Tiziano
Si deve a T. il successo della pittura fiorentina. Rispetto a G. visse piuttosto a lungo. Nacque intorno al 1490 (all'epoca non si usava riscontrare la data e il luogo di nascita in maniera precisa) a Pieve di Cadore. Quando si spostò a Venezia conobbe G. e Giovanni Bellini, grande pittore che non ha una bottega importante alla quale venivano commissionate opere pubbliche. T. ereditò la bottega di B. e quindi le sue committenze, dunque si spiega la differenza di stile da G.. T. fu il ritrattista di Carlo V. Propose il ritratto del sovrano che poi verrà ripreso in seguito. T. fu molto prolifico. Amor sacro amor profano Il titolo è moderno. L'occasione è un matrimonio. Si è individuato attraverso gli stemmi uno sul fogliame e uno su sul cazzo di Mary. E' un dipinto giorgionesco nonostante le differenze stilistiche è simile ai quadri di G. Il soggetto è tradizionale e corrisponde più o meno a quello : L'amore terrestre e amore celeste. Come in Botticelli la Venere celeste è nuda. La Venere celeste è più alta e riempie l'intera altezza. T. rappresenta probabilmente anche l'amore carnale con i rilievi sul sarcofago. Cavalli senza freni, simbolo passione sfrenata. Più a destra Marte che punisce Adone o altre ipotesi. Non ci sono elementi precisi. L'amore celeste presenta elementi che alludono alla fede: la lanterna e il mantello rosso. Sul fondo (a destra) vi è una chiesa, mentre a sinistra vi è un castello, allusione ala vita terrena. Il sarcofago tradizionale simbolo di morte è trasformato in fontana à simbolo di vita. La figura centrale è eros; non si sa bene cosa sta facendo. I petali di rosa sul bordo alludono al mito delle rose rosse perché macchiate dal sangue di Venere. Dal un confronto superficiale con G. si notano subito differenze. Qui le figure occupano l'intera altezza del quadro, in G. è il paesaggio che prevale. Le figure di T. risaltano perché chiare e in contrasto con un fondo scuro. T. eredita lo stile, la tecnica di G. ma al posto dell'armonia preferisce fare emergere i contrasti. Ciò si vede nel contrasto velluto bianco drappo rosso. Le figure di T. hanno una struttura più costruita e un'anatomia più studiata. A destra il paesaggio è più scuro prevalgono elementi verticali. A sinistra il paesaggio è più unito a destra è più aperto, è un modo per trovare l'equilibrio. La pittura veneziana fa attenzione alla realtà. Qui infatti maggiore importanza data alla figura umana poiché i contrasti e i colori non sono le caratteristiche essenziali. Assunzione della vergine Il dipinto di dimensioni molto ampie. Va collocato in una chiesa gotica e molto scura. Rispetto a G. che cerca armonia intensifica il colore e deve accentuare i contrasti poiché si doveva adeguare al tipo di commissione. Capacità di coinvolgere lo spettatore: T. riesce a rendere concreto il miracolo. La madonna è rappresentata su un piedistallo di nuvole. La nuvole concrete, sono sorrette da angeli, la luce è intercettata dalle nuvole. Il dipinto è diviso in piani sovrapposti. La divisione è superata dalla luce e dai fondi interno. Elimina schematismi. Gli apostoli sono agitati, sembra che stanno realmente assistendo al miracolo. Il riportare l'altezza nella figura comporta il conferire una struttura fisica più complessa. Le figure sono rese anatomicamente, in questo vi è un collegamento fra la scuola veneziana e romana ma il rapporto tra le due è reciproco. Paolo terzo con i nipoti T. elimina i particolari del volto e dell'abito. Concentra la sua attenzione sullo sguardo del papa. Inoltre la mano che sembra sproporzionata è evidente con l'anello pontificale. I nipoti: uno Alessandro Farnese un po' defilato ma presente vigile; l'altro Ottavio Farnese . con questo dipinto si colgono le pennellate da vicino. La mossetta (mantello del Papa) è resa nel senso della stoffa. L'opposizione colore disegno sarà recuperata nell'800. San Pietro Nel 1505 Giulio II incarica Bramante di progettare la basilica (quella antica era molto rovinata ed era troppo piccola per la moltitudine dei fedeli). B. costruì 4 pilastri centrali, gli archi di raccordo, poi morì nel 1514. Aveva preparato 2 progetti. La grande novità è che G. II volle distruggere la precedente basilica considerata "veneranda"; altra novità era che il progetto di B. (approvato dal papa) prevede una chiesa a pianta centrale e differente dalla precedente (longitudinale). Larchitetto e il papa vengono influenzati dallestetica rinascimentale. La pianta centrale risponde allarmoniosità delle forme, valore simbolico à forma perfetta. Cè un richiamo al martirium, in genere una cappella a pianta centrale eretta per i martiri. San Pietro doveva essere ricordato con un edificio a pianta centrale e questo doveva essere il fulcro della cristianità, forme perfette. Ledificio previsto da B. sulla base di alcuni documenti era costituito da una pianta a croce greca inscritta in un quadrato da cui fuoriescono solo le 4 absidi. Cattedrale di B.= chiarezza e distinzione delle parti delledificio. Al centro la grande cupola con copertura a gradoni che ricorda lesterno della copertura del pantheon. Gli angoli sono evidenziati dalla presenza di pilastri e colonne. Ciascuno elemento è chiaramente distinto dagli altri e il tutto è coordinato dalla grande cupola (espressa la massima espressione della mentalità rinascimentale). Dopo la sua morte si limitò a incaricare un tecnico per rinforzare le fondamenta dei pilastri. Per 30 anni la zona rimase un cantiere. Fra tutti i progetti che vennero presentati i 4 pilastri centrali sono un elemento ricorrente. Dopo B. fu nominato architetto Raffaello e poi altri fino a quando Paolo III nominò larchitetto A. da San Gallo il quale propose una sintesi tra pianta centrale e longitudinale: croce inscritta in un quadrato prolungata in una facciata molto ampia, ma morì molto presto. Nominato quindi Michelangelo si afferma lesigenza di una chiesa chiara e luminosa. La vede come un fulcro, un edificio a se stante, aperta con grandi spazi, progettata con una forma chiara e non ambigua. M. riprende il progetto di B. inserendo delle modifiche, lidea di una croce greca iscritta in un quadrato, rende la pianta più sintetica. La forma prevista da M. è frammentata. Gli spazi sono ancora più vasti e più grandiosi non ci sono divisioni. Un corridoio quadrato collega i 4 bracci della croce al di là dei pilastri. I muri esterni diventano molto più spessi e meno frammentati (su essi sono addossati tutti i sostegni, smussa gli angoli). Lo spazio centrale come in Bramante è coperto da una grande cupola. Riuscì a fare ciò dando prova di grande capacità organizzativa e fisica. Riuscì a portare la fabbrica fino alla costruzione del tamburo della cupola che fu costruita in parte. La parte superiore fu costruita alla fine del 500. M. concepisce larchitettura come una forma plastica. Unifica lesterno orizzontalmente e in altezza. Mentre B. separava la finestra distinguendo i piani con cornici, M. invece utilizza un solo pilastro che va dal basamento allarchitrave. Le cupole si dividono in tre parti: tamburo, calotta, lanterna(si chiama così perché da qui sopr. entra la luce). Si ispira M. alla cupola di S. Maria del Fiore. Suddivise la calotta in due calotte concentriche per rendere più leggera la struttura per i car . entrambe le cupole, e perché la forma è allungata leggermente. Brunelleschi seguì il modello del gotico: da questo si capisce la scelta per la forma allungata, adottata anche perché la cupola con il suo sviluppo verso lalto riesce a bilanciare le articolazioni di absidi della chiesa; lì la cupola per coordinare le varie parti deve essere molto alta: essa è fulcro. (anche M. la aveva concepita come fulcro) M. dunque prende e trasforma il modello della cupola di Santa Croce. M. propone una cupola monocroma, e aumenta il numero di costoloni che fa sporgere dalla calotta, dando plasticità: la cupola è resa con luso di articolazioni plastiche e sembra poggiare o sul resto della costruzione. Sul tamburo sporgono coppie di colonne e fra esse cè la parte del muro del tamburo dove si aprono le finestre. Sopra cè una parte più stretta, una cigliatura, una sorte di attico. Più in alto i costoloni delle calotte si collegano con le coppie delle colonne del tamburo. M. crea un collegamento verticale. Tutto converge verso la sommità della chiesa: ledificio è ununità organica. Dopo la morte di M. Giacomo della Porta costruì la cupola. 2 soluzioni sono state previste da M., ma la scelta fu per una cupola allungata verso lalto perché solo questa poneva la cupola come fulcro delledificio (quasi tutte le cupole romane del 600 imitarono la soluzione di M.). Completate le cupole riprese la costruzione sulla pianta di San Pietro. In epoca contro riformistica è impellente il bisogno do aggiungere al corpo centrale di M. un corpo longitudinale sviluppato con navate perché bisognava creare spazio per la collocazione dei religiosi. Si dette lincarico di costruire il corpo longitudinale a Carlo Maderno. La chiesa fu completata nel 600 e consacrata da Urbano IIX. Navate e facciate progettate da Carlo Maderno. Dalla facciata si vede la differenza tra le parti meno monumentali di Maderno e quelle di M.. Infatti il suo lavoro comportò una mutilazione del progetto di M. : la cupola per M: doveva essere il fulcro, ma la facciata progettata da Maderno è troppo alta e larga così che la cupola fa da sfondo; la parte centrale della facciata ricorda un tempio antico. La loggia delle benedizioni sul piano alto sotto latrio ed è usata per proclamare il nuovo papa. La lunghezza della facciata si spiega che Maderno aveva previsto due campanili per inquadrare la facciata. |