I CENTRI SOCIALI

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I centri sociali vedono la loro nascita nel periodo tumultuoso degli anni 70, delle lotte studentesche e operaie, dell'attivismo politico e sociale, degli anni di piombo. Un loro famoso slogan diceva: "La rivoluzione si vive, non si aspetta". Negli anni settanta nascono i primi circoli di controcultura, punti di ritrovo e di discussione su svariati temi di carattere politico e sociale. Ben presto diventano sede di gruppi extraparlamentari, studenteschi e terroristi. Verso la fine degli anni 70 vengono chiusi, ma essi fanno la loro ricomparsa verso la metà degli anni ottanta, grazie all'azione dei "reduci" degli anni di piombo, del movimento punk e redskins (Sharp). I centri sociali sorgono in locali (di solito comunali) occupati abusivamente, si organizzano in coordinamenti cittadini e nazionali di Cs e praticano l'autofinanziamento. Nei centri sociali si svolgono le più disparate attività: formazione politica; attività culturali, sociali e ambientaliste; cineforum; concerti e musica alternative; tornei sportivi e feste. In breve tempo diventano il luogo di ritrovo di numerosi giovani di periferia e non, dei luoghi di controcultura, degli spazi "autogestiti". Ma essi si rivelano anche e soprattutto dei veri e propri luoghi di spaccio all'aperto, dove regna l'illegalità e l'eversione. E' nei centri sociali che si riorganizzano le ale più dure dell'autonomia rossa e dove si armano e addestrano le famigerate tute bianche e i no-global. Ed è proprio la protesta antiglobalizzazione, contro le multinazionali, la povertà del Terzo Mondo e gli Ogm, che diventano il cavallo di battaglia dei Cs alla fine degli anni '90 e ne fanno protagonisti delle violenze ricorrenti in occasione dei vertici internazionali. A ciò si aggiunge la lunga connivenza tra Cs ed esponenti dei vecchi governi (Verdi, Ds, Prc e Pdci), che hanno tollerato queste "aree politiche" al confine tra legalità e illegalità, e sempre funzionali e utili contro gli avversari politici, data la loro grande capacità organizzativa, aggregativa e attivistica. Questa rappresenta uno dei punti di forza dei Cs nostrani, dotati di ampi organici di militanti oltre che di ottime forme di coordinamento e collaborazione tra le varie realtà sociali. Il problema dei Cs continua ad essere un questione gravosa che necessità al più presto di soluzioni coraggiose e "forti" da parte del governo, soprattutto dopo le ultime intimidazioni operate dai loro leader. .

 



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