbino. "Sai quale è il
problema con te? - gli dice Duvidl - Tu non sai fare le domande. Lascia,
vado io. "Rabbino, rabbino, io ti vorrei fare una domanda".
"Dimmi, Duvidl caro, sono qui per questo". "Rabbino...
quando si fuma, si può studiare il Toyre?". "Certo, Duvidl
caro! Sempre è un buon momento per studiare il Toyre!" esclama il
rabbino entusiasta. (da L'ebreo che ride) (Moni Ovadia)
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Un giovanotto ebreo, figlio di una di
quelle famiglie secolarizzate, laiche, progressiste, moderne, dopo la
laurea in logica e dialettica socratica, vuole darsi un'infarinatura di
cose ebraiche. Si sa... fa cosi chic! Si reca dunque da un grande
rabbino e gli dice: "Rabbino, vorrei arrotondare la mia cultura con
un po' di ebraismo. Mi darebbe qualche lezioncina?". "Capisco
giovanotto - risponde il rabbino - ma tu hai studiato il nostro Toyre?
la Bibbia nostra intendo, il Talmud?". "Andiamo rabbino! Io
sono laureato in Logica e Dialettica socratica! Non so se mi
spiego!". "D'accordo figliolo questa è una bella cosa, ma
"leshon ha Kodesh" la nostro lingua santa, l'ebraico lo
conosci? E l'aramaico?". "Rabbino, lei mi sta solo facendo
perdere tempo. Mi faccia un test! Mi metta alla prova per vedere se sono
all'altezza!". "Come tu vuoi, figliolo". Il rabbino alza
di scatto due dita proprio davanti agli occhi del baldanzoso giovane
e...: "Attento giovanotto! Due uomini scendono dallo stesso camino:
uno ha la faccia sporca e l'altro ce l'ha pulita, chi si lava la faccia?".
"Hahaha! Ma rabbino, questa è una domanda per bambini deficienti! È
evidente. Quello con la faccia sporca". "Sbagliato figliolo.
Quando quello con la faccia sporca vede che l'altro ce l'ha pulita,
pensa di avere la faccia pulita e non si lava la faccia. E quello con la
faccia pulita che vede che l'altro ce l'ha sporca, pensa di avere la
faccia sporca e quindi si lava la faccia". "Ah!... Certo
rabbino! Come ho potuto cadere in una trappola cosi' banale. La prego,
mi sottoponga ad un altro test per favore, comincio a capire... Molto,
molto sottile!". "Va bene figliolo, come tu vuoi, non c'è
problema! Attento". Di nuovo il rabbino fa scattare le due dita in
alto: "Due uomini scendono dallo stesso camino: uno ha la faccia
sporca e l'altro ce l'ha pulita, chi si lava la faccia?".
"Rabbino, non sono mica scemo, lo abbiamo già detto. Quello con la
faccia pulita". "Sbagliato figliolo. Quello con la faccia
sporca vede che l'altro ce l'ha pulita, pensa di avere la faccia pulita
e non si lava. Quello con la faccia pulita vede l'altro con la faccia
sporca, pensa di avere la faccia sporca e si lava la faccia. Ma...
quando quello con la faccia sporca vede che quello con la faccia pulita
si lava la faccia, pensa di doversi anche lui lavare la faccia. Quindi
tutti e due... si lavano il faccia". "Ah! mmm... certo ...il
ribaltamento dialettico ...molto arguto... Vede rabbino, sono un po'
freddino... La prego, mi faccia un'altra domanda". "Come tu
vuoi, figliolo, non c'è problema". Ancora una volta il rabbino alza
le due dita di scatto: "Molto attento, ragazzo! Due uomini scendono
dallo stesso camino: uno c'ha la faccia sporca e l'altro ha la faccia
pulita, chi si lava la faccia?". "Rabbino, insomma non mi
esasperi! Non lo abbiamo appena detto? Sono totalmente d'accordo con lei.
Tutti e due si lavano la faccia!". "Sbagliato figliolo. Vedi,
quando qvello con la faccia sporca vede qvello con la faccia pulita,
pensa di avere la faccia pulita e non si lava la faccia. Cosi, quando
quello con la faccia pulita vede che l'altro con la faccia sporca non si
lava la faccia, pensa anche lui che non c'e' nessuna ragione per lavarsi
la faccia. Quindi... nessuno dei due si lava la faccia". Lo
studente è quasi a pezzi, ma per non essere umiliato dice: "Adesso
ho capito, rabbino, ne sono sicuro. Riconosco di essere stato
presuntuoso, ma lei non deve negarmi un'ultima domanda. La
scongiuro!". "Va bene, come tu vuoi, figliolo, come vuoi.
Allora vediamo...". Il rabbino immancabilmente fa scattare in su le
due dita e...: "Molto, molto attento mio caro giovanotto! Due
uomini scendono dallo stesso camino, uno ha la faccia sporca e l'altro
ha la faccia pulita. Chi si lava la faccia?". "Pietà di me,
rabbino! Me l'ha appena detto e io ne convengo assolutamente, non
insista! Nessuno dei due. Nessuno dei due si lava la faccia. Non è
cosi?". "Sbagliato figliolo. Senti figliolo, ma come puoi
pensare che due uomini scendano dallo stesso camino, e abbiano uno la
faccia sporca e l'altro la faccia pulita! L'intera questione è
un'idiozia! Passa la tua vita a rispondere a stupide questioni della tua
dialettica... e vedrai cosa capirai di ebraismo!". (da L'ebreo che
ride) (Moni Ovadia)
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In una trattoria kasher. "Ankele
- dice un cliente al cameriere che gli porta il piatto ordinato - bada che
hai il pollice dentro il brodo". "Non importa, non
scotta". (Ferruccio Folkel)
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Isacco corre alla stazione di Trieste
per prendere il treno per Gorizia, ma arriva con un attimo di ritardo.
Ha appena il tempo di vederlo allontanarsi verso la curva di Barcola:
"Che cattiveria» dice indispettito «anche il treno è diventato
antisemita". (Ferruccio Folkel)
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"Papà, perché Giano si chiama
bifronte?". "Perché aveva due facce, Avramole".
"Doveva essere un infelice, papà". "Infelice,
Avramole?". "Ti immagini, essere costretti a lavarsi due
facce". (Ferruccio Folkel)
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"Di', hai sentito di
Katzan?". "Chi, Mendel Katzman, quello con l'asma
cronico?". "Si', proprio lui". "E con il fegato
distrutto dalal cirrosi?". "Eh gia'!". "Reduce da
due infarti?". "Si', si' proprio lui" "Pensa e'
morto!". "Morto!?! Chi l'avrebbe mai detto!"
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L'Irlanda e' l'unico paese che non ha
mai perseguitato gli ebrei perche' non li ha mai fatti entrare. (James
Joyce)
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Con gli ebrei ci si faceva il sapone,
adesso con i Rom ci fanno i CD! (tinmartin)
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L'antisemitismo... è la più
pericolosa sopravvivenza del cannibalismo. (Stalin)
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Un ebreo va dal suo rabbino:
"Rabbi, non so più come comportarmi con mia moglie... litighiamo
spesso... credo anche che stia cercando di avvelenarmi... aiutami,
parlaci tu...". Dopo alcune ore il rabbino torna: "Ascolta, ho
parlato per tre ore con tua moglie... PRENDITI IL VELENO!!!".
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Un rabbino di una grande città era
talmente bravo ma talmente bravo che tutti gli ebrei della regione,
osservanti e non, il sabato accorrevano per ascoltare i suoi sermoni. Un
fine settimana, però, un membro della congregazione fu trattenuto da un
impegno. Per non perdersi il sermone del sabato, ingaggiò un goy, un
giovane non ebreo, affinché si recasse alla sinagoga a registrare il
sermone. Gli altri si accorsero di quanto accadeva e cominciarono ad
adeguarsi: ogni sabato aumentavano i goym con registratore e diminuivano
i fedeli che invece erano impegnati a giocare a golf o a dormire.
Naturalmente se ne accorse anche il rabbino. E il sabato successivo si
presentò alla sinagoga un sacerdote munito di impianto stereo per
diffondere un sermone preregistrato. E' il primo caso noto di
insermonazione artificiale. (Lady of the Rings)
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A Tel Aviv un uomo in piedi su un
ponte a strapiombo sul mare medita di buttarsi. Passa il suo rabbino, lo
vede, si precipita verso di lui: "Moishele, sei impazzito, cosa
vuoi fare?". "Rabbino, lasciami in pace, voglio morire!".
"Un uomo come te... morire... da un ponte? Ascoltami, scendi di lì.
Se non vuoi farlo per te, fallo almeno per me. Se ti butti, io sono
costretto a buttarmi per cercare di salvarti e non so nuotare. Moriro'
anch'io e ho moglie e figli. Vuoi lasciare una vedova e sette orfani?
Faresti questo al tuo rabbino? Fammi un piacere... Adesso scendi di lì,
te ne ritorni a casa e nella quiete della tua stanza... ti
impicchi". (Da "Cosi' giovane e gia' ebreo" di Ouaknin e
Rotnemer)
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Perché gli Israeliani non hanno
voluto seppellire Arafat a Gerusalemme ? Perché hanno gia' avuto dei
casi di resurrezione da quelle parti.
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Buongiorno! Questo è il risponditore
automatico dell'USCI, Unione delle Separazioni delle Comunità Italiane.
Se siete Ortodossi, digitate 1; se siete Habad, digitate 2, se siete
Riformati, digitate quello che vi pare. Se volete parlare con una
comunità, digitate 9. (DING)
Avete scelto 1, grazie per la vostra scelta. verrete presto istradati al
servizio richiesto....
Buongiorno. Questo è il risponditore del collegio rabbinico. E'
proibito. Grazie per aver chiamato. (DING)
Avete scelto 2, grazie per la vostra scelta. verrete presto istradati al
servizio richiesto....
Buongiorno. Questo è il risponditore del Beit Habad. E' proibito con
gioia. Grazie per aver chiamato. (DING)
Avete scelto 3, grazie per la vostra scelta. verrete presto istradati al
servizio richiesto....
Buongiorno. Questo è il risponditore della congregazione Riformata. Non
c'è problema, puoi farlo. Grazie per aver chiamato. (DING)
Avete scelto 4? Non avreste dovuto, ma vi passo al servizio richiesto...
Buongiorno. Questo è il risponditore di lassù. Se conoscete l'interno,
digitatelo ora, oppure digitate O per l'elenco degli interni.
Grazie per aver chiesto il servizio "elenco degli interni"
digitate per favore le prime tre lettere del nome.
Piiiing Paaaang Peeeeng
Il nome da voi digitato non appare sull'elenco, anche se esiste. Prego
ridigitare interponendo un asterisco al posto della seconda lettera...
Piiiing Poooong Peeeeng
Buongiorno, Io sono Io ma non rispondo, anche se la tua chiamata è
importante. Richiamerò, conosco il tuo nome e il tuo numero. (DING)
Avete scelto 5? Beh, se ci tenete... verrete presto istradati al
servizio richiesto....
Buongiorno. Questo è il risponditore automatico del governo israeliano.
Grazie per averci chiamato. Se cercate il Likud, digitate 1-9-7-7; se
cercate il Maarach, digitate 1-9-9-3; se cercate i partiti religiosi,
pagate prima. Se volete parlare con un impiegato, riattaccate pure.
(DING)
Grazie per aver scelto 9. La comunità di oggi è quella di ****, che è
lieta di rispondervi. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1; se volete parlare delle istituzioni, digitate 2; se volete
parlare del bilancio, richiamate domani, tanto ci sarà un'altra
Comunità. (DING)
Grazie per aver digitato 1. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1. (DING)
Grazie per aver digitato 1. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1. (DING)
Grazie per aver digitato 1. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1. (DING)
Grazie per aver digitato 1. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1. (DING)
Grazie per aver digitato 1. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1. (DING)
Grazie per aver digitato 1. Se volete parlare delle prospettive future,
digitate 1. (DING)
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Due comunita', quella cattolica e
quella ebraica, un giorno decidono di organizzare una gara di teologia
usando solo i gesti per stabilire quale delle due sia da considerarsi
superiore. La comunita' che avesse perduto avrebbe dovuto abbandonare la
citta'. La sfida avviene tra un prete e la sua comunità cattolica e un
ebreo, con la sua comunità ebraica. Con aria sicura il prete avanzò
disegnando nell'aria un grande cerchio con il braccio, poi si fermò e,
con un mezzo sorriso colmo di arroganza, aspettò la risposta di Shimon.
Shimon con un salto battè i piedi per terra. Il prete sembrò incassare
questa mossa inattesa, ma non si perse d'animo. Con un gesto solenne,
lentamente, brandì tre dita nell'aria e le mostro' a tutti. Shimon, dopo
un attimo di riflessione, rispose alzando a sua volta un solo dito e
mostrandolo agli astanti come aveva fatto in precedenza il prete, che
questa volta accusò il colpo. La sicurezza iniziale era svanita,
ciononostante non si arrese: col volto corrucciato ma deciso a
rimontare, prese un pezzo di pane, lo spezzò, alzo' un calice di vino,
lo bevve e aspettò soddisfatto la contromossa di Shimon. Shimon,
lentamente, tirò fuori dalla tasca una mela e guardando fisso negli
occhi il prete, la addentò e ne staccò un grosso pezzo che prese a
masticare enfaticamente davanti al prete che a quel punto getto' la
spugna. <Ho perso> annunciò mestamente. <Gli ebrei rimarranno
in pace>. I cattolici, costernati, si affollarono intorno alla loro
guida spirituale: <Padre, cos'è successo? ci spieghi cosa significano
questi simboli>. <Figlioli!> cominciò il prete. <Ho iniziato
la sfida tracciando un grande cerchio per mostrare agli ebrei che Dio è
ovunque. A quel punto l'ebreo ha pestato i piedi per terra per
ricordarmi che Dio non è negli inferi. Poi ho alzato tre dita per
indicare la santa trinità e lui mi ha risposto con un dito per affermare
che Dio è Uno e Indivisibile. Infine ho preso il pane e il vino per
consacrare il Corpo e il Sangue di Cristo e lui mi ha mostrato la mela
come simbolo del peccato originale e lì ho capito che non avevo più
argomenti per controbattere>. Dall'altra parte della città, nel
ghetto, anche gli ebrei si affollarono intorno a Shimon per festeggiarlo
e sapere da lui il significato dei segni che si erano scambiati i due
contendenti. <All'inizio> cominciò con semplicità <il prete ha
disegnato un grande cerchio con il braccio per indicare che gli ebrei
dovevano allontanarsi dal territorio intorno alla città. Io con quel salto,
gli ho risposto che noi non ci saremmo mossi da qui. Lui mi ha intimato
che avevamo tre giorni per lasciare la città e io ho alzato il dito per
fargli sapere che nessuno di noi aveva la minima intenzione di
andarsene. Poi ho capito che lui ne aveva abbastanza, quando ha tirato
fuori la sua merenda. A quel punto, io ho tirato fuori la mia!>
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Che differenza c'è tra un ebreo
povero ed un ebreo ricco? L'ebreo povero si deve lavare da solo la
Mercedes... (Scirio)
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Come si chiama il piu' famoso ladrone
ebreo ? Rabin Hood. (Mario)
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Un mendicante ebreo (uno schnorrer)
bussa alla porta di una ricca signora: "Avrebbe qualche soldo da
dare in elemosina". Ma la signora risponde: "Mi dispiace, ma
oggi non ho spiccioli in casa. Torna domani". E il mendicante:
"Ah, no, signora! Mi deve dare qualcosa subito. Non faccio mai
credito!".
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Non mi sorprende che gli ebrei si
circoncidano: chiedono un 10% di sconto dappertutto. (Mauroemme)
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