STORIA PCI
Poco
dopo la fine dell' avventura dannunziana a Fiume, si
riunì a Livorno il XVII Congresso del Partito
Socialista (15-20 Gennaio 1921), nel quale si manifestò in tutta la sua
asprezza la dissidenza dei gruppi di Amedeo Bordiga e
di Antonio Gramsci, che uscirono anche formalmente
dal partito e fondarono il Partito Comunista d'Italia, ispirandosi al partito
bolscevico russo e affidandosi alla speranza che il "contagio
rivoluzionario" interessasse tutta l'Europa, Italia compresa. La scissione
dei Comunisti determinò un'ulteriore frammentazione
della situazione politica italiana e un'indebolimento
del Partito Socialista. I militanti comunisti si distinsero subito per la loro
violenza e per gli scontri ingaggiati contro le squadre d'azione fasciste,
specie nel nord d'Italia.Primo segretario del partito
dal 1921 al 1926 fu Amedeo Bordiga che, al Terzo
congresso del PCI tenuto a Lione nel 1926, venne
accusato di settarismo e messo in minoranza, mentre la linea del Partito
comunista venne fissata da Gramsci e Palmiro Togliatti nelle Tesi di Lione, dove si ponevano le premesse
per la costruzione di un partito di massa e veniva data un'analisi del fascismo
che ne coglieva le tendenze all'imperialismo e alla guerra. Decapitato dei suoi
dirigenti dal fascismo(Gramsci fu arrestato per le
sue azioni sovversive nel 1926, morì in carcere nel 1937, non senza aver più
volte contestato la linea politica seguita dai nuovi dirigenti del suo Partito)
e dichiarato illegale, il Partito comunista si organizzò nella clandestinità e,
nonostante le epurazioni interne di matrice staliniana, riuscì a sopravvivere
per poi tornare alla ribalta dopo l'8 settembre. Nel
frattempo il suo futuro leader, Palmiro Togliatti,
riparò in Urss, dove divenne uno dei più stretti
collaboratori di Stalin, oltre che suo compagno di crimini e scelleratezze. Nel
frattempo i Comunisti in Italia operavano penetrazioni clandestine di loro
uomini all'interno delle strutture del regime e
facevano proseliti. Preponderante fu il contributo dei suoi militanti tra il
1943 e il 1945 nella guerra partigiana anti-Salò e anti-Germania. Le Brigate Garibaldi erano le più
organizzate, agguerrite e violente. Furono i suoi miliziani in collaborazione
con i partigiani slavi titini ad eseguire l'eccidio
di migliaia di italiani sul confine orientale.Con il rientro in Italia nel 1944 di Togliatti
da Mosca, il PCI passò a svolgere una funzione primaria nel processo politico
italiano; Togliatti (nonostante il suo desiderio
costante di fare dell'Italia uno Stato comunista) annunciò
infatti la disponibilità del Partito comunista italiano, PCI (il nuovo
nome fu adottato dopo lo scioglimento del Comintern),
a far parte del governo guidato da Pietro Badoglio, accantonando la
"pregiudiziale repubblicana'' (svolta di
Salerno). Nelle elezioni del 1946, il Pci e le
sinistre furono sconfitte alle elezioni dalla Dc e
altri partiti minori. L'Italia era salva da un'eventuale
regime comunista filosovietico. Nel 1947 il
PCI fu estromesso dall'iniziale governo di coalizione
e, nel clima della Guerra Fredda, venne confinato in un'opposizione sterile e
senza sbocchi. Nonostante la teorizzazione
togliattiana di una via italiana alquanto eterodossa
per Mosca, questa ghettizzazione fu approfondita dalla formazione di
maggioranze di centro-sinistra. L'unica occasione di governare fu offerta al
PCI nelle città delle regioni dell'Italia centrale rette da amministrazioni di
sinistra (Bologna, ad esempio). Nonostante ciò il Pci grazie alle sue strutture collaterali (sindacati, ecc.)
iniziò una penetrazione sottile e inarrestabile in tutti i settori e comparti
dello stato: magistratura, scuole, università, centri intellettuali, reti Tv.
In poco tempo il Pci si impossessò
del predominio culturale nel nostro paese, mistificando spesso così la realtà
storica, politica e ideologica, e influenzando la formazione di numerose
generazioni di giovani. Fondamentale fu il ruolo del Pci
durante la "rivoluzione del 68" e durante gli anni di Piompo, quando esso divenne il fiancheggiatore e protettore
di gruppi terroristici come Lotta Continua o le Brigate Rosse. Inoltre fino ai
primi anni '70 esso mantenne un rapporto privilegiato con l'Urss;
i suoi uomini svolsero azioni di spionaggio e sabotaggio anti-occidente nelle
nostre istituzioni; il Pci ricevette finanziamenti (e
armi?) dai paesi dell'est, formalmente nostri nemici (L'Italia era membro della NATO) e non perse mai i suoi connotati golpisti e
rivoluzionari .Enrico Berlinguer, segretario del
partito dal 1972 al 1984, cercò di aumentare le distanze tra il PCI e Mosca
facendosi portavoce e sostenitore dell'eurocomunismo, essenzialmente una
critica delle violazioni dei diritti umani nell'Unione delle repubbliche
socialiste sovietiche (URSS) e nell'esplicita accettazione delle regole del
confronto democratico. Berlinguer formulò anche la
strategia del "compromesso storico" tra PCI e Democrazia cristiana,
fra comunisti e cattolici. Sul piano elettorale il PCI registrò una crescita
continua con un massimo del 34,5 dei voti nel 1976, ma la pregiudiziale
anticomunista degli altri partiti e i vincoli internazionali dell'Italia
all'interno dell'Organizzazione del trattato
dell'Atlantico del Nord (NATO) impedirono al Pci di
andare al governo. Invece dell'alternanza governo-opposizione
si sviluppò allora la pratica del consociativismo,
ossia del tentativo di corresponsabilizzazione, su
decisioni importanti per gli interessi della nazione, anche delle forze
dell'opposizione; tale pratica, degenerata talvolta in accordi d'interesse
puramente partitico, è all'origine dell'uso con valore negativo del termine
"consociativismo" che viene fatto oggi in
politica. Dopo il crollo del Muro di Berlino sono
venute meno i fondamenti ideologici di questo partito, diventato nel frattempo
una vera e propria macchina burocratica da guerra elettorale e politica. Un'ulteriore svolta è stata impressa al PCI fra il 1990 e il
1991 da Achille Occhetto, il quale decise, prendendo
atto del crollo dei sistemi socialisti in URSS e nell'Europa dell'Est, di
accelerare la trasformazione del PCI. Il Partito comunista italiano si è sciolto
ed è confluito in una nuova formazione, il Partito democratico della sinistra,
mentre l'ala sinistra ha creato un nuovo partito, che si considera l'erede
della tradizione rivoluzionaria del PCI, il Partito della rifondazione
comunista, dal quale si è successivamente staccata
l'area filo-ulivista dei Comunisti Italiani di Cossutta e Diliberto..